“Non si può fare il tutore volontario dei minori senza il minimo sostegno da parte dello Stato, senza l’autorizzazione ad assentarsi dal lavoro, senza un rimborso delle spese per seguire i ragazzi. Non si fanno le nozze coi fichi secchi”. Aprendo il convegno sull’attività di tutela legale volontaria, il presidente del Consiglio regionale della Puglia ha raccolto il segnale lanciato dal garante regionale dei diritti dei minori, Ludovico Abbaticchio: è in atto una autentica “emorragia” di queste figure che la Regione Puglia ha formato dal 2013 al 2016. Moltissimi stanno rinunciando, a causa di diverse criticità, segnalate dal garante pugliese all’Autorità Garante nazionale dell’infanzia e da questa a sua volta rappresentate in una nota ufficiale al Governo nazionale.

“Difficoltà oggettive, che non possono essere superate senza l’intervento pubblico – ha osservato il presidente – stanno svuotando una funzione fondamentale per i minori italiani in stato di disagio e per quelli stranieri non accompagnati, presenti in Puglia”.

Il garante forma i tutori legali e realizza l’elenco regionale, il Tribunale dei Minorenni nomina dall’elenco i volontari formati dal garante. Tra il 2013 e il 2016 la Regione ha organizzato corsi per circa 500 aspiranti tutori in tutte le province (gratuiti per Bari-Bat, convenzionati con l’Unicef per le altre e finanziati con risorse regionali). Ha fornito all’Autorità giudiziaria un elenco di 157 persone (70 Bari-Bat, 31 Brindisi, 11 Foggia, 19 Lecce, 26 Taranto), ma sono attivi al momento solo una trentina di tutori, oberati di minori.

Volontari pur motivati rinunciano, traggono, per il mancato “accompagnamento pubblico” nello svolgimento della funzione. Una volta presi in carico i rispettivi minori, i tutori restano soli, aggrediti da tanti problemi. “Occorre dare loro strumenti per operare in serenità: rimborsi, permessi sul lavoro, tutela legale eventuale, anche con un’assicurazione”.

Nel caso dei minori soli, ma anche in quello del recupero di chi sconta una pena – tra le attività del garante regionale dei detenuti – “siamo “alle solite, la Costituzione italiana indica i diritti, le leggi delineano gli scenari giusti, si pongono in essere i servizi, ma non si fa niente poi per rendere effettivamente sostenibili questi sforzi individuali ed esigibili questi diritti. Purtroppo nelle politiche sociali l’Italia è al ‘si salvi chi può’, si fanno tanti proclami ma si carica sui singoli responsabilità che dovrebbero appartenere alla parte pubblica”.

Il Consiglio regionale pugliese sosterrà le richieste avanzate dal Garante: “proviamo a smuovere le coscienze, a spingere perchè possa partire un rinnovamento, un vero Rinascimento: un intervento pubblico che abbia la capacità di ricostruire un nuovo stato sociale nel nostro Paese”, ha concluso.

Abbaticchio ha reso il senso dell’incontro con i tutori pugliesi e i vertici dei Tribunali dei Minorenni: “cerchiamo di stare meglio insieme”. Volontari e aspiranti volontari vanno rassicurati, la situazione in Puglia è in via di miglioramento. La banca dati realizzata dalla società informatica Cadan (in fase di gestione sperimentale ma già efficace) ha razionalizzato la prassi di nomina e velocizzato i tempi, favorendo il dialogo tra garante e Tribunale dei Minorenni, per lo scambio di informazioni che facilitano i tempi di nomina. Sul piano nazionale ci si sta muovendo, sempre in collaborazione coi Tribunali, per ottenere dal Governo nazionale il via libera a modifiche della Legge Zampa e creare una rete di sostegno a figure fondamentali per i giovani in difficoltà. “Se staranno meglio loro, starà meglio l’intera società”, è la certezza espressa dal presidente del Consiglio regionale della Puglia. Al 30 settembre 2017, erano presenti sul territorio italiano 18.491 minori stranieri non accompagnati. La legge prevede che ciascun tutore volontario abbia in carico un solo minore (o più nel caso di fratelli o sorelle). È fondamentale formare un numero elevato di aspiranti tutori.

Fonte: Consiglio Regionale della Puglia