È stato presentato il 10 luglio il “Rapporto annuale” dell’Inail. Dai dati emerge, fra l’altro, che nel 2012 gli infortuni mortali sul lavoro accertati dall’Inail sono stati 790, l’8,78% in meno rispetto allo scorso anno, quando furono 866.

In totale le denunce di infortunio mortale sono state 1.296, di queste 481 hanno avuto esito negativo, altre 25 sono ancora in una fase di istruttoria. Più del 50% dei decessi (409) è avvenuto fuori dell’azienda, spiega l’Istituto. (Gli stranieri che hanno perso la vita sul lavoro sono stati 112. È il terzo anno consecutivo che il numero rimane sotto quota mille. Nel 2010 gli infortuni mortali accertati furono infatti 983 e l’anno precedente 1.011.

Delle 790 vittime, 726 erano uomini e 64 donne. Il maggior numero di incidenti si è registrato nelle regioni del Nord ovest (212) seguite da quelle del Nord est (202), dal centro (149), dal Sud (167) e dalle isole (60). Le vittime under 30 sono state 94, 100 quelle over 60.

Complessivamente il numero degli infortuni accertati sul lavoro è sceso nel 2012 sotto quota 500mila, nel 2008 la cifra era di 665.705.

Secondo il rapporto presentato alla Camera dal Presidente dell’Inail, Massimo De Felice, l’Istituto ha registrato 745 mila denunce di infortuni accaduti nello scorso anno, circa il 9% in meno rispetto al 2011. Gli infortuni “riconosciuti sul lavoro”, spiega lo studio, sono stati invece 496.079 contro i 559.504 del 2011 e i 600.411 del 2010.

“Gli infortuni sul lavoro hanno causato più di 12 milioni di giornate di inabilità con un costo a carico dell’Inail – ha spiegato De Felice – ; in media 80 giorni per infortuni che hanno provocato menomazioni, 19 giorni in assenza di menomazioni”. In numero maggiore di infortuni si è registrato nel settore dell’industria e servizi (393.663) seguito dalla voce “per conto dello Stato” (68.265) e dal comparto agricoltura (34.151).

“Le denunce di malattie sono state circa 47 mila e 500 (1.000 in meno rispetto al 2011), con un aumento di quasi il 51% rispetto al 2008. Ne è stata riconosciuta la causa professionale a circa il 37%, circa il 3% è ancora in istruttoria”.

“È importante notare – ha sostenuto De Felice – che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 36 mila e 300; il 41% per causa professionale riconosciuta (ancora circa il 3% in istruttoria). L’andamento degli esiti mortali per data di decesso è in costante decrescita: sono stati 1.583 nel 2012 (il 27% in meno rispetto al 2008), il 94% nell’industria e servizi; l’analisi per classi di età mostra che il 62% dei casi è con età al decesso maggiore di 74 anni”. “Riguardo alle denunce di patologie asbesto-correlate protocollate nel 2012 – sottolinea De Felice – ne sono state riconosciute 1.540; dei casi denunciati nell’anno 348 hanno avuto esito mortale”.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha sottolineato che l’andamento decrescente “del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di vite umane” conferma l’efficacia della normativa vigente e della validità dell’attività di contrasto al lavoro nero ma non deve “indurre ad abbassare la guardia”.

Fonte: Regioni.it – Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Lavoro, Sistema Puglia, Imprese – Redazione Sistema Puglia