la palestra “Vitarella” del Polisportivo Comunale di via Grumo (foto d’archivio scattata da Annarita Mastroserio)

Lo scorso 2 maggio l’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge ha proceduto all’affidamento della gestione del Polisportivo Comunale di via Grumo, per il periodo dal 1° aprile 2018 al 31 marzo 2019, alla Volley Cassano, società sportiva che già da qualche anno gestisce la struttura.

L’affidamento è avvenuto a seguito della pubblicazione dell’“Avviso Pubblico per manifestazione d’interesse per la gestione del Polisportivo Comunale”.

Il 26 aprile 2018 l’Amministrazione Comunale ha poi provveduto alla nomina della Commissione di valutazione delle offerte nelle persone dell’ing. Domenico Petruzzellis (responsabile del Settore Urbanistica e Ambiente), del dott. Stefano Colucci (responsabile del Servizio Cultura e Sport) e del dott. Donato Acquaviva (responsabile del Settore Affari Generali e Sociale).

Due le candidature pervenute all’ente: quella appunto della Volley Cassano (che ha ottenuto un punteggio di 97/100 con il conseguente affidamento della gestione) e quella della Società Cooperativa Sociale Sportiva Dilettantistica Murgiana (che ha ottenuto un punteggio di 62,6/100).

L’Amministrazione ha dunque provveduto all’affidamento diretto della gestione del Polisportivo Comunale alla Volley Cassano impegnando una somma di 19.032,00 € per i due anni in questione (12.688,00 € iva inclusa per il 2018, 6.344,00 € per il 2019).

A seguito dell’affidamento, in data odierna, il presidente della Società Cooperativa Sociale Sportiva Dilettantistica Murgiana, Giovanni Barbone, ha protocollato al Comune una lettera aperta (indirizzata alla sindaca Maria Pia Di Medio, al segretario generale Nicola Sorgente, al responsabile della procedura Stefano Colucci, alla Giunta Comunale, alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale, al direttivo della Consulta delle Associazioni e alle testate giornalistiche locali), per «evidenziare le mie riflessioni riguardanti le decisioni che la Commissione di Gara ha adottato ponendomi forti dubbi sulla qualità delle relative valutazioni».

«Come da Avviso Pubblico e Capitolato – spiega Barbone – la data di scadenza della presentazione delle OFFERTE era il 26 aprile 2018 entro le ore 12,00; offerta, regolarmente consegnata, nei termini e modalità previsti, all’Ufficio Protocollo Generale.

In data 30 aprile con la Determina n. 75 del 26 aprile 2018 veniva pubblicata (dal sistema informatico) sull’Albo Pretorio la nomina dei componenti della Commissione di Gara e preoccupato dell’approssimarsi della data di scadenza (appunto 30 aprile) chiedevo a mezzo PEC il 2 maggio, alle ore 9:19, al Responsabile della Procedura dell’Avviso Pubblico, quando la Commissione di Gara si sarebbe riunita, ritenendo certa la mia presenza all’apertura delle Offerte.

Ricevo la risposta a mezzo PEC, alle ore 9:43, dello stesso giorno “Gentile sig. Barbone, se nota la Determinazione di nomina della Commissione è del giorno 26 aprile e la Commissione, data l’urgenza dell’affidamento del servizio, si è riunita alle ore 17:30.

A riguardo sono in definizione gli atti in pubblicazione (data odierna) con annesso Verbale di riunione, che in ogni caso è disponibile in copia presso l’Ufficio.

Disponibile per eventuali chiarimenti

Resto incredulo ed allibito – scrive Barbone – e mi sono chiesto come mai la succitata risposta mi è pervenuta dopo appena 24 minuti ed il 26 aprile (giorno in cui la Commissione si è riunita – ben due gg utili 27 e 30 prima della scadenza) non sono stato invitato in qualità di offerente ed Operatore Economico all’apertura dei plichi come prevede l’Avviso Pubblico, il Capitolato ed il Codice di Appalti?».

Per Giovanni Barbone, così agendo è stato «eluso anche l’articolo 83 della Lgs 50 del Codice di Appalti; infatti, l’articolo 6 del Capitolato “Criterio di aggiudicazione e modalità di apertura delle offerte” prevede che in caso di irregolarità o scarsa chiarezza il Responsabile del Servizio si riserva di chiedere chiarimenti. Pertanto, mi è stata negata la presenza all’apertura dei plichi ed altrettanto la possibilità di chiarire e forse la Commissione avrebbe compreso molto di più.

Quindi, come sia stato possibile agire in maniera così irrispettosa delle più elementari regole sulla trasparenza e pubblicità che sottintendono l’attività amministrativa e l’iter di gara?.

Ancora una volta la “cosa pubblica” è stata considerata come cosa privata.

A tal proposito, in data 4 maggio 2018 è stata inoltrata al Responsabile della Procedura l’Istanza di Riesame per l’annullamento in Autotutela della Procedura all’Avviso Pubblico per l’affidamento degli Impianti Sportivi di proprietà comunale.

Certamente – conclude Barbone – la politica non aiuta anzi procede per i fatti suoi e tralascia ed a volte dimentica il proprio dovere, e ciò molto spesso avviene verso lo Sport. Spero che in questa circostanza faccia la Sua parte a fronte di una “ingenua debolezza” commessa dalla Commissione prima, dal Responsabile della Procedura e dalla Politica dopo, iniziando dall’attuale Amministrazione, le quali a fronte non hanno ancora mosso un dito».

 

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