Una difesa più integrata non è una nuova idea. La Comunità europea di difesa fu nei primi anni 50 uno dei primi e dei più ambiziosi tentativi di creare un esercito. Il suo fallimento ha raffreddato l’ambizione di una difesa comune europea per circa mezzo secolo.

Negli ultimi vent’anni il progresso verso la cooperazione si è intensificato. La Pesco (la cooperazione strutturata permanente, dall’inglese Permanent Structured Cooperation) è la più recente iniziativa per sviluppare le capacità militari europee. Per la prima volta progetti comuni per le tecnologie della difesa, come lo sviluppo di droni di sorveglianza marina, potrebbero essere finanziati direttamente dall’UE.

Il 3 luglio 2018 il Parlamento europeo ha approvato una proposta per creare un programma di sviluppo industriale per la difesa europea. Il programma stanzia €500 milioni dal budget dell’Unione del 2019-2020 per co-finanziare lo sviluppo congiunto di nuove tecnologie per la difesa.

Il programma ha un budget annuale di €500 milioni per il periodo 2019-2020. Nel bilancio a lungo termine 2021-2027 è previsto un Fondo europeo per la difesa di €13 miliardi. Un programma pilota di €90 milioni è in corso per il periodo 2017-2019.

Per ricevere i fondi dal questo programma, lo sviluppo di prodotti per la difesa dovrebbe essere fatto da almeno tre aziende in almeno tre stati membri. Lo sviluppo di prodotti vietati dalle leggi internazionali è escluso dal programma.

Nella risoluzione del dicembre 2017 sulla politica comune di sicurezza e difesa gli eurodeputati hanno accolto positivamente gli sforzi per meglio coordinare le spese e ridurre gli sprechi e il raddoppio degli sforzi. I parlamentari hanno ricordato che “in confronto agli Stati Uniti l’UE spende il 40% nella difesa ma genera solo il 15% della capacità, il che indica un problema di efficienza”.

“Il primo programma europeo prettamente dedicato ai progetti industriali nel cmapo della difesa aumenterà la cooperazione e rafforzerà la competitività dell’industria militare dell’UE” ha detto la deputata francese Françoise Grossetête al temine dei negoziati con il Consiglio, il 22 maggio 2018. La deputata francese del Partito popolare europeo è stata la relatrice della proposta al Parlamento europeo.

Fonte: Parlamento europeo