di Vito Surico

Michele Laforgia, candidato nel listino proporzionale alla Camera dei Deputati con Liberi e Uguali, stringe nel pugno la matita rossa. Con lui sul palco Vito Lionetti e Davide Del Re. L’intervento di Laforgia è stato preceduto da quelli di Salvatore Lospalluto e Annalisa Pannarale

Il pugno chiuso, stretto intorno a una matita rossa, “arma” di una rivoluzione che, mai come in questa tornata elettorale, passa per le urne.

È così che si presentano ai cassanesi i candidati di Liberi e Uguali, “formazione” di sinsitra nata intorno alla candidatura a premier dell’ex Presidente del Senato Pietro Grasso.

L’incontro si è tenuto questa mattina nel cinema “Vittoria”. A introdurre gli ospiti, gli esponenti cassanesi di Liberi e Uguali Vito Lionetti e Davide Del Re. Ex sindaco di Cassano delle Murge il primo, un tempo renziano, ex vice sindaco e attuale capogruppo di Più Cassano il secondo.

Lionetti è partito proprio dai suoi più recenti trascorsi politici: «è vero, ero renziano. In Renzi trovavo la speranza in un futuro migliore. Ma poi dal suo Governo è nato il Jobs Act (che ha cancellato decenni di conquiste sindacali in nome della precarietà), è nata la Buona Scuola (che ha annullato la professionalità degli insegnanti riducendoli a meri burocrati) e questa legge elettorale (che il 5 marzo non potrà darci una maggioranza e porterà a ulteriori accordi e “inciuci”). In questi anni ha vinto la paura: paura di accettare che il figlio di una coppia di persone straniere nato in Italia, possa considerarsi a tutti gli effetti italiano. Lo vedo nei bambini, con il mio mestiere: per loro non fa differenza il colore della pelle o la nazionalità dei genitori. Siamo noi adulti a vivere di paura: paura che consente a chi vuole governarci di tenerci in pugno». È per riscoprire i valori veri della sinistra, dunque, che Lionetti ha deciso di appoggiare Liberi e Uguali.

Come Del Re, che ha affermato: «fino ad oggi chi si è professato di sinistra non ha fatto altro che appoggiare politiche di destra. Le persone sono stanche di accontentarsi della copia, questa volta voteranno l’originale. E sarà un ritorno al passato». Del Re ha ripercorso gli ultimi anni di storia italiana, dal 2011 in poi. Una storia che, con Marx, se è stata una tragedia, rischia di tramutarsi in farsa, proprio come successo alle amministrative cassanesi, ha detto Del Re. È importante, allora, ripartire «da donne e uomini che sappiano fare politica, una politica che, come affermava Olivetti, va fatta con la forza delle idee. Una politica che sia realmente partecipazione. È per questo che il voto è importantissimo – ha concluso il capogruppo di Più Cassano – e il voto per LeU è un voto per un progetto politico che nasce dal basso per affrontare le esigenze dei cittadini. Vogliono abbindolarvi ancora una volta con la storia del “voto utile”, ma non esiste il “voto utile”. Il voto è sempre utile!».

È Salvatore Lospalluto, dunque, il primo a presentarsi: altamurano, candidato nel collegio uninominale alla Camera dei Deputati, Lospalluto ha parlato di una campagna elettorale difficile «nella quale nessuno vi parla del Mediterraneo trasformato in un cimitero a cielo aperto, nessuno parla di mafia, tutti cercano di scavalcarsi a destra per darvi sicurezze. Una campagna elettorle difficile in cui il candidato premier della destra è impresentabile perché condannato per frode fiscale. Una campagna elettorale in cui cercano di inculcarci odio e livore sociale anziché solidarietà. Nessuno vi parla degli 11 milioni di italiani poveri (4 milioni in stato di povertà assoluta), dei 12 milioni di italiani che non si curano perché non hanno soldi per curarsi. La sanità, l’istruzione – ha affermato Lospalluto – sono diritti che spettano a tutti i cittadini, non ai pochi che possono permetterseli». Lospalluto attacca i propri avversari politici in merito alla “flat tax”: «vogliono equiparare le tasse facendo in modo che tutti paghino il 23%. Ma non è una misura equa! Come si può pensare che l’operaio possa pagare le stesse tasse che paga Berlusconi? Noi di Liberi e Uguali proponiamo la progressività fiscale». Il lavoro, poi, è un tema da sempre caro alla sinistra e, afferma Lospalluto, «non può più essere una merce, perché così diventa sfruttamento. Bisogna diminuire il costo del lavoro. Noi proponiamo la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, in modo da dare più possibilità a tutti». Altamurano, Lospalluto conosce bene anche le questioni che riguardano il nostro territorio e la Murgia: «abbiamo strade dissestate e pericolose, opere pubbliche incomplete e abbandonate, trasporto pubblico in condizioni critiche. Dobbiamo essere capaci di mettere insieme le persone, le idee, le bellezze e il sistema produttivo del nostro territorio per costruire una storia collettiva che ci porti alla crescita. E in questo dovrà aiutarci anche lo Stato che deve investire per favorire la creazione di posti di lavoro e dare servizi ai cittadini».

Questioni concrete, bisogni reali rimarcati anche da Annalisa Pannarale, candidata nel collegio uninominale al Senato, che ha esordito parlando di quanto sia profondo «il solco tra le cose dette e quelle fatte finora dalla politica. Ma noi vogliamo utilizzare questa campagna elettorale per raccontare il mondo in cui viviamo. Per fare in modo che la politica torni ad essere utile e credibile. Per far sì che il nostro territorio, il Sud rialzi la testa e cominci ad essere trattato come il resto del Paese. Un Sud che ha il diritto di vedere i suoi giovani crescere nel proprio territorio. Finora la politica ha detto delle cose e poi le ha fatte guardando in un’unica direzione: nella direzione della finanza, dei ricchi, delle banche». Enti locali, welfare, sanità, scuola, tutto viene subordinato al mercato: «le risorse, però, ci sono. Sta tutto nel capire come si vogliono spendere. Hanno tagliato la spesa sociale aumentando solo quella militare: è questo per loro il Made in Italy? E poi nell’istruzione siamo ultimi in Europa per gli investimenti. Liberi e Uguali, invece, ha deciso da che parte stare: abbiamo un’idea chiara del Paese. Un Paese che garantisca l’accesso alla conoscenza, alla sanità pubblica, a un lavoro retribuito, tutelato e durevole, a un territorio ben tenuto con un patrimonio pubblico riqualificato. Dobbiamo redistribuire la ricchiezza facendo in modo che chi ha meno possa risollevarsi. E per questo, non rinunciamo al potere di poter decidere su un pezzo del nostro futuro. Votare, oggi, è la più grande forma di coraggio per riprenderci quello che ci è stato tolto».

E spesso, ci è stato tolto senza nemmeno ascoltarci. Per questo Michele Laforgia, primo nel listino proporzionale alla Camera dei Deputati, ha affermato che in questa campagna elettorale Liberi e Uguali ha deciso di «ascoltare. Tutti parlano, continuano a dirci che il Paese è ripartito e bisogna continuare su questa strada. Ma nessuno ascolta. Possibile che non si rendano conto che questa ripresa, questi cambiamenti, non si percepiscono? Prendere un treno Bari-Roma, ad esempio, non è come prendere un treno Roma-Milano, ma loro non se ne accorgono». Laforgia ha ripreso i temi già trattati da Lospalluto e Pannarale: sanità, scuola, lavoro, risorse per il Mezzogiorno per poi difendere Liberi e Uguali dagli attacchi che sta ricevendo in questi giorni. «Gentiloni dice che siamo vecchi – ha affermato – che ragioniamo come si ragionava cinquant’anni fa; Prodi ci accusa di aver diviso la sinistra; Renzi, addirittura, afferma che chi vota per noi vota per Salvini: esigo le scuse! Ci offende, è un insulto: Renzi deve spiegarci chi ha consentito a Salvini di triplicare i suoi consensi. Finora sono stati protagonisti di Governi di centrosinistra che hanno posto in essere politiche di destra: è aumentato il numero dei poveri, i ceti medi si sono a loro volta impoveriti, hanno smantellato la scuola pubblica e la sanità pubblica, hanno precarizzato il lavoro. E hanno il coraggio di dirci che le cose vanno bene. Su una cosa Renzi ha ragione: Liberi e Uguali è in ritardo. Dovevamo lasciare prima il PD, quando queste loro politiche sono cominciate».

Laforgia ha concluso il suo intervento con l’appello agli elettori: «la politica non si esplica solo con il voto – ha affermato – ma la si fa tutti i giorni. Oggi dobbiamo combattere perché nel Paese soffia un vento terribile che rischia di spazzare via decenni di civiltà. Non chiediamo il vostro voto ma il vostro impegno: dopo il 4 marzo, soprattutto se dovessimo essere eletti, stateci accanto, aiutateci a riattivare la vita sul territorio. Riprendiamo insieme la marcia. Combattete con noi. Le matite siano la vostra arma nella cabina elettorale. Riprendiamoci questa speranza».

 

Tags: , , , , ,