dal Circolo “Oltre con Fitto – Conservatori e Riformisti” di Cassano delle Murge

logo conservatori e riformistiLa pubblicazione dell’ultimo rapporto SVIMEZ ha riacceso il dibattito sul Mezzogiorno, sul divario Nord-Sud e sulla questione meridionale. L’Italia è ormai considerata un “Un Paese diviso e diseguale, dove il Sud è la deriva e scivola sempre più nell’arretramento”.

“Dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto la metà della Grecia con oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 ed è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all’area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente”.

Il settore manifatturiero al Sud ha infatti perso il 34,8% del proprio prodotto e ha più che dimezzato gli investimenti (-59,3%) e registra la caduta delle esportazioni , un forte calo sia dei consumi interni che degli investimenti industriali. I consumi delle famiglie meridionali sono ancora in discesa Anche peggiore è la situazione degli investimenti che nel 2014 scendono di un ulteriore 4%, portando il dato dal 2008 a un calo del 38%, con picchi del 59% per l’industria, del 47% per le costruzioni e del 38% nell’agricoltura. Non è immune dal crollo nemmeno la spesa pubblica. Scendono soprattutto al Sud i trasferimenti in conto capitale a favore delle imprese pubbliche e private: tra il 2001 e il 2013 si è registrato un calo del 52%, pari a oltre 6,2 miliardi di euro.

Nel 2014 per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%) e il Pil pro capite nel 2014 ha toccato il punto più basso degli ultimi 15 anni, con il 53,7% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi”.

Anche sul piano demografico è uno tsunami: nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico dalle conseguenze imprevedibili”.

In dieci anni inoltre, dal 2001 al 2014, sono migrate dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord oltre 1,6 milioni di persone, rientrate 923 mila, con un saldo migratorio netto di 744 mila persone, di cui 526 mila under 34 e 205 mila laureati che vanno ad infoltire “la fuga dei cervelli”.

La disoccupazione aumenta: “il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat”. Lo Svimez sottolinea che il prezzo più alto è pagato da donne e giovani.

Arretra il settore della cultura nell’idea che si va radicando che ”non dà pane”. Emerge il rischio povertà che coinvolge una persona su tre al Sud e solo una su dieci al Nord e si pone l’accento sul peso della criminalità organizzata e delle mafie sull’economia e sulla fiscalità.

Dati allarmanti che hanno indotto il premier Renzi a rilanciare il Piano per il Sud: 100 miliardi di euro da investire ed esclusione dal patto di stabilità delle risorse del cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali europei.

“Rottamare il piagnisteo, svestirsi della retorica autoassolutoria del Sud abbandonato, al Sud non mancano i soldi ma la politica” Questi gli slogan di Renzi. Solo battute inconcludenti?

A Renzi hanno risposto Emiliano e Fitto!

Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha affermato che “Le regioni del Sud devono scatenare l’inferno” e ha detto a Renzi “devi fidarti di noi governatori” ed in più “di questioni correntizie non ce ne frega niente”.

L’On.le Raffaele Fitto, già Ministro per gli Affri Regionali e per la coesione territoriale, e oggi europarlamentare e leader dei Conservatori e Riformisti ha affermato: “Il cosiddetto piano Renzi per il Sud assomiglia a una sorta di ammissione di colpa rispetto alle cose che il suo governo aveva promesso un anno fa e non ha fatto fino ad oggi e serve solo a contrastare l’impatto mediatico del rapporto Svimez”.

Fitto di Piano per il Sud se ne è occupato da Ministro e oggi da europarlamentare. Emiliano se ne occuperà nell’attuazione da Presidente della Giunta Regionale della Puglia.

Per questo, riconoscendo ad entrambi autorevolezza e capacità oltre all’impegno istituzionale, li abbiamo voluti a confronto, intervistati da Attilio Romita, caporedattore TG3 Puglia, giovedi 3 settembre alle ore 18,30 a Cassano presso il Kartodromo della Murgia al Km. 3 sulla via cha da Cassano porta a Santeramo.

Programma

Ore 18,30

Saluti di benvenuto e ringraziamento ai relatori

Rappresentanti del circolo “Oltre con Fitto-Conservatori e Riformisti” di Cassano e consiglieri del Gruppo Oltre con Fitto-Conservatori e Riformisti nel Consiglio Regionale della Puglia

Introduzione al tema

Ignazio Zullo

(Presidente del Gruppo Oltre con Fitto-Conservatori e Riformisti nel Consiglio Regionale della Puglia)

Erio Congedo

I record negativi della Regione Puglia

(Presidente VII Commissione Consiliare)

Confronto

On.le Raffaele Fitto

(Europarlamentare, già Ministro per gli Affari Regionali e leader Conservatori e Riformisti)

Michele Emiliano

(Presidente della Regione Puglia)

Moderatore

Attilio Romita

(caporedattore TG3 Puglia)

La partecipazione è libera

Indicazione per raggiungere il luogo dell’evento: non seguire i navigatori. Entrate in Cassano e seguite per Santeramo. Dopo circa 3 Km. Troverete un bivio ad Y e le insegne. Tenete la dx e seguite le insegne. Dopo 800 metri arrivo.

 

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