Nella moderna economia globale gli scambi commerciali sono essenziali per la crescita, l’occupazione e la competitività. L’UE è impegnata a mantenere un sistema commerciale aperto e basato su regole.

Con il rischio crescente di protezionismo e l’indebolimento dell’impegno di attori importanti nella gestione del commercio mondiale, l’UE deve assumere un ruolo guida.

La politica commerciale dell’UE contribuisce a creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di scambi e investimenti per imprese grandi e piccole. Per i consumatori, gli accordi commerciali hanno l’effetto di ridurre i prezzi e di ampliare la scelta, garantendo al contempo il mantenimento degli elevati standard dell’UE in materia di tutela dei consumatori, diritti sociali e salvaguardia dell’ambiente.

La nostra politica commerciale accresce anche l’influenza dell’Europa nel mondo, permettendoci di diffondere i nostri valori e di attrarre maggiori investimenti. Gli accordi commerciali ci aiutano a conseguire tutti questi obiettivi.

L’UE ha raggiunto un accordo politico con il Giappone e sta per far entrare in vigore l’accordo con il Canada. La Commissione continua a negoziare con diversi partner, in particolare il Messico e i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Nei prossimi mesi potrebbero inoltre essere avviati negoziati con partner di altre parti del mondo.

Settori di attività

L’UE mira a ridurre o a eliminare le barriere agli scambi con altri paesi e altre regioni, al fine di garantire notevoli risparmi alle imprese e ai consumatori europei. Gli accordi commerciali sono utili specialmente alle piccole imprese europee, che quando vogliono esportare i loro prodotti si trovano ad affrontare normative complicate. In Europa, un posto di lavoro su sette dipende dalle esportazioni verso altri paesi del mondo.

Se da un lato le imprese e i cittadini d’Europa traggono vantaggio dalla globalizzazione, dall’altro occorre che l’apertura dei commerci abbia luogo su una base di equità. I posti di lavoro europei in settori quali la siderurgia o la cantieristica navale hanno subìto i colpi della concorrenza sleale all’insegna di importazioni oggetto di dumping, sussidi pubblici ed eccesso di capacità in alcuni paesi terzi. L’UE utilizza vari strumenti per tutelare le industrie e i posti di lavoro europei dal commercio sleale. Inoltre, la Commissione ritiene che l’UE debba valutare periodicamente se dispone di tutti gli strumenti per rispondere alle sfide imposte dallo scenario fluttuante della globalizzazione. La Commissione continuerà a collaborare da vicino con gli Stati membri al fine di approfondire e portare avanti il dibattito su come migliorare la reciprocità nei settori degli appalti pubblici e degli investimenti.

  • Una globalizzazione in linea con i nostri valori

L’UE continua a lavorare per uno sviluppo equilibrato, basato su regole e innovativo del commercio e degli investimenti. In questo modo non si ottiene solamente l’apertura reciproca dei mercati con i nostri partner commerciali, ma anche un aumento dell’influenza globale dell’UE su questioni quali i diritti umani, le condizioni di lavoro e la salvaguardia dell’ambiente.

Fonte: Commissione europea