di Lorena Liberatore

ieri la presentazione di “Love is in the hair”, terzo appuntamento della rassegna “Cassano… d’Autore”. Da sinistra: il presidente della Fratres “Santa Maria Assunta” Enzo Marsico, la consigliera comunale Francesca Marsico, l’attrice Renza Luxemburg e l’autore Nicky Persico

Si è tenuta ieri, giovedì 27 luglio, verso le 19:30, la presentazione di “Love is in the hair” (Arpeggio Libero) di Nicky Persico. Lo stile serafico ma al tempo stesso leggero, diretto e ironico dell’autore insieme con gli interventi dell’attrice Renza Luxemburg hanno tenuto l’attenzione per più di un’ora.

Nicky Persico classe 1964, vive e lavora a Bari, dove svolge la professione di avvocato; giornalista pubblicista, ex steward di una compagnia aerea, è stato consulente del comune di Bari per la promozione dell’editoria. Forti le passioni che arricchiscono la sua vita di Non-Poeta e autore di Non-Poesie (come ama definirsi) che vanno dal lavoro di avvocato alla scrittura, dalla fotografia alla recitazione, dalla musica, rigorosamente rock, alla realizzazione di un luogo di incontro per artisti e letterati (ultima delle sue imprese alle quali si dedica nel tempo libero). Come legale si è interessato di incidenti aerei e navali, e da anni si occupa di violenza sulle donne e stalking. Argomenti questi ultimi da lui molto sentiti.

Tra le opere di successo “Teresa dondolava”, da cui è stato tratto un cortometraggio insignito del Premio “Piedigrotta Barese”, e il romanzo “Spaghetti Paradiso” per il quale è stato indicato come il creatore del genere “smart-thriller”.

“Love is in the hair”

Interessante, a proposito dell’aumento della criminalità, il paragone con lo storico evento musicale di Woodstock che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969. Infatti, come ha spiegato lo stesso autore, l’evento accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo alcune fonti addirittura un milione di persone), trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora; l’esibizione smise un giorno dopo il previsto, girarono quantità enormi di droga, Cannabis e LSD, e nonostante la presenza di imprevisti e impedimenti tecnici dovuti alla grande affluenza di persone e all’impreparazione iniziale verso un evento di così grande portata, nonostante tutto questo non avvenne neanche un episodio di violenza. Oggi, invece, è sufficiente un banale concerto o un raduno di piccola portata perché si presenti il solo rischio o direttamente si manifestino concreti episodi di violenza.

Schivo e anticonformista, le sue poesie hanno periodi brevi e fortemente musicali, ricchi di immagini spesso costruite per contrasto, sinestesie e metonimie. Forse ispirate alla letteratura americana, condensano in sé una forte carica emotiva mista a un sentito e altrettanto profondo dolore di fronte l’indifferenza ma soprattutto la sofferenza umana. Il mondo da lui descritto ha eroi i quali, piuttosto che particolari costumi di scena, indossano una spessa coltre di dignità, sono gli eroi che sanno portare sulle spalle il proprio fardello senza pretendere riscatti o assistono una persona cara seppur camminando tra stenti e disillusioni, tra indifferenze e crudeltà.

Infastidito da quella società che oggi per essere ha bisogno di avere (Fromm insegna) la macchina costosa, le scarpe firmate, la casa da sogno, ecc., identifica la malattia della nostra epoca nell’aver smesso di sognare e da buon sognatore si aggrappa all’unica soluzione che può sembrare possibile. Una possibilità, appunto, piuttosto che una cura, si direbbe, o forse una soluzione per chi proprio non accetta l’involuzione in atto: combattere per ciò in cui si crede.

 

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