Riceviamo e pubblichiamo.

di Francesco De Grandigiornalista pubblicista

(foto Google)

Le “Primarie”, il nuovo mezzo della democrazia, inventate da quanti hanno voluto dare una parvenza di partecipazione democratica nella scelta di un Candidato a Sindaco o Presidente di una Istituzione Pubblica, stanno spuntando come funghi. Vi domanderete perché come funghi? Il paragone sarebbe superfluo se pensassimo alla tipologia di un fungo commestibile, ma analizzando le procedure di svolgimento delle Primarie in qualsiasi contesto territoriale, le notizie di sotterfugi, macchinazioni e soprusi oramai sono pane quotidiano dei mass media. Ma questa partecipazione democratica sembrerebbe creata e paragonabile più a dei funghi allucinogeni (la più antica droga dell’umanità) che contengono sostanze chimiche capaci di modificare l’attività psicologica e mentale dell’individuo, le cui caratteristiche dell’avvelenamento da funghi allucinogeni possono manifestarsi con visioni spaventose, paranoia, totale perdita del senso della realtà con atti di autolesionismo o tentativi di suicidio (fonte Wikipedia). La comparazione di tale strumento consentirebbe di abbinare tutte le procedure delle Primarie ai sintomi sopra descritti.

Da questa analisi emerge la necessità di riflettere e fare delle considerazioni su questo nuovo strumento di partecipazione democratica alla luce di nuovi ed inquietanti episodi, se pur accaduti in un piccolo contesto cittadino come quello di Cassano delle Murge, ma del tutto emblematico sulla poca efficacia e della totale assenza di trasparenza nelle procedure delle Primarie. Ma comunque specchio di tutte le altre realtà in cui si adopera tale sistema!

Se la consultazione popolare attraverso le Primarie deve avvenire con la libera espressione di pensiero, credo politico o condivisione di un progetto è già di per sé contestabile la sola pressione sul cittadino di recarsi a votare, magari elargendogli anche l’obolo, laddove previsto, usufruire dell’appoggio di cittadini di consolidata formazione politica avversa, oppure promettere qualcosa. Non è assolutamente concepibile recarsi nelle case dei cittadini per carpire un voto alle primarie (vi sono le sedi adatte per andare a votare) o forzare i cittadini con lesioni psicologiche sul proprio posto di lavoro, creare seggi volanti, non consentiti, in strutture sociali, come le strutture per anziani o case di cure, dove la maggior parte dell’utenza, peraltro proveniente anche da paesi limitrofi, è affetta da disabilità. Però, questo è successo a Cassano delle Murge dove ignorando qualsiasi conoscenza delle vicende politiche locali, l’espressione del proprio voto da parte di questi anziani deriva solo ed esclusivamente da una pilotata azione del diretto interessato alle Primarie.

Stranamente, queste azioni non sono evidenziate da quanti sono sempre attenti o solerti nel pubblicare qualsiasi notizia o evento di cronaca locale sulla propria pagina web di informazione giornalistica o carta stampata, forse, molto probabilmente impediti da legami di parentela o affinità politica!

Il risultato è quindi una fantomatica consultazione popolare, chiaramente di nessun valore politico, che ha deciso il candidato Sindaco di uno schieramento politico, che affronterà una campagna elettorale professando credibilità, onestà e professionalità, rassicurando i concittadini sul futuro roseo della Comunità cassanese in termini di benessere e crescita produttiva.

Questi atteggiamenti stanno distruggendo il rapporto e la credibilità della politica quella sana e costruttiva; disagio, prese in giro e scarsa credibilità da parte di una classe dirigente politica nazionale, stanno minando sempre più il campo della partecipazione attiva dei cittadini per dare spazio a quella politica mirante solo a tutelare gli interessi dei poteri forti, quali le Banche, le grandi Multinazionali e gli affaristi in genere.

Una riforma in cui non vi è alcuna distinzione tra destra, centro e sinistra, concetti oramai superati con la caduta delle barriere ideologiche e sostituiti da Lobbies affaristiche che impediranno fino alla loro esistenza la capacità per i partiti tradizionali, ormai in crisi, di rivedere il loro comportamento rispetto alla loro costituzione, alla conduzione del benessere comune, e soprattutto di creare le condizioni per ogni singolo cittadino a non sentirsi ULTIMO! Occorre formare uomini e donne per la creazione di un nuovo modello gestionale della politica creando una barriera di protezione su tutto ciò che si deve fare per incrementare il lavoro, la salvaguardia dell’ambiente naturale, del welfare, di ogni attività socio assistenziale e del patrimonio culturale ed artistico.

Ascoltare il pensiero di chiunque voglia cimentarsi sul palcoscenico della politica, è il primo passo per la trasformazione dei partiti tradizionali in veri e propri laboratori per lo studio e la discussione delle problematiche cittadine, nonché di formazione per i futuri amministratori del bene pubblico. Oggi come ieri, continuiamo ad assistere, con molta sprovvedutezza, alla rincorsa di candidati scelti a caso, senza alcuna tendenza politica o cognizione di causa sulla gestione di una pubblica amministrazione. Qual è il vantaggio per una collettività rispetto a queste scelte? A chi addebitare questa responsabilità se non ad una classe dirigente politica che non offre più nulla? Sono ormai note le difficoltà che i partiti stanno riscontrando in adesioni, partecipazione e diffusione delle proprie azioni, nascondendosi dietro simboli e liste civiche, come se avessero vergogna di comparire, ragion per cui riscontriamo solo il vuoto assoluto con grosse ripercussioni nella gestione della pubblica amministrazione. Evviva la democrazia… ma riformata seriamente.

 

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