“Nove lune e mezza” è in programmazione da oggi, giovedì 19 ottobre, al cinema “Vittoria” di Cassano delle Murge.

Il film resterà in sala fino a mercoledì 25 ottobre alle ore 17:30, 19:30 e 21:30.

“Nove lune e mezza” racconta la storia di due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse.

Livia è una violoncellista bella e sfrontata, dall’anima rock. Modesta, detta Tina, è un timido vigile urbano che ha messo da parte la laurea per il posto fisso.

Entrambe hanno un compagno: Livia convive con Fabio un osteopata dolce e carismatico, Tina con Gianni un collega ordinario e intollerante.

Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall’amico ginecologo, l’audace Nicola, decide di portare avanti una gravidanza per lei.

Il film è diretto da Michela Andreozzi che è anche interprete insieme a Claudia Gerini, Pasquale Petrolo (Lillo), Giorgio Pasotti e Stefano Fresi.

«L’art. 12 della legge n. 40 del 2004 – scrive Giancarlo Zappoli su mymovies.itafferma che il ricorso a pratiche di surrogazione di maternità è un reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino ad un milione di euro. Parlarne riuscendo a sorridere non è certamente facile considerato che l’argomento fa parte di una complessa visione etica e sociale che ha visto svilupparsi dibattiti con schieramentì fieramente contrapposti. Andreozzi ha il pregio di saper gestire i luoghi comuni sui personaggi (il vigile urbano un po’ rozzo, il gay un po’ isterico ecc.) finalizzandoli a una riflessione più alta.

[…] Il film affronta la tematica da una molteplicità di punti di vista e anche se ci si potrebbe aspettare che fosse una sorta di manifesto pro maternità riesce a sfuggire anche a un finale apparentemente obbligato. Perché essere genitori è un compito che ci si deve assumere in piena coscienza senza alcuna superficialità. Sorridere mentre si riflette non può fare che bene».

 

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