È giorno di rassegna oggi, martedì 11 aprile, al cinema “Vittoria” di Cassano delle Murge: in sala, al prezzo di 3,00 euro, c’è “La la land” alle ore 17:30, 19:30 e 21:30.

Lo stesso film verrà riproposto domani, mercoledì 12 aprile, alle ore 19:30. Mentre alle 17:30 sarà la volta de “La tartaruga rossa” e alle 21:30 verrà proiettato “La cura dal benessere”. Per la giornata di domani, in occasione del Cinema2day, il costo del biglietto sarà di 2,00 euro.

LA LA LAND (martedì 11 aprile, ore 17:30, 19:30 e 21:30, e mercoledì 12 aprile, ore 19:30)

Vincitore di sei premi Oscar (miglior regia, migliore attrice protagonista, miglior fotografia, migliore colonna sonora originale, miglior canzone e migliore scenografia) “La la land” è ambientato a Los Angeles: Mia sogna di poter recitare ma intanto, mentre passa da un provino all’altro, serve caffè e cappuccini alle star. Sebastian è un musicista jazz che si guadagna da vivere suonando nei piano bar in cui nessuno si interessa a ciò che propone.

I due si scontrano e si incontrano fino a quando nasce un rapporto che è cementato anche dalla comune volontà di realizzare i propri sogni e quindi dal sostegno reciproco.

Il successo arriverà ma, insieme ad esso, gli ostacoli che porrà sul percorso della loro relazione.
Il regista Damien Chazelle, scrive Giancarlo Zappoli su mymovies.it, «ci racconta ancora una volta di solitudini che cercano di realizzare sogni che finiscono con il non poter essere condivisibili con nessuno. Neanche con colei o colui che ne aveva sostenuto il conseguimento. Lo fa con la leggerezza necessaria ma anche con quel sottofondo di malinconia che nasce da un accurato mix di musica e immagini. […] Sa come farci entrare in una storia d’amore di cui possiamo anche immaginare gli sviluppi, regalandoci al contempo un mood del tutto personale in grado di far sorridere ma anche di commuovere».

LA TARTARUGA ROSSA (mercoledì 12 aprile, ore 17:30)

Scampato a una tempesta tropicale e spiaggiato su un’isola deserta, un uomo si organizza per la sopravvivenza. Sotto lo sguardo curioso di granchi insabbiati esplora l’isola alla ricerca di qualcuno e di qualcosa. Qualcosa che gli permetta di rimettersi in mare.

Favorito dalla vegetazione rigogliosa costruisce una zattera, una, due, tre volte. Ma i suoi molteplici tentativi sono costantemente impediti da una forza sottomarina e misteriosa che lo rovescia in mare.

A sabotarlo è un’enorme tartaruga rossa contro cui sfoga la frustrazione della solitudine e da cui riceve consolazione alla solitudine.

«La tartaruga rossa debutta con una tempesta in alto mare – spiega Marzia Gandolfi su mymovies.itonde gigantesche frangono con furore lo schermo. Un naufrago è al cuore di quel movimento poderoso. Tra l’uomo e la natura si scatena una guerra ineguale. Il motivo è dato ma il sontuoso film d’animazione di Michaël Dudok de Wit si prende tutto il tempo per rovesciarlo nel suo contrario: un’emozionante storia di riconciliazione e di fusione amorosa. Perché quella che dispiega La tartaruga rossa è una forza misteriosa, qualche volta accogliente e qualche altra riluttante, qualche volta impassibile, qualche altra instabile.

Non siamo davanti all’ennesima storia esotica in cui la natura è mera riserva di accessori a disposizione dell’ingegnosità dell’uomo. Al principio l’uomo fa l’uomo e crede alla chimera di una conquista. Si accanisce, costruisce una zattera di fortuna ma il mare non lo lascia partire.

Dieci, cento volte prova a prendere il largo, altrettante è affondato da una presenza enigmatica e invisibile. Ma l’ultimo tentativo gli rivela l’apparenza del suo avversario e la consapevolezza di essere (una) parte del tutto. Frustrati nelle attese e nelle abitudini di spettatori, torniamo a riva, esploriamo col protagonista i luoghi, sperimentiamo la dolcezza dei frutti e la furia brutale delle piogge tropicali, precipitando nel fondo di un crepaccio e rialzandoci perché film e vita possano continuare. Nel modo della natura. Natura con cui il regista stabilisce un legame carnale. Spettatore e protagonista aspettando sulla riva che il tempo scorra, volgendo il punto di vista e scoprendo essenziale quello che credevano ornamentale: i flussi e riflussi della corrente marina, il ritmo dei giorni, il mutare delle stagioni. L’uomo non colonizza quel territorio edenico e selvaggio, niente capanna come avrebbe fatto Robinson Crusoe. Sull’isola tutto resta inviolato, l’uomo è solo di passaggio, una parentesi breve dinanzi all’età dell’universo».

LA CURA DAL BENESSERE (mercoledì 12 aprile, ore 21:30)

Il giovane e ambizioso Lockhart, venditore di successo di una grossa compagnia finanziaria americana, viene convocato dai soci per una delicata missione.

Deve recarsi in una spa svizzera per riportare in America Roland Pembroke, il CEO dell’azienda, che non ha alcuna intenzione di tornare.

Ben presto Lockhart capirà che uscire dalla misteriosa clinica del dottor Volmer non è facile quanto entrarvi.

 

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