Da oggi, venerdì 22 dicembre (e fino a mercoledì 27 dicembre), al cinema “Vittoria” di Cassano delle Murge è in programmazione “Poveri ma ricchissimi” alle ore 18:00, 19:45 e 21:30.

La famiglia Tucci, protagonista del film, scopre di non aver perso davvero tutto il proprio denaro e, rifiutandosi di pagare le tasse italiane, decide di trasformare Torresecca in un paradiso fiscale, facendo leva su una svista burocratica post Unità d’Italia.

I Tucci realizzano il sogno di molti italiani: non assoggettarsi alle regole (soprattutto quelle più vessatorie) del proprio Stato di appartenenza.

E poiché Torresecca è un principato a conduzione famigliare, il pater familias Danilo diventa anche Presidente del Consiglio ed emana decreti in base alle proprie convinzioni e all’estro del momento.

Non tardano a presentarsi gli attriti con la madrepatria, e anche all’interno della famiglia Tucci si creano svariate scissioni, soprattutto quando Danilo scopre di avere una figlia frutto di una relazione occasionale.

Riusciranno i nostri eroi a ricompattarsi secondo la formula “uno per tutti, Tucci per uno”?

Poveri ma ricchissimi è il seguito del fortunato Poveri ma ricchi, che era riuscito a “localizzare” nella provincia italiana una commedia francese campione di incassi oltralpe.

«L’ispirazione originale di trasformare la famiglia protagonista in un gruppo di coatti laziali alle prese con l’improvvisa ricchezza – scrive Paola Casella su mymovies.itsi trasforma in questo secondo episodio in qualcosa di molto diverso, allo stesso tempo interessante e deludente: interessante perché, ipotizzando una Brexit ciociara, mette a fuoco alcune delle assurdità della vita pubblica italiana, come l’inutile e costosa presenza dei notai.

Deludente perché Poveri ma ricchissimi non affonda mai il colpo sul populismo e/o sul conservatorismo delle forze politiche italiane, intesi come tendenze storiche del nostro Paese (non necessariamente come caricature pre elettorali), e si muove con eccessiva cautela su un terreno che avrebbe dovuto fornire innumerevoli spunti comici e satirici. Persino l’ipotesi di un ritorno alla lira, così fortemente legata all’attualità, è mal sfruttata a scopo umoristico».

 

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