di Lorena Liberatore

Francesca Leone e Guido Di Leone sul palco del Piccolo Conservatorio (foto di Lorena Liberatore)

Si è tenuto domenica il nuovo appuntamento musicale del Piccolo Conservatorio di Cassano delle Murge. La rassegna dal titolo “18th Hour in Music”, iniziata domenica 21 gennaio, questa volta ha avuto come ospiti d’onore Francesca Leone e Guido Di Leone.

Francesca Leone (classe 1974) è cantante jazz e insegnante di canto presso la scuola di musica barese “Il Pentagramma” (presso la quale un tempo fu studentessa). Guido Di Leone (classe 1964), invece, è musicista jazz, chitarrista, compositore, direttore, e docente di chitarra e armonia presso la stessa scuola, da lui fondata nel 1985.

Quello offerto domenica sera è stato un percorso sonoro attraverso la musica Bossa Nova/brasiliana e il ritmo del samba. Infatti, la Bossa Nova è un genere nato in Brasile alla fine degli anni ’50, che si arricchisce proprio delle atmosfere del samba (in particolare nella forma detta canção), con ispirazioni alla “rive gauche” francese e alla musica europea e statunitense dell’epoca. Negli accordi è percepita molto simile al jazz, inoltre i testi trattano temi leggeri, spesso raccontando la vita carioca a Rio de Janeiro. Uno dei suoi primi rappresentanti è Antônio Carlos Jobim.

Al termine dell’evento è stata offerta una degustazione con prodotti locali e vini della “Cantina Sociale Gentile”.

Una serata resa piacevolmente frizzante grazie alla semplicità dell’approccio col pubblico. Infatti i due artisti, attraverso spontanei giochi di battuta e risposta, hanno raccontato anche ai meno avvezzi al genere cos’è la Bossa Nova, come è nata e chi sono i suoi massimi esponenti. Quel brio di simpatia è stato l’ingrediente necessario, soprattutto in un’epoca in cui generi come jazz, blues, e loro affini o derivati, sono rigorosamente considerati di nicchia e di conseguenza ‘snobbati’ (come spiegato dallo stesso Guido Di Leone), poiché ritenuti adatti unicamente ai feticisti del caso.

In altre occasioni, le cover di alcuni famosissimi brani sono oggi versioni sbiadite, poiché rese fin troppo commerciali. Tutti aspetti che talvolta hanno allontanato anche gli uditori più appassionati. Ma non è certo questo il caso.

Della serata è stato molto apprezzato anche il duo vocale, improvvisato al momento, tra Francesca e Martina, giovanissima cantante ed amica presente nel pubblico.

Quella del Piccolo Conservatorio è una rassegna di concerti di alto livello iniziata domenica 21 gennaio, con “Gee meets Partipilo”: l’alto sax cassanese Gaetano Partipilo, Giuseppe Bassi e il pianista Jonathan Gee; il secondo appuntamento, invece, ha visto ancora Giuseppe Bassi con Roberto Ottaviano e YuYing Hsu, e poi ancora l’Orelle Trio, e l’Os Argonautas Trio.

Gli eventi proseguiranno fino a maggio con artisti come Mirko Signorile, Angela Esmeralda e Sebastiano Lillo, Vince Abbracciante e Paola Arnesano (aggiornamenti e novità sulla pagina facebook del Piccolo Conservatorio).

la copertina di “Racing against time”, il nuovo album di Francesca Leone

Di seguito un’intervista rilasciataci da Francesca Leone, della quale è uscito da poco il nuovo disco, dal titolo “Racing against time”.

Ciao Francesca! Com’è andata la serata musicale al Piccolo Conservatorio di Cassano?

Sono rimasta molto contenta perché c’è stata una bellissima partecipazione, la situazione ideale per musicisti e appassionati di musica: una location ben organizzata con un pubblico attento, che partecipa attivamente al concerto. E poi Maddalena e Alessandro sono due persone amabili, non è facilissimo al giorno d’oggi mettere su un’impresa e penso che loro ci stiano riuscendo più che bene: li vedo ben affiatati, pronti ad offrire la loro opera al servizio della musica!

È corretto definire la Bossa Nova come “musica brasiliana” o è meglio annoverarla nel jazz?

La Bossa Nova è il perfetto connubio tra l’armonia del jazz e il ritmo del samba. Quindi, è “musica brasiliana” perché nasce a Rio de Janeiro nel ’58, da giovani appassionati di jazz che, ovviamente, contaminati dalla loro tradizione, hanno ottenuto questo genere che ha qualcosa del ritmo del samba ma si avvale delle armonie, degli accordi, del jazz, e di una costruzione più poetica e colta anziché popolare, quindi fruibile, diciamo così, un po’ a tutti.

Possiamo dire che tu e Guido di Leone siete le colonne portanti del Pentagramma di Bari. Quanto si è evoluta questa scuola negli ultimi trent’anni? Cos’è cambiato da quando è stata fondata ad oggi?

In realtà l’unica vera colonna del Pentagramma è Guido! Guido aveva vent’anni quando l’ha fondata, c’erano soltanto due sale! Da quelle due stanze poi il progetto si è evoluto: ha cambiato sede, se non erro due volte, e ora siamo in via Giannone a Bari, con una bella sede, molto grande. Facciamo moltissime attività! Quindi, in realtà, si è evoluta grazie al suo grande amore per il jazz e per la musica in genere, e anche per la sua volontà di divulgarlo.

Io, invece, sono arrivata al Pentagramma come studentessa, e poi negli anni sono diventata insegnante. Ho avuto la promozione, diciamo! [Ride]

Quanto spazio hanno oggi generi definiti di “nicchia” come il jazz nel panorama discografico Italiano?

Ormai, purtroppo, il panorama discografico italiano è quasi inesistente: ora si usano molto i supporti elettronici, il disco materiale che avevamo noi ragazzini degli anni ’80 non esiste più, esistono solo questi ‘file’ e la trasposizione di musica attraverso supporti multimediali. Le case discografiche non sono più quelle di una volta. Jazz e Bossa Nova sono musica di ‘nicchia’, un po’ come la musica classica, ma coloro che ne usufruiscono sono sempre persone più profonde e ‘acculturate’. Penso che quando conosci la musica, la fai o la studi, non puoi accontentarti di un brano formato soltanto da due note… è un po’ come…: vivere la vita sempre con un semplice piatto di pasta al sugo anziché godere di tutte le pietanze che la terra e il mare ti possono offrire [Ride].

 

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