aiccreIl Comitato delle regioni e dei poteri locali (CdR) è “fermamente impegnato a sostenere l’attuazione della strategia macroregionale Adriatico-ionica”.Lo rende noto lo stesso CdR in una nota stampa.

Nel convegno ad alto livello tenutosi a Fabriano l’11 luglio i rappresentanti di tutte le istituzioni interessate hanno discusso le fasi di attuazione successive al via libera che il Consiglio dell’Unione dovrebbe dare entro ottobre.

Per il CdR “gli Enti locali e regionali devono svolgere una funzione cruciale nel dirigere la strategia e nel pianificare i rilevanti interventi attingendo ai fondi strutturali per il periodo 2014-2020. Un sostegno finanziario adeguato da parte dell’UE dovrebbe inoltre essere assicurato per l’assistenza tecnica”.

In apertura del convegno sulla macroregione Adriatico-ionica, promossa dalla commissione Politica di coesione territoriale (COTER) del CdR, il Presidente Michel Lebrun ha affermato: “Un approccio transnazionale integrato a politiche come quelle in materia di trasporti, sviluppo del turismo, protezione ambientale e pianificazione del territorio e dello spazio marittimo può davvero apportare nuove soluzioni a problemi che non possono essere trattati in modo efficace singolarmente, ma richiedono invece una governance multilivello innovativa.

La governance multilivello rappresenta infatti, assieme ai piani d’investimento, la sfida principale per l’attuazione della strategia macroregionale adriatico-ionica, la terza promossa dall’UE dopo quelle del Baltico e del Danubio. Dato che la presidenza italiana del Consiglio dell’UE è determinata a dare il via all’EUSAI entro ottobre, l’attuazione concreta è ora al primo posto dell’agenda di tutte le parti in causa.

Nei quattro Stati membri dell’UE coinvolti (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia), i governi centrali e le regioni stanno ultimando i programmi operativi per i fondi strutturali del periodo 2014-2020, che saranno tra gli strumenti principali di finanziamento dei progetti condivisi legati alle massime priorità dell’EUSAIR, ossia: crescita blu, collegare la regione, qualità dell’ambiente, turismo sostenibile.

I quattro paesi partner non facenti parte dell’UE (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia) potranno invece contare sul sostegno dello strumento di assistenza preadesione (IPA) per il periodo 2014-2020. Inoltre, le istituzioni bancarie internazionali − come la Banca europea per gli investimenti − dovrebbero aumentare le attuali opportunità di credito messe a disposizione dell’area, compresi i servizi specifici proposti dal CdR.

Fonte: AICCRE – Associazione italiana per Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – Sistema Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo, Economia, Pubblica Amministrazione, Sportello Europa – Redazione Sistema Puglia