di Quirico ArganeseStudio Arganese&Partners

(foto Google)

In arrivo l’esonero triennale del 50% dei contributi dovuti all’INPS per i datori di lavoro privati che assumono giovani di età inferiore ai 30 anni (35 anni se l’assunzione è effettuata nel 2018). L’agevolazione, concessa nel limite annuo di 3000 euro, riguarda le assunzioni con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. L’esonero dei contributi diventa totale in caso di assunzione di studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato. Totale è anche lo sgravio contributivo per le assunzioni nel Sud: a quali requisiti?

Esonero triennale del 50% dei contributi dovuti all’INPS entro il limite di 3000 euro annui. È questa l’agevolazione a favore delle nuove assunzioni di giovani prevista dall’art. 16 del disegno di legge di Bilancio 2018 presentato al Senato il 30 ottobre 2017.

Si tratta di un incentivo circoscritto alle sole assunzioni di giovani che non risultano essere stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro, fatta salva l’ipotesi di utilizzo parziale dell’incentivo.

Quali assunzioni sono agevolabili

In particolare, l’agevolazione riguarda le assunzioni effettuate dai datori di lavoro privati di giovani che non abbiano compiuto il trentesimo anno d’età, effettuate con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23.

Per il 2018, tuttavia, l’agevolazione riguarda anche i soggetti che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età.

In ogni caso il giovane non deve aver svolto attività lavorativa con contratto a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

Rispetto a tale ultima condizione, qualora il lavoratore sia stato assunto per la prima volta con contratto a tempo indeterminato agevolato ai sensi della disciplina prevista dalla legge di Bilancio 2018 per un periodo inferiore a 36 mesi e di conseguenza l’agevolazione sia stata utilizzata parzialmente, una successiva assunzione consentirà esclusivamente all’altro datore di lavoro che assume il giovane, la fruizione del beneficio residuo. In tale ipotesi, per fruire dell’agevolazione occorreranno tutti i requisiti previsti con esclusione dell’età anagrafica del lavoratore alla data della nuova assunzione e del requisito di non aver svolto già attività con contratto a tempo indeterminato con altro datore di lavoro.

Immaginando ad esempio che il primo datore di lavoro abbia assunto il lavoratore fruendo dell’agevolazione prevista dalla legge di Bilancio 2018 e la durata del rapporto di lavoro sia stata di 12 mesi, il datore di lavoro che successivamente procedesse all’assunzione in presenza delle altre condizioni previste (con esclusione della condizione che il lavoratore non abbia svolto attività con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro), potrà fruire dell’agevolazione per i 24 mesi residuidi talché, complessivamente, l’incentivo sia stato goduto nel limite massimo di 36 mesi.

Incentivi strutturali

L’agevolazione viene definita “Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile”. Le ragioni derivano dal fatto che non è prevista una scadenza e di conseguenza le assunzioni che verranno effettuate a far data dal 1° gennaio 2018 e sine die, consentiranno la fruizione dell’esonero parziale nella misura del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.

Tetto massimo

È previsto un limite massimo di importo pari a 3000 euro annui, riparametrato e applicato su base mensile. Pertanto, ogni mese si potranno godere, per un rapporto a tempo pieno, 250 euro di agevolazione, eventuali eccedenze potranno essere recuperate nei mesi successivi qualora vi sia capienza e comunque nel limite annuo di 3.000 euro previsti.

Nel caso di contratto a tempo parziale il limite andrà proporzionato tenendo conto dell’orario settimanale del contratto individuale rispetto al normale orario di lavoro previsto dal contratto collettivo per un lavoratore a tempo pieno.

Resta ferma comunque l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche: il lavoratore non subirà alcuna conseguenza per quanto riguarda i contributi destinati ad incrementare il montante contributivo che saranno finanziati da risorse pubbliche.

Agevolata anche la conversione del lavoro a termine

Oltre alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, sono agevolati anche le conversioni di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato.

La stabilizzazione a tempo indeterminato deve avvenire dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio e quindi dal 2018. Sarà in tal caso necessario rispettare comunque il requisito anagrafico che andrà rilevato alla data di conversione. L a conversione da contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato dovrà essere perfezionata prima del compimento del trentacinquesimo anno d’età del giovane per il 2018 e del trentesimo anno d’età dal 2019.

Contratti di apprendistato

Risulta agevolata anche la prosecuzione di un contratto di apprendistato in un ordinario contratto a tempo indeterminato che avvenga prima del compimento del trentesimo anno di età del lavoratore.

La durata dell’agevolazione in questo caso spetta per un periodo massimo di 12 mesi, fermo restando il limite massimo di importo pari a i 3000 euro annui, e dal primo mese successivo a quello di scadenza degli incentivi previsti per i contratti di apprendistato, tenendo conto anche di quelli spettanti in caso di mantenimento del lavoratore al termine del contratto a causa mista.

A tal fine, occorre ricordare che l’articolo 47, comma 7 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 prevede che i benefici contributivi in materia di previdenza e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato. Di conseguenza, l’agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2018 maturerà successivamente ai suddetti dodici mesi ed avrà durata di ulteriori dodici mesi.

Condizioni e revoca dell’incentivo

Tra le condizioni previste per il diritto alle agevolazioni, oltre a quelle generali di cui all’articolo 31 del D. Lgs. n. 150/2015 ed all’articolo 1, comma 1175 della legge n. 296/2016, il DDL Bilancio 2018 prevede che i datori di lavoro, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non debbono aver proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nella medesima unità produttiva.

Inoltre, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore assunto con le agevolazioni, effettuato nei sei mesi successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

La revoca però non ha effetti sul lavoratore e quindi ai fini del computo del periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero nel caso di assunzione da parte di altri datori di lavoro.

Esonero totale dei contributi

L’esonero contributivo, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, diventa totale, per i datori di lavoro privati che assumono, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio:

  • studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30 per cento delle ore di alternanza (articolo 1, comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107), ovvero pari almeno al 30 per cento del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari
  • studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione

fermo restando il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua e il requisito di età anagrafico.

Considerando che per le assunzioni effettuate entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio dei soggetti predetti erano già previste agevolazioni nella legge di Bilancio 2017, a decorrere dal 1° gennaio 2018 e con effetto dalle assunzioni da tale data sono abrogati i commi 308, 309 e 310 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n, 232.

Bonus per il Sud

L’articolo 74 del disegno di Legge di Bilancio 2018 prevede inoltre che per il 2018, per le assunzioni di lavoratori effettuate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia Sardegna e Sicilia di lavoratori che non abbiano compiuto 35 anni, ovvero di età superiore che risultano privi di impiego regolarmente retribuito, le agevolazioni previste dall’articolo 16 della legge di Bilancio medesima saliranno al 100% anche se nel limite massimo annuo delle misure previste.

Ricordiamo che la condizione di soggetti privi di impiego da almeno sei mesi è regolata dal D.M. 26 marzo 2013. Si tratta di coloro che:

  • negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi
  • negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Tale requisito deve essere rilevato all’atto dell’assunzione ovvero della trasformazione di un contratto a tempo indeterminato in un rapporto a tempo indeterminato.

 

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