di Quirico ArganeseStudio Arganese&Partners

(foto Google)

(foto Google)

Premessa – Con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 24 ottobre il D.L. 22 ottobre 2016 n° 193 rubricato “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” diviene immediatamente operativa la definizione agevolata delle cartelle esattoriali che come da modifiche definite prima della pubblicazione riguarderà tutti gli agenti della riscossione quindi non solo Equitalia.

NormativaL’art. 6 del decreto prevede che relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi, gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento integrale, anche dilazionato, entro il limite massimo di quattro rate, sulle quali sono dovuti gli interessi nella misura di cui all’articolo 21, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973:

  • delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;
  • di quelle maturate a favore dell’agente della riscossione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, a titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Dal punto di vista pratico la definizione agevolata potrà riguardare le somme iscritte a ruolo relative a importi non versati di Irpef, Ires, Irap e contributi previdenziali e assistenziali; il contribuente sarà tenuto a versare la maggiore imposta evasa, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio (da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo) e di spese di rimborso per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Anche i ruoli emessi da Regioni, Province, e Comuni, quali ad esempio relativi all’Ici rientrano nella rottamazione.

Sulla cartelle per violazione del codice della strada si pagherà per intero la sanzione, cioè la multa, escludendo comunque gli interessi comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti dalla legge di depenalizzazione del 1981 (articolo 6, comma 11).

Anche i soggetti che hanno già in essere un piano di rateazione potranno accedere ad uno sgravio di sanzioni e interessi di mora sulle rate ancora dovute, ma non otterranno sconti su quanto già pagato; inoltre è previsto che devono risultare rispettati i versamenti con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016.

Esempio praticoUn contribuente riceve a novembre del 2015 una cartella di pagamento da cui risulta una maggiore imposta Irpef da versare pari a 2.000 euro e altri oneri aggiuntivi quali:

  • Sanzioni pari al 30% dell’imposta da versare (art.13 D.Lgs 471/97) pari a 600 €
  • Interessi per ritardata iscrizione a ruolo (art.20 del D.P.R. 602/73) per € 300 (a scopo esemplificativo).
  • Interessi di mora (art. 30 del D.P.R. 602/73) € 400.
  • Aggio della riscossione € 312 (art.17 D.Lgs 112/99); l’Aggio per i ruoli emessi dal 1/01/2013 al 31/12/2015 è pari all’8% per pagamenti effettuati dopo 60 giorni dalla notifica della cartella.
  • Spese di notifica 6 euro.
  • Totale a debito € 3.618

Per effetto della rottamazione lo stesso contribuente verserà:

  • la maggiore imposta Irpef per € 2.000;
  • interessi per ritardata iscrizione a ruolo € 300;
  • aggio della riscossione (calcolato solo sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo) per € 184;
  • spese di notifica € 6
  • per un totale di € 2.490

La percentuale di risparmio nel caso specifico si attesta attorno al 32%.

 

Tags: , ,