europaLa Commissione Europea ha presentato una serie di proposte per garantire migliori condizioni di lavoro e ridurre gli infortuni sul lavoro in Europa. Ogni anno nell’UE oltre 3 milioni di lavoratori sono vittime di gravi infortuni sul lavoro, quelli cioè che comportano un’assenza superiore a tre giorni, di cui 4000 mortali. Quasi un terzo dei lavoratori europei ritiene che le condizioni di lavoro comportino un rischio per la loro salute.

Oltre alle sofferenze umane che determinano, impongono un elevato costo economico: soltanto in Germania, le assenze per malattia determinano un calo della produttività che viene stimata al 3,1% del PIL all’anno. Infortuni e malattie professionali aumentano anche i costi previdenziali.

Da uno studio condotto nel 2010 emerge che ogni euro investito nella prevenzione produce un utile compreso tra 1,29 e 2,89 euro.

Migliorare le condizioni di lavoro

Tra le proposte per migliorare la tutela dei lavoratori:

  • aiutare le piccole imprese a osservare le norme in materia di salute e sicurezza;
  • garantire un intervento efficace da parte degli ispettori nazionali;
  • non trascurare i rischi derivanti dalle nuove tecnologie e dall’innovazione, come i nanomateriali;
  • tener conto dell’invecchiamento della manodopera europea accrescere il coordinamento con l’Organizzazione mondiale della sanità françaisEnglishespañol e altri organismi internazionali.

L’UE mette a disposizione dei fondi per contribuire alla realizzazione di tali obiettivi, che sono il frutto della consultazione delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di tutta Europa.

Al tempo stesso, tuttavia, suggerisce di semplificare, ove possibile, la normativa esistente per ridurre l’onere amministrativo che grava sulle imprese.

Risultati ottenuti

La strategia 2007-2012, fondata su un quadro comune di interventi che rispondevano alle esigenze dei singoli paesi, è riuscita a ridurre i gravi infortuni sul lavoro di quasi il 30%.

Negli ultimi anni, la normativa ha contribuito a proteggere i lavoratori europei dall’esposizione agli agenti chimici e ai campi elettromagnetici.

Fonte: Sportello Europa, Sistema Puglia – Redazione Sistema Puglia