di Quirico ArganeseStudio Arganese&Partners

(foto Google)

Via libera definitivo alla legge di Bilancio per il 2017. Molte le novità fiscali: dall’introduzione dell’IRI, la nuova imposta con aliquota del 24 per cento per le imprese individuali e le società di persone, alla conferma, sia pure con qualche modifica, del super-ammortamento del 140 per cento e il nuovo iper-ammortamento del 250 per cento, fino alla proroga e al rafforzamento dei bonus su ristrutturazioni edilizie, risparmio energetico e lavori antisismici. Novità sul versante fiscale anche con la disciplina del gruppo IVA e con la nuova lotteria associata all’emissione di scontrini.

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di Bilancio 2017. Sul versante fiscale ci sono novità e conferme.

Il capitolo più corposo interessa le imprese, ad esempio, con l’introduzione della nuova IRI, l’imposta fissa al 24% per le ditte individuali e le società di persone, il nuovo regime di cassa per i semplificati, la proroga del super-ammortamento e il nuovo ipera-mmortamento, la disciplina sull’IVA di gruppo e le modifiche all’ACE.

Contribuenti in contabilità semplificata: regime di cassa (commi 17-23)

Si modifica, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, il regime fiscale semplificato previsto per le imprese minori con l’introduzione, per le imprese individuali e per le società di persone in contabilità semplificata, del principio di cassa per la rilevazione delle componenti positive e negative di reddito, in luogo del principio di competenza.

In particolare si dispone che:

  • il reddito di impresa di tali soggetti è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi e proventi percepiti (in luogo di conseguiti) e le spese sostenute (in luogo delle spese documentate sostenute) nel periodo di imposta nell’esercizio dell’attività di impresa;
  • la differenza è aumentata del valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore, dei proventi derivanti dagli immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’impresa nonché, come peraltro già previsto dalle vigenti regole, delle plusvalenze e delle sopravvenienze;
  • possono essere portate a diminuzione, come già previsto a legislazione vigente le minusvalenze, le sopravvenienze passive, gli ammortamenti e gli accantonamenti;
  • dal reddito del periodo d’imposta in cui si applicano le nuove disposizioni viene sottratto l’importo delle rimanenze finali imputate al reddito dell’esercizio precedente;
  • nel caso di passaggio da un periodo d’imposta soggetto alla determinazione del reddito delle imprese minori ad uno soggetto a regime ordinario, e viceversa, i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito (secondo la disciplina adottata) non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi;
  • l’applicazione del criterio di cassa è esteso ai soggetti in argomento anche ai fini della determinazione della base imponibile a titolo di IRAP (si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in tema di rimanenze finali e di imputazione di componenti di reddito nel passaggio da un regime fiscale ad un altro).

Viene modificata anche la disciplina contabile:

  • con riferimento ai limiti di ricavi rivenienti dall’attività d’impresa esercitata dalle persone o dalle società di persone che consentono l’accesso alla contabilità semplificata per le imprese minori, i soggetti che vi rientrano devono annotare analiticamente e cronologicamente in apposito registro i ricavi percepiti ed incassati e i costi sostenuti e pagati, con apposita annotazione delle componenti positive e negative non iscritte in detti registri;
  • i registri tenuti a fini IVA possono sostituire il registro cronologico degli incassi e pagamentiqualora vi siano iscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette a registrazione IVA e qualora si riporti l’importo complessivo delle operazioni che non hanno generato incassi o pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazioni stesse si riferiscono;
  • previa opzione vincolante per almeno un triennio il contribuente può tenere i registri IVA senza annotazione degli incassi e pagamenti, presumendosi, in tal caso, che l’operazione monetaria sia avvenuta al momento della data di registrazione dei documenti stessi.

Viene infine mantenuta la possibilità di optare per il regime ordinario di tenuta delle scritture contabili.

Rideterminazione del valore di acquisto di terreni e partecipazioni (commi 554-555)

Vengono riaperti i termini per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, previo pagamento di un’imposta sostitutiva determinata sui valori di acquisto rivalutati. Nello specifico, è prorogata dal 1° gennaio 2016 al 1° gennaio 2017 la data in cui devono essere posseduti i beni interessati dalla rivalutazione ed è fissata al 30 giugno 2017 la decorrenza del termine di versamento dell’unica o della prima rata dell’imposta, in caso di pagamento in tre rate annuali di pari importo.

Ai fini della determinazione dell’imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate in mercati regolamentari e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, si applica l’aliquota dell’8%.

Rivalutazione beni d’impresa (commi 556-564)

Si consente alle società che non utilizzano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, di rivalutare i beni d’impresa, strumentali e non, incluse le partecipazioni di controllo e di collegamento, ad esclusione dei beni alla cui produzione o al cui scambio è destinata l’attività d’impresa.

La rivalutazione riguarda i beni che risultano dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2015 e siano ancora presenti nel bilancio successivo sul quale la rivalutazione è eseguita.

È consentito affrancare il saldo di rivalutazione derivante dalla iscrizione dei maggiori valori mediante imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali nella misura del 10%.

Il riconoscimento fiscale del maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione decorre dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita (ad eccezione dei beni immobili per i quali decorre dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2018), ed avviene mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.

Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa o al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si considera il costo del bene prima della rivalutazione.

Le imposte sostitutive sono versate in un’unica rata entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (gli importi da versare possono essere compensati).

È possibile anche il riallineamento del valore fiscale dei beni anche ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali. Per questi soggetti l’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva, è vincolato ad una riserva in sospensione di imposta ai fini fiscali che può essere affrancata mediante il pagamento della citata imposta sostitutiva del 10%.

IRI (commi 547-553)

Si introduce la nuova imposta sul reddito d’impresa (IRI) – da calcolare sugli utili trattenuti presso l’impresa – per gli imprenditori individuali e le società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria. La nuova IRI prevede che il reddito d’impresa dei citati imprenditori, che adottano il regime di contabilità ordinaria, è escluso dalla formazione del reddito complessivo ed è assoggettato a tassazione separata (a titolo di IRI) con l’aliquota prevista per l’IRES che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, è fissata al 24%.

In deroga al vigente regime fiscale delle perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali e di quelle derivanti dalla partecipazione in S.n.c. e S.a.s., si prevede che le perdite maturate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni relative all’IRI siano computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi. Qualora gli utili prodotti o precedentemente reinvestiti e assoggettati alla tassazione separata dell’IRI siano prelevati dall’imprenditore individuale o distribuiti dalla società di persone verrà applicata la tassazione ordinaria.

L’opzione per l’applicazione dell’IRI si effettua in sede di dichiarazione dei redditi, ha durata di 5 periodi di imposta ed è rinnovabile. L’opzione esclude l’applicazione del regime di imputazione del reddito per trasparenza di cui all’art. 5 TUIR.

La disciplina dell’IRI viene estesa anche alle società a ristretta base proprietaria.

I soggetti che optano per il regime dell’IRI continueranno a calcolare il contributo annuo dovuto alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali secondo le vigenti normative, senza quindi tener conto delle nuove disposizioni in materia di IRI.

Agevolazioni sugli immobili (commi 2-3)

Interventi di riqualificazione energetica

Prorogata fino al 31 dicembre 2017 l’agevolazione fiscale che consente di detrarre dall’imposta lorda il 65% delle spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Per gli interventi della medesima natura relativi a parti comuni condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari del condominio, l’agevolazione vigente (detrazione fiscale al 65% delle relative spese) è invece prorogata per cinque anni, fino al 31 dicembre 2021.

In relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, riferite a specifici interventi di riqualificazione sempre riguardanti parti comuni condominiali, sono quindi introdotte percentuali di detrazione più elevate:

  • 70% per gli interventi che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  • 75% per interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale o estiva.

Si riconosce ai beneficiari dell’agevolazione fiscale, in luogo della possibilità di fruire della detrazione (70-75%), di optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che abbiano effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà successiva di cessione del credito. Resta esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari, in coerenza con quanto previsto nell’ambito della disciplina della detrazione per interventi antisismici.

Le detrazioni del 70% e 75% sono usufruibili anche dagli IACP, comunque denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Interventi di ristrutturazione edilizia e per l’adozione di misure antisismiche

Prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2017, l’agevolazione fiscale che consente di detrarre al 50% le spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Con riferimento agli interventi antisismici su edifici (adibiti ad abitazioni ed attività produttive) ubicati nelle zone 1 e 2 (zone sismiche ad alta pericolosità) per le relative spese, sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021, è riconosciuta una detrazione al 50%, ripartita in 5 quote annuali di pari importo, nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Resta fisso l’attuale limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione (96.000 euro), si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della detrazione.

L’agevolazione è estesa, per il medesimo arco temporale, anche per gli immobili situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti ma rari terremoti).

Inoltre, nel caso in cui dall’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione di imposta è elevata al 70% della spesa sostenuta. Qualora dall’intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta invece nella misura dell’80%.

Nel caso in cui i predetti interventi di riduzione del rischio sismico siano realizzati su parti comuni condominiali, le detrazione di imposta (70-80%) sono riconosciute rispettivamente nella misura del 75% e 85%.

L’ammontare delle spese sulle quali trova applicazione la detrazione non può essere superiore al valore che si determina moltiplicando 96.000 euro per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

In luogo della detrazione, i beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato l’intervento ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito. Tale cessione non potrà aver luogo in favore di banche ed intermediari finanziari.

Tra le spese detraibili sono ricomprese, a decorrere dal 1° gennaio 2017, anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

Il bonus mobili viene prorogato di un anno, fino al 31 dicembre 2017. La detrazione è consentita limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a partire dal 1° gennaio 2016.

Per gli interventi effettuati nel 2016 ovvero iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2017, l’agevolazione è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, al netto delle spese sostenute nell’anno 2016 per le quali si è fruito della detrazione.

Credito d’imposta strutture ricettive (commi 4-7)

Si riconosce anche per i periodi di imposta 2017 e 2018 l’agevolazione fiscale consistente in un credito di imposta per interventi di riqualificazione di strutture ricettive, turistico alberghiere a condizione che gli interventi perseguano anche le seguenti finalità: ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica o energetica, acquisto mobili.

L’agevolazione è rideterminata nella misura del 65% (dal 30%). Inoltre, l’agevolazione viene estesa anche alle strutture che svolgono attività agrituristica. Il credito di imposta è ripartito in due quote annuali di pari importo.

Super e iper-ammortamento (commi 8-13)

Prorogate le disposizioni della legge di Stabilità 2016 in materia di maggiorazione del costo di acquisizione di beni strumentali nuovi con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria: le stesse si applicano anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto che siano ad uso promiscuo o non siano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, effettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018.

In quest’ultimo caso il beneficio è riconosciuto a condizione che, entro il 31 dicembre 2017, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.

Oltre alla proroga, si registra un’importante novità: il costo di acquisizione è maggiorato del 150% per gli investimenti effettuati nello stesso periodo in beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico atti a favorire i processi di trasformazione tecnologica dell’azienda, inclusi nell’elenco di cui all’Allegato A alla legge in esame (c.d. iper-ammortamento).

In particolare sono ammessi all’agevolazione gli investimenti riguardanti sia le macchine utensili sia gli impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime oltre alle macchine motrici e operatrici per la movimentazione dei pezzi, giusto per citarne alcuni.

Per i soggetti che beneficiano dell’iper-ammortamento e che effettuano, nello stesso periodo di cui si è detto sopra, investimenti in beni immateriali strumentali inclusi nell’elenco di cui all’allegato B, il costo di acquisizione di detti beni è maggiorato del 40%.

Per la fruizione dei benefici l’impresa è tenuta a produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentante ovvero, per beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale, attestante che i beni presentano le caratteristiche tecniche tali da poter essere inclusi negli elenchi dei beni agevolabili (di cui agli allegati A e B) e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Ai fini del calcolo degli acconti dovuti per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, si considera l’imposta del periodo precedente così come si sarebbe determinata in assenza delle disposizioni sulla maggiorazione della deduzione degli ammortamenti all’esame.

Così come già previsto, anche ora sono esclusi i beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, i fabbricati e costruzioni e i beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge n. 208/2015.

Confermata, infine, l’irrilevanza delle maggiorazioni del costo di acquisizione ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Credito di imposta per ricerca e sviluppo (commi 15-16)

Si interviene sulla disciplina del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, pari al 25% dell’eccedenza della spesa per investimenti effettuati rispetto alla media degli stessi realizzati nel periodo 2012-2014 e riservato alle imprese che nel periodo 2015-2019, investono in attività di ricerca e sviluppo.

Con le nuove disposizioni:

  • si estende dal 2019 al 2020 il periodo nel quale le spese per investimenti che vi sono sostenute possono essere ammesse a fruire del credito di imposta;
  • si incrementa dal 25% al 50% la percentuale dell’eccedenza di spesa ammissibile al beneficio;
  • si eleva da 5 a 20 milioni il limite massimo per ciascun beneficiario;
  • si chiarisce che il credito d’imposta è fruibile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi agevolabili sono stati sostenuti;
  • si precisa, in relazione all’esclusiva modalità di utilizzo del credito in compensazione, che l’utilizzo predetto può aver luogo soltanto a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi;
  • si amplia l’ambito applicativo dell’agevolazione sia in relazione al disposto superamento del necessario possesso di particolari requisiti per il personale tecnico impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo (ci si limita ora ad un generico riferimento al personale impiegato nelle predette attività) sia con riferimento alla platea soggettiva dei potenziali beneficiari (sono infatti ammesse all’agevolazione anche le imprese residenti o le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati UE, negli Stati aderenti all’accordo SEE ovvero in Stati inclusi nella lista di cui al D.M. 4 settembre 1996).

Le nuove disposizioni decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.

Ritenute sui corrispettivi dovuti dal condominio all’appaltatore (comma 36)

Si interviene sulla disciplina della ritenuta pari al 4% sui corrispettivi dovuti dal condominio all’appaltatore. Le nuove norme dispongono che la ritenuta è effettuata dal condominio quale sostituto d’imposta quando l’ammontare raggiunga l’importo di 500 euro. Il condominio è comunque tenuto all’obbligo di versamento entro il 30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno anche qualora non sia stato raggiunto l’importo predetto.

Al fine di consentirne la tracciabilità, si fa obbligo ai condomìni di effettuare il pagamento dei corrispettivi tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli (da stabilire con apposito decreto).

Si disciplina quindi il regime sanzionatorio per le violazioni.

Deducibilità canoni di noleggio a lungo termine (comma 37)

Si incrementa da 3.615,20 a 5.164,57 euro il limite annuo della deducibilità fiscale dei costi di locazione e di noleggio per le autovetture e gli autocaravan utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio.

Pagamento cumulativo della tassa automobilistica (commi 38-39)

Si estende anche alle aziende con flotte e camion di cui siano proprietarie, usufruttuarie, acquirenti con patto di riservato dominio ovvero utilizzatrici in leasing la facoltà di pagamento cumulativo della tassa automobilistica.

Canone Rai (comma 40)

Per l’anno 2017, la misura del canone RAI passa da 100 a 90 euro. Restano confermate le regole di pagamento con l’addebito in bolletta.

Proroga del blocco aumenti aliquote 2017 (commi 42-43)

Si proroga al 2017 il blocco delle aliquote relative a tributi regionali e comunali, già previsto dalla legge di Stabilità 2016. Viene tuttavia confermata la possibilità, per i comuni, di applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille all’aliquota TASI, per gli immobili non esenti (tra cui le abitazioni principali di lusso).

Abolizione IRPEF per IAP e coltivatori diretti (comma 44)

Con riferimento agli anni di imposta 2017, 2018 e 2019, non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali i redditi dominicali e agrari relativi a terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli IAP iscritti nella previdenza agricola.

Investimenti in start-up e PMI innovative (commi 65-69)

Il beneficio, da transitorio (periodo 2012-2016), diventa beneficio a regime. La misura viene incrementata al 30%. Elevato il limite massimo dell’importo su cui applicare la detrazione IRPEF, da 500.000 a un milione di euro. Viene prolungato da due a tre anni il periodo in cui deve essere mantenuto l’investimento per aver diritto al beneficio sia ai fini IRPEF che IRES. L’efficacia delle disposizioni è subordinata all’acquisizione dell’autorizzazione della Commissione europea.

Viene, inoltre, escluso l’attuale requisito richiesto (operatività inferiore a sette anni delle PMI) ai fini dell’applicazione automatica delle agevolazioni di cui sopra.

Infine, si esonera dal pagamento delle imposte di bollo (e dei diritti di segreteria) l’atto costitutivodelle start up innovative, laddove si tratti di atto pubblico ovvero atto sottoscritto con le modalità previste dal Codice dell’amministrazione digitale (redatti dal 2015 secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico e così trasmessi al competente ufficio del registro delle imprese).

Transazioni fiscali nelle procedure concorsuali (comma 81)

La proposta di transazione fiscale è subordinata al fatto che il piano preveda la soddisfazione dei crediti tributari e contributivi in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione di un professionista. Si elimina il limite rappresentato dalla possibilità di procedere alla transazione limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie della UE, in relazione alle quali, comunque, diventa possibile in linea generale procedere alla transazione fiscale, analogamente a quanto è previsto anche per i debiti contributivi.

Viene consentita, con riguardo all’IVA e alle ritenute operate e non versate, non più soltanto la proposta di dilazione del pagamento, ma anche quella di un pagamento parziale. Viene inserita una previsione che espressamente impone che le attestazioni da sottoporre a valutazione da parte del tribunale ineriscano anche alla convenienza del trattamento proposto rispetto alle alternative concretamente praticabili.

Eliminata la differenziazione vigente fra i tributi non iscritti a ruolo o non ancora consegnati al concessionario della riscossione, da un lato, e quelli iscritti a ruolo e già consegnati al concessionario della riscossione, dall’altro, relativamente alla disciplina in materia di assenso alla proposta di transazione.

Rientro in Italia di lavoratori residenti all’estero (commi 149-151)

Viene modificata la disciplina degli incentivi per il rientro in Italia di ricercatori e docenti residenti all’estero, rendendo permanente la misura che consente di abbattere la base imponibile a fini IRPEF e IRAP. Inoltre, si estende l’ambito applicativo della disciplina (in materia di rientro dei lavoratori italiani all’estero) anche ai lavoratori autonomi e si innalza dal 30 al 50% l’ammontare di reddito esente da IRPEF.

Il criterio di determinazione del reddito di cui sopra si applica anche ai cittadini di Stati, diversi da quelli appartenenti alla UE, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, ed in possesso di specifici requisiti.

Nuovi residenti (commi 152-159)

Si prevede un regime speciale per i soggetti persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia. In particolare, le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia possono optare, in presenza di particolari condizioni, per l’assoggettamento ad un’imposta sostitutiva dei redditi prodotti all’estero.

Per effetto dell’esercizio dell’opzione (i cui termini e le modalità vengono regolamentate nei dettagli) è dovuta l’imposta sostitutiva dell’IRPEF calcolata in via forfettaria, a prescindere dall’importo dei redditi percepiti, nella misura di 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta in cui è valida l’opzione.

Le disposizioni si applicano per la prima volta con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge.

Detassazione dei premi di produttività (comma 160)

Si prevede:

  • l’innalzamento da 2.000 a 3.000 euro del limite di importo complessivo dei premi di risultato, la cui corresponsione è legata ad incrementi di produttività, assoggettati all’imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%;
  • il non assoggettamento all’imposta sostitutiva delle somme determinate secondo il valore normale di specifici beni, anche qualora gli stessi siano fruiti per scelta del lavoratore in sostituzione totale o parziale delle somme agevolabili; pertanto il lavoratore potrà scegliere in luogo dell’imposta sostitutiva sui premi, anche beni classificabili come benefit aziendali(autovetture aziendali, alloggi e prestiti);
  • l’esclusione da ogni forma di tassazione (ordinaria o sostitutiva) dei contributi alle forme pensionistiche complementari, dei contributi di assistenza sanitaria e del valore delle azioni, versati per scelta del lavoratore in sostituzione (totale o parziale) delle somme agevolabili con l’imposta sostitutiva in argomento, anche se eccedenti i limiti indicati per ciascuna forma di contribuzione o di valore dell’offerta delle azioni. Pertanto sono resi assolutamente esenti da imposizione fiscale i contributi e le assegnazioni delle azioni in parola;
  • l’ampliamento della platea dei beneficiari mediante l’innalzamento da 50.000 a 80.000 euro del limite di reddito di lavoro dipendente individuato quale parametro di riferimento per l’applicazione delle disposizioni;
  • l’innalzamento del limite di importo complessivo dei premi di risultato da 2.500 a 4.000 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, parimenti assoggettati all’imposta sostitutiva.

No tax area pensionati (comma 210)

Viene aumentata la detrazione IRPEF in favore dei titolari di reddito da pensione con età inferiore a 75 anni. Per tali soggetti la misura della detrazione per redditi da pensione viene equiparata a quella prevista in favore dei titolari di pensione con età non inferiore a 75 anni. La nuova modulazione del beneficio consente di elevare da 7.750 euro a 8.000 euro la no tax area per il reddito in esame; sono proporzionalmente incrementate le detrazioni spettanti per redditi da pensione compresi tra 8.000 e 55.000 euro ed è confermata l’assenza di detrazione per i redditi di pensione pari o superiori a 55.000 euro annui.

Vittime del dovere e familiari superstiti (comma 211)

A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti si applicano i benefici fiscali che prevedono l’esenzione da IRPEF.

Lotteria associata all’emissione di scontrini (commi 537-544)

Dal 1° gennaio 2018, i contribuenti persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti di beni o servizi – non in relazione all’esercizio di attività d’impresa, arte o professione – presso esercenti che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi, possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Per partecipare all’estrazione è necessario che i contribuenti comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e che quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione o prestazione con specifiche modalità.

La partecipazione all’estrazione a sorte è consentita anche con riferimento ad acquisti di beni e servizi effettuati non nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, documentati con fattura a condizione che i dati di quest’ultima siano indicati nelle comunicazioni trimestrali.

ACE (commi 549-553)

Si modifica la disciplina in materia di aiuto alla crescita economica (ACE), per razionalizzarne l’ambito applicativo e per garantirne l’applicazione, con le modalità ordinarie previste per i soggetti IRES, anche ai soggetti che adottano il regime IRI.

Si elimina la disposizione che prevede che con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze (a decorrere dal settimo periodo di imposta) sia determinata l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale; quindi si abroga la disposizione che disciplina il regime di super ACE rivolto alle società quotate, regime che non ha avuto concreta esecuzione perché soggetto all’acquisizione preventiva dell’autorizzazione della Commissione europea.

A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, l’aliquota utilizzata per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio ai fini dell’ACE viene stabilita nella misura del 2,7%; vengono invece confermate le aliquote previste in via transitoria per i periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2014 e fino al 31 dicembre 2016, mentre per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017 l’aliquota si riduce al 2,3%.

Inoltre, si stabilisce che:

  • per i soggetti diversi dalla banche e dalle imprese di assicurazione, la variazione in aumento del capitale proprio non ha effetto fino a concorrenza dell’incremento delle consistenze dei titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni rispetto a quelli risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2010;
  • è estesa la disciplina, mediante applicazione automatica dell’ACE, alle persone fisiche, alle S.n.c. e alle S.a.s. in regime di contabilità ordinaria, senza che a ciò vi si provveda con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, così come invece attualmente previsto;
  • nei casi di trasferimento aziendale, la limitazione del riporto delle perdite (in virtù della quale si esclude il riporto qualora la maggioranza delle partecipazioni venga acquisita da terzi ed entro due periodi successivi o anteriori rispetto al trasferimento, si modifichi l’attività effettivamente esercitata) si estende anche alle eccedenze di interessi indeducibili (oggetto di riporto in avanti) nonché alle eccedenze del rendimento nozionale, posto a base del calcolo della deduzione dal reddito, a titolo di ACE;
  • nelle situazioni di crisi di impresa, oltre alle perdite pregresse e di periodo agli interessi passivi, anche le eccedenze ACE riportabili in avanti non costituiscono sopravvenienze attive.

Sempre al fine del coordinamento della legislazione vigente con le nuove disposizioni in materia di ACE, si modifica il regime della portabilità delle perdite in caso di operazioni straordinarie di società sia nazionali sia estere.

Per le norme in esame, in deroga allo Statuto del contribuente, è disposta l’applicazione, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2015, pertanto dal 2016.

Si dispone poi che per i soggetti persone fisiche, S.n.c. e S.a.s. in regime di contabilità ordinaria la differenza tra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e il patrimonio netto al 31 dicembre 2010 rileva come incremento del capitale proprio (ai fini del calcolo del rendimento nozionale per la definizione dell’ACE).

Per le modalità di calcolo dell’acconto IRES per l’anno d’imposta 2017, viene considerata quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni modificative in materia di ACE.

Cessione agevolata di beni ai soci (commi 565-566)

Vengono prorogate le disposizioni sull’estromissione dei beni aziendali, prevedendo che le stesse si applicano anche alle assegnazioni, trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30 settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017. Si dispone inoltre che i versamenti rateali dell’imposta sostitutiva siano effettuati entro il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

Le disposizioni sull’estromissione dei beni da parte delle imprese individuali si applicano anche alle esclusioni dal patrimonio dell’impresa dei beni ivi indicati, posseduti alla data del 31 ottobre 2016, poste in essere dal l° gennaio 2017 al 31 maggio 2017. In questo caso, i versamenti rateali dell’imposta sostitutiva sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno 2018.

Per i soggetti che si avvalgono di tale disposizione gli effetti della estromissione decorrono dal 1° gennaio 2017.

Disciplina IVA sulle variazioni dell’imponibile o dell’imposta (comma 567)

Si interviene nuovamente sull’art. 26, D.P.R. n. 633/1972 al fine di annullare le modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2016 in relazione all’individuazione del momento in cui il fornitore, che non ha riscosso il proprio credito dal cliente in crisi finanziaria, possa emettere la nota di variazione, recuperando quindi l’ammontare dell’IVA indicata in fattura.

Si tratta di fatture emesse nei confronti di soggetti sottoposti a procedure concorsuali, di soggetti che hanno stipulato accordi per la ristrutturazione del debito ovvero hanno concordato un piano di risanamento o di riequilibrio in base alle specifiche discipline vigenti.

In pratica l’emissione di una nota di credito IVA, nonché l’esercizio del relativo diritto alla detrazione dell’imposta corrispondente alle variazioni in diminuzione, possono essere effettuati, nel caso di mancato pagamento connesso a procedure concorsuali, solo una volta che dette procedure si siano concluse infruttuosamente.

Detrazione IRPEF scuole paritarie e materne (commi 616-619)

Si modifica l’art. 15 TUIR, laddove elenca gli oneri in relazione ai quali è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% dell’onere medesimo. La modifica riguarda, in particolare, la lettera e-bis) che riconosce il beneficio per le spese sostenute per la frequenza delle scuole del sistema nazionale di istruzione, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.

La nuova formulazione eleva la misura dell’importo da considerare, ai fini del calcolo della detrazione, a 564 euro per l’anno 2016, a 717 euro per l’anno 2017 e a 786 euro per l’anno 2018 e a 800 euro a decorrere dall’anno 2019.

Eliminazioni aumenti IVA ed accise per l’anno 2017 (commi 631-632)

Si interviene sulle clausole di salvaguardia che disponevano, a partire dal 2017, aumenti di IVA ed accisa sulla benzina con piombo e sul gasolio usato come carburante. In particolare, si differisce dal 1° gennaio 2017 al 1° gennaio 2018:

  • l’incremento di tre punti percentuali dell’aliquota IVA del 10%;
  • l’incremento dell’aliquota IVA del 22% rimodulandolo come segue: un aumento di tre punti percentuali dal l° gennaio 2018 e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal l° gennaio 2019;

viene infine abrogata la disposizione che prevede, per il periodo dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, l’aumento delle accise sulla benzina, sulla benzina con piombo e sul gasolio usato come carburante in misura tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 220 milioni di euro per l’anno 2017 e a 199 milioni di euro per l’anno 2018.

 

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