Si terrà domani, domenica 5 maggio, l’ultimo dei Seminari di Studio 2012-2013 dell’associazione Cercasi un fine Onlus (www.cercasiunfine.it). L’incontro avrà inizio alle ore 9, presso il Polo Universitario (ex Ospedale di Collone), strada prov. Acquaviva-Santeramo km 4,4 – 70021 Acquaviva delle Fonti (poco dopo il nuovo Ospedale Miulli).

Tema del quarto ed ultimo incontro sarà “Legalità: cercare il giusto dove non c’è” con la dott.ssa Deborah Cartisano del Movimento politico culturale “Nova Bovalino” – Libera.

Il seminario si terrà in occasione della giornata conclusiva dell’anno formativo delle scuole di Cercasi un fine Onlus ed al termine dello stesso ci sarà l’assemblea dei soci sui programmi in cantiere.

Questo, nel dettaglio, il programma della giornata (l’associazione Cercasi un fine rende noto che per i soci e coloro che prenoteranno sarà offerto un servizio di baby sitting per bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni):
ore 9:00: Registrazione dei partecipanti
ore 9:15: Saluti e presentazione relatore
ore 9:30: Relazione Deborah Cartisano
ore 11:30: Verifica/dibattito e consegna attestati delle scuole
ore 12:30: S. Messa
ore 13:00: Pausa pranzo
ore 15:00: Assemblea annuale dei Soci dell’Associazione
ore 16:30: Elezione organi associativi
ore 17:00: Chiusura Lavori

La quarta parola dell’itinerario annuale di Cercasi un fine, dopo democrazia, cultura e lavoro, è: giustizia. Se ne parlerà per riscoprirne il senso e per tracciare nuovi percorsi di legalità personali e comunitari. Alla fine dell’incontro consegneremo gli attestati ai corsisti 2012-2013 e nel pomeriggio avremo l’assemblea dei soci di Cercasi un fine.

La Relatrice, Deborah Cartisano, è la figlia di Alfonso Cartisano (per gli amici Lollò) sequestrato e ucciso dalla ’ndrangheta nel 1993, perché si era rifiutato di pagare il pizzo richiesto. Deborah porta la testimonianza straordinaria di chi da subito ha saputo reagire alla violenza, grazie anche al sostegno di monsignor Giancarlo Bregantini e all’incontro con don Ciotti e l’esperienza di Libera, che ha dato a Deborah e alla sua famiglia la possibilità di ritrovarsi tra famiglie toccate dalla ‘ndrangheta e di condividere ciò che hanno vissuto.

Da anni gira la Calabria e il resto d’Italia per raccontare la storia di suo padre perché non cali il silenzio e si rinnovi, piuttosto, la forza di quel suo ‘No’ alla ’ndrangheta per vivere una vita degna di tale nome. Grazie alla sua testimonianza, la sua tenacia e al suo impegno civile, a distanza di dieci anni dalla scomparsa del padre, ha ricevuto una lettera scritta da uno dei suoi carcerieri per chiedere perdono alla famiglia per l’omicidio compiuto e indicare il punto esatto del seppellimento del corpo.

Ha costituito un’Associazione, Bovalino libera, e il suo gruppo si è presentato alle elezioni amministrative del 2010 con la lista “Nova Bovalino” che costituisce, oggi, il secondo partito in consiglio comunale.

 

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