di Maria Pia Di Mediosindaca del Comune di Cassano delle Murge

Maria Pia Di Medio, sindaca del Comune di Cassano delle Murge (foto d’archivio scattata da Alessandro Caiati)

E così la Clinica del Lavoro “Fondazione S. Maugeri” abbandona il territorio di Cassano delle Murge. Emblema di quello che la stupidità amministrativa, ovvero la miopia programmatica o, meglio, l’asservimento agli interessi di “altri” può fare in danno ad una intera collettività.

L’avvento di questa importante realtà Sanitaria nonché Scientifica fu frutto, negli anni ’75-’80, di illuminata intuizione di alcuni dirigenti sanitari dell’ospedale “Di Venere” , di Padre Angelo Centrullo e di Giuseppe Di Canosa.

È stata per anni il fiore all’occhiello del nostro territorio determinandone gran parte dell’economia. È superfluo evidenziare quello che è stato il grande pregio della struttura: l’ubicazione in una zona verdeggiante e con l’aria pulita, fondamentali per l’attività di riabilitazione respiratoria e cardiologica. Il tutto in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, per cui tutto quello che è il patrimonio della Fondazione sono soldi PUBBLICI.

Ma, nel 2003, il nuovo PRG di Cassano determinò il primo forte colpo contro la Struttura. Infatti fu ridotto l’indice di cubatura nelle aree circostanti ancora edificabili in favore del “Miulli”. La seconda stangata arrivò nel 2009 con la approvazione del PPTR della Puglia che sanciva definitivamente la destinazione a pascolo di quelle stesse aree. Questo perché, in fase preliminare di compilazione da parte dei Comuni della scheda che riguardava la presenza di strutture di importanza strategica o storica, nessuno ne aveva dichiarato l’importanza.

Nel 2010 il “Piano Regionale della Salute” della Regione Puglia sanciva però un incremento di posti letto per l’IRCCS Maugeri di Cassano delle Murge, che attivava quindi la progettazione dell’ampliamento della struttura.

Ma bisognava fare i conti con il PRG e con il PPTR… Far ritrattare quanto stigmatizzato dal Piano Paesaggistico a nemmeno tre anni (i primi atti furono richiesti dalla Fondazione Maugeri nel 2012) dall’approvazione e in via di adozione (avvenuta nel 2013) è stato lungo ed indaginoso (quando non ci sarebbero stati problemi se il PRG non avesse cambiato le cubature e se dal Comune fosse arrivata documentazione corretta PRIMA della stesura definitiva del PPTR…). È noto che la procedura di VIA, VAS, VINCA, iniziata nel 2013 quando giunse il progetto definitivo in Comune, e proseguita sia in sede regionale che comunale negli anni successivi, ha avuto la sua conclusione ad ottobre 2017 ed è strettamente legata alla presenza dell’IRCCS Maugeri e non trasferibile a nessun altro.

Nel frattempo le vicende del Maugeri avevano portato alla vendita della struttura a FABRICA IMMOBILIARE (del gruppo Fondo ARISTOTELE), in Regione e al Comune c’erano stati avvicendamenti politici che avevano favorito altre scelte…

Da ottobre 2017 abbiamo contattato i proprietari della struttura (Fabrica Immobiliare), i gestori (Maugeri) e siamo giunti, a marzo 2018, all’approvazione in CC del permesso a costruire in deroga, art. 14 del DPR 380/01.

Ma i vertici dell’IRCCS Maugeri hanno deciso diversamente. Sicuramente non è una decisione di questi giorni. È stata solo ufficializzata. Ci hanno presi per il naso. Ci hanno fatto perdere tempo in discussioni e accollamenti di responsabilità molto seri. Non siamo bambini che si lasciano giocare con il puzzle da 10.000 pezzi. Abbiamo tutti (e mi riferisco a tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni) lavorato cercando di risolvere i gravi e complessi problemi che si erano presentati perché consapevoli dell’estrema importanza di questo Istituto scientifico.

Forse si erano stancati di aspettare? Mah, è difficile crederlo perché il problema lo avevamo risolto. Anche con la soluzione odierna ci vorranno anni per ristrutturare ed adeguare l’edificio (la cui scelta mi lascia perplessa sotto molti punti vista: costi di ristrutturazione e adeguamento, ubicazione poco salutare, ecc., ma ognuno ha i propri interessi…). Per non parlare della situazione dei dipendenti, con i disagi logistici ma anche con la paventata “riorganizzazione” (leggi licenziamenti per variazione appalti).

Fare oggi il processo alle colpe è anacronistico ed inutile. Resta il fatto che un pezzo di economia e di immagine di Cassano se ne va. Lascio chi è stato chiamato a prendere delle decisioni in merito e chi è stato in qualche maniera coinvolto in tutta questa vicenda, a fare i conti con la propria coscienza e con il suo onore. Voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di mettersi la medaglia di una splendida vittoria nell’aver trasferito una Struttura di eccellenza da un luogo da un punto di vista ambientale eccellente ad un luogo disastroso, di aver distrutto l’economia di una intera collettività per trasferirla in grande anonimo calderone. Sarà la prova di giochi sopraffini.

Spero infine che quella struttura (che ricordo: è privata) sia destinata ad attività che possano essere utili a Cassano e ai territori circostanti. Sappiamo già comunque, dalla nostra campagna elettorale (quando ancora NON SI SAPEVA che Maugeri SICURAMENTE andava via…) che ci sono interessi e proposte sul riutilizzo dell’edificio (vero Consigliere Regionale?). Speriamo siano economicamente sufficientemente forti!

 

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