«Premesso che il 3 giugno ho ricevuto una delegazione composta da: ing. Pellerano, ing. Mavellia, ing. Albenzio, il giornalista Gianni Spina ed alcuni abitanti della zona interessata e non ho mai chiuso le porte in faccia a nessuno, tanto meno a dei cittadini che hanno delle istanze da presentare. Tantomeno non ho mai detto, come costoro possono testimoniare, che “non vogliamo farlo” cioè fermare la gara per l’aggiudicazione dei lavori per la messa in sicurezza idrogeologica dell’abitato di Cassano. Vero è che, allo stato attuale, “non è possibile” fermare la gara, perché il procedimento amministrativo si è concluso ed è avallato dai pareri degli uffici competenti sovracomunali che ne certificano la regolarità progettuale ed autorizzativa, e questo i ricorrenti lo sanno perché a loro ho spiegato tutto pubblicamente. Tutte le illazioni, i sospetti e le fantasiose interpretazioni del progetto, tra l’altro sottoposto a tutte le autorizzazioni ed a tutte le verifiche possibili, sono solo frutto della scarsa conoscenza tecnica dello stesso. Vale la pena ricordare che il progetto preliminare è disponibile da circa due anni ed è stato pubblicato, al fine di recepire eventuali osservazioni e contestazioni, nei tempi e nei modi previsti dalla legge. E, per piacere, non parliamo di ecomostri. Gli ecomostri sono ben altri, anche lì vicino!

Quando l’Autorità di Bacino, la Provincia o altro Ente sovracomunale disporranno diversamente rispetto a quanto hanno certificato fino ad oggi, allora avrei titolo, anzi sarebbe un mio dovere, bloccare il procedimento in corso.

Un sindaco, nella fattispecie, non può, senza giusta motivazione, in alcun modo fermare un iter, iniziato più di cinque anni fa e quindi con la precedente amministrazione che aveva evidenziato le criticità del territorio di Cassano (alluvione del 2005) all’Area Vasta di MTB, sul quale, addirittura con un progetto stralcio data l’importanza dell’intervento, c’è già la garanzia di fondi pubblici e verso il quale, attualmente, non sono arrivati provvedimenti ostativi all’iter di gara avviato per la realizzazione delle opere.

Operando in altra maniera perderemmo le risorse previste, ma soprattutto esporremmo il Comune ad un danno erariale del quale il sindaco, in prima persona, e poi tutti i cittadini sono chiamati a rispondere.

Da parte della sottoscritta, come avvenuto in queste settimane, c’è la massima disponibilità a discutere ed a recepire i suggerimenti migliorativi, purché tutto si faccia nell’alveo di pareri e autorizzazioni (o eventuali dinieghi) rilasciati da autorità pubbliche competenti ed aventi titolo ad intervenire nel procedimento».

 

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