terzo-settoreIl Governo nazionale ha attivato tra il 13 maggio e il 13 giugno una fase di consultazione aperta sulle Linee Guida per la Riforma del Terzo Settore, al fine di promuovere “il cambiamento economico, sociale, culturale e istituzionale di cui il Paese ha bisogno è necessario che tutte le diverse componenti della società italiana convergano in un grande sforzo comune”. Ed è proprio questo l’obiettivo dell’incontro di lavoro ristretto che si è svolto a Bari presso la sede dell’Assessorato regionale al Welfare e che ha visto la partecipazione di Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali, con delega al Servizio Civile e il Terzo Settore.

“C’è una grande convergenza sulle linee strategiche che sono contenute nel documento che Renzi ha presentato – ha detto Luigi Bobba – adesso si tratta di fare sintesi, in una ventina di giorni, di tutta questa fase di ascolto nei diversi territori, di raccolta delle criticità e degli elementi propositivi in modo che si arrivi ad un testo, almeno in termini di principi, largamente condiviso. 700 persone hanno già scritto all’indirizzo e mail che il Governo ha lanciato per promuovere la consultazione pubblica e già questo in sé è un successo, cioè una mobilitazione positiva e propositiva”.

In poche battute Bobba va ai grandi temi che fanno da sfondo alla riforma pensata dal Governo: “Tre sono gli obiettivi, i principi che costituiscono l’anima del terzo settore e le Linee Guida intendono intervenire proprio su questi tre macrotemi – ha spiegato il sottosegretario: prima di tutto la cittadinanza, perché il terzo settore è una grande scuola di appartenenza; poi il welfare perché questo mondo è inevitabilmente intrecciato al welfare, ai servizi alla persona, alla comunità, e siamo di fronte alla creazione di un welfare partecipativo e comunitario, perché i bisogni sono cambiati, il welfare è cambiato e rischiamo una deriva privatistica del welfare mentre invece solo una risposta cooperativa tra istituzioni pubbliche e soggetti del terzo settore, è in grado di generare un welfare partecipativo e comunitario. Infine negli anni è emersa un’economia sociale, impresa che ha incorporato valore sociale come obiettivo imprenditoriale e l’Italia, attraverso la cooperazione sociale, è stata antesignana di questo modello che ora è una politica europea fortemente attraente”.

Questi temi sono poi intrecciati alla revisione generale della legislazione di settore, alla dimensione civilistica e fiscale.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Puglia – Sistema Puglia, Lavoro, Economia, Imprese, Pubblica Amministrazione – Redazione Sistema Puglia