di Francesca Marsico

(foto Google)

Di nuovo in sit in giovedì 4 gennaio 2017 alle 10:30 sotto il porticato della regione Puglia i nastrini rossi, i docenti assunti dal piano straordinario de “la buona scuola”, la legge 107/2015.

Continua la protesta degli insegnanti fuori regione che continuano a sentirsi danneggiati da una politica che imperterrita ignora le richieste delle genti del Sud. Quel Sud che continua a pagare dazio al Nord questa volta “deportando” soprattutto donne con età media di 50 anni altamente specializzate e con un ruolo nella società del Mezzogiorno ben definito. Una tragedia quella del continuo impoverimento del Sud che sta avendo ripercussioni drammatiche non solo nella sfera privata, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto dell’impoverimento economico, sociale e culturale dei territori del Meridione.

L’iniziativa prosegue l’onda di protesta avviata il 28 dicembre scorso a Catania per ribadire il dissenso nei riguardi di un Legge che ha stabilizzato i contratti prima a tempo determinato ma che di fatto ha reso precarie le vite di migliaia di insegnanti.

Solo in Puglia i docenti interessati sono oltre 3 mila e in tutta Italia le stime raccontano di 30 mila docenti costretti a lasciare e proprie famiglie del Sud per rincorrere le cattedre al Nord.

Una ferita nel tessuto sociale delle regioni meridionali che continua a non avere soluzione, nonostante le proposte risolutive quali ad esempio il tempo pieno e la trasformazioni delle cattedre in organico di fatto in diritto e il nuovo piano di mobilità che costringe, ancora una volta, a imporre ai docenti di ruolo di restare al Nord, nonostante siano banditi nuovi concorsi, senza tenere in considerazione che la mobilità ha precedenza sulle assunzioni, esattamente come già avviene in ogni comparto della pubblica amministrazione.

 

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