Controlli più severi sui flussi di cassa e misure per prevenire il riciclaggio di denaro: gli eurodeputati sono pronti a intensificare la lotta al terrorismo e alla criminalità.

Regole più severe contro il riciclaggio di denaro

Secondo le stime, le attività criminali in Europa generano ogni anno 110 miliardi di euro (1% del prodotto interno lordo dell’UE). I proventi di attività criminali e di riciclaggio di denaro possono essere utilizzati anche per finanziare attività terroristiche.

Il riciclaggio di denaro sporco è considerato reato in tutti gli Stati membri UE ma le definizioni e le sanzioni applicate variano di paese in paese. Queste differenze possono essere sfruttate dai criminali, che svolgono operazioni finanziarie illecite nei paesi con sanzioni più leggere. Grazie alla nuova proposta di legge, la definizione dei reati penali e delle sanzioni connesse al movimento illecito di denaro verranno armonizzate. Inoltre la cooperazione transfrontaliera giudiziaria e di polizia verrà agevolata.

La direttiva “mira a colmare le lacune tra le legislazioni nazionali che hanno favorito i criminali e fornisce nuovi strumenti per combattere la criminalità organizzata a livello europeo in modo più efficace. La lotta contro il riciclaggio di denaro sporco è una questione europea e globale che richiede una risposta forte. Adesso stiamo fornendo alle forze dell’ordine una serie di strumenti per privare i criminali del loro bene più importante: il denaro”, spiega l’autore del rapporto ed eurodeputato italiano Ignazio Corrao (Europa della Libertà e della Democrazia diretta).

Controlli sul denaro contante alle frontiere dell’UE

Il Parlamento voterà anche un aggiornamento della legge sullo spostamento di denaro al di fuori dei confini europei che obbliga tutti coloro che entrano o escono dall’UE a dichiarare se portano con sé più di € 10.000.

Le nuove regole estendono la definizione di “denaro contante” alle carte prepagate e ad oggetti preziosi come l’oro e rendono obbligatorio dichiarare il “denaro non accompagnato”, cioè quello inviato mediante pacchi postali o spedizioni di merci. In caso di mancata dichiarazione alla dogana, le sanzioni restano di competenza degli Stati membri, ma devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

Inoltre si prevede un miglioramento dello scambio di informazioni tra le autorità nazionali europee e con i paesi terzi.

“Dobbiamo essere sicuri che le persone giuste abbiano accesso ai dati giusti. In questo regolamento è inoltre evidente il valore aggiunto che un’Unità europea di intelligence finanziaria (UIF) avrebbe nel facilitare il lavoro investigativo delle UIF nazionali riguardo ai reati transnazionali “, commenta la co-relatrice lussemburghese Mady Delvaux (Socialisti e democratici).

A determinate condizioni e laddove si sospettino attività criminali, le autorità potranno agire anche in caso di importi inferiori alla soglia prevista per le dichiarazioni doganali (€ 10.000).

“Abbiamo aggiornato gli strumenti che le forze dell’ordine hanno a disposizione per individuare in modo più efficace il denaro illecito in transito, garantendo allo stesso tempo che le regole siano proporzionate e che rispettino i diritti fondamentali dei cittadini”, chiarisce il correlatore spagnolo Juan Fernando López Aguilar (S&D).

Fonte: Parlamento europeo