di Giulia Masiello

i ragazzi del Leo Club di Cassano delle Murge. In prima fila, a destra, la presidente Giada Giustino (foto Facebook)

Anno nuovo, vita nuova per una Cassano a «misura di tutti».

Non poteva cominciare meglio questo 2018 per il Leo Club di Cassano, l’associazione di «amici trovati per caso» ormai nota sul territorio locale, che da circa sei mesi cerca di contribuire, con i progetti più disparati, a «disegnare il futuro» che i cittadini cassanesi vorrebbero per il proprio paese.

Ad affermarlo è Giada Giustino, presidente del Leo Club, la quale, ripensando e raccontando alla redazione de L’Obiettivo dei mesi trascorsi, oltre a manifestare un certo orgoglio e soddisfazione, ha delineato un bilancio dell’intero operato.

Devo dire che se mi fermo a pensare a tutto quello che abbiamo realizzato mi viene in mente questo: ma siamo stati davvero noi? La partenza a giugno è andata alla grande, con la Mesola green Run (durante la quale abbiamo raccolto ben 1.700€ che abbiamo destinato al parco giochi inclusivo) evento che sicuramente ripeteremo quest’anno prima dell’estate, dato il grande successo. Poi la raccolta alimentare, l’adozione del GiardiLeo e il torneo di playstation che ci chiedono di ripetere col torneo di Mattoncini di Nunzio Cice. Insomma, tantissime attività che hanno visto la collaborazione di molti commercianti di Cassano e altre associazioni, come Legambiente e gli Amici della Biblioteca.

In una realtà come quella cassanese, tenendo conto anche degli episodi talvolta infelici che si sono verificati, l’ultimo proprio alla vigilia delle festività natalizie riguardante la Casa di Babbo Natale, quali sono gli obiettivi del Leo Club e in che modo si conciliano con le esigenze del territorio?

Gli obiettivi sono molteplici: vanno dalla realizzazione di semplici raccolte alimentari per aiutare famiglie in difficoltà, al più ambizioso progetto di un parco giochi inclusivo per Cassano. Inoltre il nostro Club è attivo anche a livello internazionale per il service school4you, per il quale abbiamo raccolto nel mese di dicembre 450€. È indispensabile dare opportunità, creare alternative soprattutto tra i giovani cassanesi, in modo che possano sperimentarsi in progetti e attività per rendere il nostro paese migliore. Per esempio l’adozione in piazza Garibaldi del GiardiLeo, un’area che prima del nostro intervento era in stato di abbandono e ora è sfruttabile per svariate attività. In merito all’episodio vandalico della Casetta di Babbo Natale, noi abbiamo cercato di lanciare un messaggio alla cittadinanza attraverso la denuncia dell’accaduto, perché pensiamo che l’inciviltà debba essere strappata via come un’erbaccia che cresce in un parco bellissimo e curato con amore. In questi momenti non ci scoraggiamo, anzi, ripensiamo alla sensibilità dei cittadini, a volte inaspettata: una delle scene più belle vissuta in questi mesi è stata, infatti, durante la raccolta di giochi del 7 dicembre, durante la quale un bambino ci ha chiesto cosa ne facessimo dei giochi e, dopo avergli spiegato che a Natale non tutti i bambini possono scartare un regalo, ha ascoltato ed è scappato via. Dopo mezz’ora è tornato con tre suoi giocattoli dicendo: “questi sono quelli più belli che ho ma, dato che ne ho tanti, mi fa piacere darveli”. Poteva avere 8 o 9 anni, ma il suo gesto ci fa capire che sensibilizzare sin da piccoli alle problematiche quotidiane farà diventare questi bambini cittadini migliori. Per questo motivo la nostra forza è anche nella nostra tenacia, perché crediamo nelle risorse del nostro paese. Come diceva Moravia “la noia può essere la molla della storia, il giusto input per i ragazzi può essere proprio l’associazionismo e il mettersi in gioco”.

A proposito di ragazzi e associazionismo, cosa significa per loro far parte del Leo Club?

Entrare nei Leo personalmente mi ha dato l’occasione di conoscere tantissime persone, stringere nuove amicizie e sperimentarmi in attività che, forse, non avrei mai potuto realizzare senza l’associazione. È bello scoprire di cosa siamo capaci se solo ci provassimo. Sei mesi fa non immaginavo cosa fosse una richiesta tosap, ora mi viene da ridere. Far parte di un gruppo vuol dire seguirne le regole e saper convivere con le diversità dell’altro; per quanto riguarda il Leo Club di requisiti nessuno in particolare, a parte il limite massimo di età di 30 anni e un pizzico di follia nell’assecondare i progetti dei soci più avveniristici. Essere un Leo vuol dire darsi una possibilità in più per diventare sé stessi.

Un assaggio delle prossime iniziative?

Quest’anno sarà ricco di progetti! Speriamo per quest’estate di realizzare il parco giochi inclusivo, un parco a misura di tutti, senza barriere, che possa eliminare le differenze tra i bambini. Inoltre sono tante le iniziative che pensiamo di riproporre, date le numerose richieste, come il torneo di playstation e di Mattoncini. Il nostro obiettivo resta quello di aprire finestre sulle tante problematiche del mondo di oggi e, col nostro contributo positivo, far breccia nei cuori di chi non crede che il miglioramento sia possibile!

 

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