Siamo davvero alle ultime battute. Infatti, i cicli delle lezioni della nostra Università si sono conclusi il 15 maggio e sono subito iniziate le varie manifestazioni di chiusura. A cominciare dalla Mostra delle attività creative nella quale, dal 19 al 23 maggio sono stati esposti al pubblico tutti i lavori realizzati nei nostri laboratori, da quello della pittura a quello della bijotteria, del cucito, della fotografia e quant’altro. Ma di questa manifestazione questo giornale ne ha parlato.

Tuttavia, già il 18 maggio scorso, il Consiglio direttivo ha voluto ringraziare i docenti che, come d’altra parte fanno tutti coloro che si prodigano per mandare avanti questa nostra istituzione, hanno prestato gratuitamente la loro opera nei vari corsi che si sono tenuti durante l’anno accademico appena concluso. E lo ha voluto fare con una serata organizzata presso la masseria della nostra Presidente, Antonietta Patrino, allietandola, tra l’altro, con la lettura di poesie in vernacolo cassanese scritte dal maestro Antonio Caponio, di lettere di commiato dei nostri iscritti e di letture varie a cura della prof.ssa Cristina Baldari, dell’insegnante Chiara Martelli e Rosa Catucci.

Il 24 maggio è stata invece la volta dei saggi predisposti dai docenti Franco Magistro, Monica Pichichero e Chiara Lillo, rispettivamente per il corso di Coro e musica, di Danze Storiche e di Danze popolari. La manifestazione si è svolta in una cornice da fiaba nel salone della Villa Fano del Poggio ed ha avuto inizio con i balli popolari, nei quali i nostri “ballerini” si sono esibiti nelle danze macedoni “Bufcianco” e “Risveglio”, nella danza israeliana, “Vorrei volare libero come un’aquila”, una sorta di preghiera per il popolo d’Israele, ed infine nel classico e gioioso “Sirtaki” greco.

La docente Chiara Lillo ha voluto precisare che «La danza è incontro, condivisione; è benessere del corpo e della mente; è il linguaggio delle emozioni profonde».

È stata poi la volta delle Danze Storiche, curate dalla ormai arcinota docente, Monica Pichichero, alla quale va il nostro più vivo ringraziamento per la sua straordinaria disponibilità, tenuto conto che per guidare i suoi “allievi” si è dovuta sobbarcare il viaggio settimanale da Roma a Cassano.

Le danze nelle quali si sono esibiti sono state parecchie, e precisamente: la classica Marcia d’ingresso, la Contraddanza Venezia, il Valzer carosello di dame, la Contraddanza the doone, la Marcia Roma, il Valzer del Gattopardo, il Valzer rinka, la Marihe two step, e la Mazurca del Gattopardo. Il tutto in una splendida cornice di costumi ottocenteschi (tra l’altro realizzati nei nostri laboratori di cucito) che ci ha riportati indietro nel tempo con la nostra fantasia.

Al termine delle esibizioni la Presidente Patrino ha voluto ringraziare i docenti Magistro, Pichichero e Lillo con la consegna di una pianta di orchidea, affinché possano coltivarla così come essi hanno coltivato le loro discipline presso la nostra Università.

I giorni 31 maggio, 1 e 2 giugno sono stati dedicati al viaggio d’istruzione di fine anno, che questa volta ha interessato Salerno, la città che si affaccia sul meraviglioso golfo omonimo e circondata da una cintura di montagne che nei secoli medievali la resero inespugnabile. Nonché sede della più antica Scuola di Medicina italiana e di una stupenda cattedrale.

Poi è stata la volta della splendida cittadina di Sorrento che si affaccia invece sull’altro affascinante golfo, quello di Napoli, che, con i suoi straordinari panorami e con lo spettacolo serale di musical di balli e canti napoletani presso il Teatro Tasso, hanno compensato ampiamente lo sconforto per il cattivo tempo che ci accompagnato per tutto il viaggio.

Le emozioni più forti, tuttavia, ce le ha offerte la “verdissima” isola di Ischia che, con le sue viuzze che si inerpicano sulla montagna, ci ha aperto panorami che non è possibile ammirare in nessun altra parte del mondo.

L’ultimo giorno è stato dedicato, infine, alla visita del Santuario di Montevergine, nel cuore dell’Irpinia a 1270 m di altitudine. Un monastero avvolto in un alone di misticismo e intriso di arte (straordinari sono l’affresco della Madonna omonima e i presepi artistici conservati nel monastero) e di panorami mozzafiato.

L’ultima tappa del viaggio è stata Benevento, l’antica capitale della Longobardia Meridionale (o Minore), che ha fatto ricredere chi immaginava di trovarvi una cittadina di montanari sperduta tra le montagne dell’Appennino. Essa, invece, ha meravigliato tutti per la sua pulizia, per l’ordine, per la sua modernità e per la sua ricchezza in arte e storia. A cominciare con il Teatro romano, con l’Arco di Traiano, integro nelle sue strutture e nei suoi bassorilievi, per finire con il suo lunghissimo Corso Garibaldi, con il suo Monastero di Santa Sofia, che ci ha riportati con la fantasia in Oriente, e con la sua eccezionale Villa Comunale, ricca di vegetazione di ogni specie.

Per questo viaggio, noi tutti dovremmo ringraziare anche l’organizzatore, Alessandro Caponio, per la scelta degli alberghi, dei ristoranti e delle guide che ci hanno accolto in tutte le mete da noi raggiunte.

Per il 6 giugno, infine, come ormai di consueto, era stata programmata una rappresentazione teatrale in vernacolo cassanese a cura della prof.ssa Laura D’Addabbo. Ma, per cause non dipendenti dalla nostra volontà, si è dovuta spostarla al 12 ottobre prossimo. Pertanto non ci rimane che augurare a tutti gli iscritti (e non) buone vacanze e un arrivederci al prossimo anno accademico, sempre ricco di novità e di cultura.

Renato Tria – Docente dell’Università della Terza Età di Cassano delle Murge

 

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