di Leonardo Losito

(foto da comunicato stampa)

“Scomodo”? Si, proprio vero, lo ammetto! I componenti del Direttivo si sono espressi bene perché a Cassano si diventa scomodi quando si espone il cartello “Con la partecipazione gratuita di Murgia Enjoy”, quando ci si impegna per far conoscere il territorio che qualcuno pensa di poter monopolizzare, quando ci si adopera concretamente per portare visitatori in paese, quando si giustifica pubblicamente ed al fine di salvaguardare la propria immagine l’assenza ad un incontro perché non si è ricevuto invito, quando si smentisce con prove chi dichiara di aver invitato le associazioni, quando si ricorda che le associazioni di volontari non possono presentare preventivi soprattutto se ONLUS, quando si evidenziano scorrettezze a danno di tutta una comunità, quando si propone di rendere pubbliche le agevolazioni comunali alle associazioni, quando si dichiarano le vere finalità di un circolo, quando non si accetta il commento di chi ha incassato 2000€, chiede guide turistiche abilitate (ma si affida a chi non lo è), quando si riporta la mail di chi dai monumenti pubblici pensa di dar “lavoro” ad un fiduciario, quando si chiede conto di domande protocollate da mesi ed alle quali non si è ricevuta risposta, quando si propone l’incontro super partes “Diamo voce a chi non vota: la Murgia!” per comprendere l’interesse sull’argomento “ambiente” dei futuri amministratori, quando si ha il coraggio di ricordare gli impegni assunti pubblicamente da chi non li rispetta e che di associazioni non ce ne solo tre o quattro ma circa 50!!!

Queste non sono “polemiche”, come le definiscono alcuni, ma VERITA’ che possono disturbare SOLO chi vuole il silenzio!

A mio avviso non ci si può ricordare del volontariato delle associazioni solo quando bisogna abbellire il paese senza fondi disponibili e non indire riunioni quando, invece, i fondi, attinti dalle casse dei contribuenti o caduti dal cielo, ci sono. Più volte ho ribadito che le associazioni sono costituite da volontari e quindi devono proporre attività facendo leva sulle loro risorse ma, quando chi dovrebbe comportarsi come un padre di famiglia, ha qualcosa in tasca, a mio avviso, dovrebbe renderlo disponibile a tutti i figli permettendo a tutti di coordinarsi attraverso la Consulta e non un’altra associazione! E’ forse sbagliato?

Ho ricevuto il consenso di varie associazioni e non sono venuto meno al mio impegno rispettando sempre, e per quieto vivere, anche una “clausola” contra legem non condivisa perché la Consulta è un organo comunale e, come tale, a mio avviso, deve dar conto alla cittadinanza anche con il tramite delle testate giornalistiche. Mi sono espresso chiedendo pari opportunità a tutte le associazioni e MAI per un fine personale: è stato questo il mio errore?

Oggi sono fiero di proporre eventi senza aver mai ottenuto contributi a carico dei contribuenti pur avendo protocollato diverse richieste… ma forse, anche qui, non è una richiesta protocollata che serve, ma altro?

Non entro nel merito di quelli che sono stati definiti metodi “fascisti” ma, di fatto, le associazioni hanno potuto notare che il “Dino Grandi” del momento ha ordito una congiura che ricorda proprio quella del 25 luglio 1943 ignorando volutamente il regolamento e cercando di trascinare i rappresentanti delle associazioni in fallo.

Sono certo che a Cassano ci siano persone molto più preparate di me per ricoprire incarichi nel Direttivo della Consulta e mi auguro che il futuro Direttivo, per il quale sono certo che per coerenza e dignità non si riproporrà proprio chi si è volontariamente dimesso, si adoperi a vantaggio di TUTTE le associazioni senza favoritismi, ma forse questa è solo una mia utopia.

Ma se il fine della Consulta non è chiaro e non propone riunioni in tempo utile, non si adopera per la creazione di cartelloni di iniziative, non si attiva per coordinare le associazioni evitando accavallamenti di eventi, ecc. è bene chiedersi, come già sostenuto da qualcuno, se realmente non sia meglio abolirla.

Chiedo a tutte le valide realtà associative (e ve ne sono!) presenti sul territorio di far sentire la propria voce e di far fronte comune per una giusta trasparenza e democrazia.

Se poi quello che si vuole è altro… lo capiremo!

 

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