In risposta al fenomeno migratorio verso l’Europa degli ultimi anni La Commissione per le libertà civili ha approvato nuove proposte per velocizzare l’esame delle domande di asilo.

La crisi migratoria in Europa ha messo in evidenza le falle del sistema di asilo dell’Unione europea. Il 25 aprile 2018 la commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni ha approvato delle nuove proposte che prevedono l’istituzione di una procedura comune per concedere la protezione internazionale nell’UE. Una volta ottenuta l’approvazione del Parlamento europeo per i negoziati, gli eurodeputati potranno iniziare con il Consiglio le trattative. Le regole servono a evitare che i rifugiati scelgano i paesi preferiti in cui chiedere asilo (cosiddetto “asylum shopping”) e assicurare un’analisi più uniforme delle richieste in tutta l’UE.

Prima del voto in Commissione, la relatrice della riforma sulle procedure di asilo Laura Ferrara, deputata italiana del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta, ha spiegato come la crisi migratoria degli ultimi anni abbia spinto il sistema di asilo europeo al limite: “Era importante avere una procedura che fosse efficiente, snella, che non sovraccaricasse burocraticamente gli stati membri. Vediamo delle tempistiche che sono abbastanza chiare, cioè sei mesi per il riconoscimento o il diniego della protezione internazionale”. Ferrara ha sottolineato che i richiedenti asilo avranno anche diritto all’assistenza legale gratuita: “ Abbiamo tenuto molto a garantire i diritti dei richiedenti asilo in termini di informazioni e termini di garanzie procedurali”.

I richiedenti devono fare domanda nello stato membro di primo ingresso oppure in quello stabilito ai sensi del regolamento di Dublino modificato. Le nuove regole comprendono anche delle maggiori tutele nei confronti dei minori e una lista di paesi d’origine sicuri, ossia paesi ritenuti democratici in cui generalmente non si corre il rischio di subire persecuzioni, minacce di violenza o tortura. La Commissione ha dichiarato che la Turchia non si può considerare un paese d’origine sicuro.

Le proposte sono parte di un progetto di più larga portata per riorganizzare il sistema di asilo europeo. Il punto centrale del progetto è la modifica del regolamento di Dublino, che determina il paese dell’UE responsabile della gestione di ciascuna richiesta di asilo. Il Parlamento ha anche appoggiato delle proposte per potenziare l’attuale Ufficio europeo di sostegno per l’asilo.

L’Unione europea nel 2017 ha registrato 706,913 richieste di asilo. I dati comprendono le domande registrate in Norvegia e Svizzera. Gli eurodeputati stanno ancora aspettando che i governi nazionali dell’UE raggiungano una posizione comune sulla fondamentale riforma del regolamento di Dublino.

Fonte: Parlamento europeo