di Vito Surico

un momento della presentazione del libro "SalviAMO la pelle". Da sinistra: Maria Pia Di Medio, Ignazio Zullo e Vanni Zambetta

un momento della presentazione del libro “SalviAMO la pelle”. Da sinistra: Maria Pia Di Medio, Ignazio Zullo e Vanni Zambetta

“Quando ad ammalarsi di leucemia è un medico” è il sottotitolo del libro “SalviAMO la vita” del dott. Vito Matarrese, medico chirurgo che ha vissuto la malattia: «una storia intensa e coinvolgente» ha spiegato il prof. Luca Gallo durante la presentazione del volume organizzata dall’Università della Terza Età di Cassano delle Murge, in collaborazione con l’A.M.C.I. (associazione medici cattolici) presso la sala conferenze della Banca di Credito Cooperativo.

Un libro, quello del dott. Matarrese, che dà sì informazioni scientifiche, ma allo stesso tempo mette in evidenza il vissuto del malato che spesso si sente solo e smarrito: «Matarrese ripercorre i vari momenti della sua malattia», ha aggiunto Gallo, «prende coscienza della vita del malato, dalle cure alla centralità dell’uomo. Anche il personale medico dovrebbe prendere coscienza di questa umanità del malato, imparando a praticare scelte umane e consapevoli per privilegiare l’uomo in tutta la sua interezza».

Il prof. Gallo ha parlato di “pedagogia del dono”, vista l’importanza che riveste il donatore nella cura del malato (nel libro si parla anche del fratello del dott. Matarrese che gli ha donato il midollo per curarsi dalla malattia, ma il concetto di “pedagogia del dono” può essere esteso a tutti coloro che donano una parte di se stessi per gli altri), sottolineando come altri aspetti fondamentali presenti nel volume siano quelli etici, il concetto di prevenzione e la proposta di aprire un sportello oncologico di medicina cutanea preventiva.

«Nel libro sono trattati argomenti importanti da affrontare», ha aggiunto il sindaco, dott.ssa Maria Pia Di Medio, che nel ruolo di primo cittadino e medico di famiglia deve affrontare questi problemi sotto un duplice aspetto: «un sindaco ed un’amministrazione sono responsabili della prevenzione sul territorio ma, allo stesso tempo, sono i principali interlocutori delle istituzioni sanitarie» e devono, quindi, far sì che queste funzionino correttamente, garantendo ai cittadini tutti i servizi possibili». Da medico, la dott.ssa Di Medio, ha spiegato le difficoltà principalmente nel comunicare al paziente la necessità di una visita specialistica, magari invasiva, per una sospetta malattia: «vantaggio dei medici di famiglia è che conoscono il paziente da anni, basta uno sguardo, a volte, per capire che c’è qualcosa che non va. Ma quanti medici vengono educati a mettersi dalla parte del paziente? Non è facile comunicare certe diagnosi e indirizzare i pazienti a determinate cure o visite». È stato in gamba, perciò, il dott. Matarrese, perché raccontando la sua esperienza parla da paziente e non solo da medico: così il suo vissuto può arrivare davvero a tutti.

Il “coraggio” di Vito Matarrese è stato evidenziato anche dal dott. Vanni Zambetta, dirigente medico legale del “Miulli” ed esponente dell’A.M.C.I.: coraggio nell’infrangere la sfera della propria riservatezza, mettendo a disposizione di medici e pazienti un vero e proprio manuale per la prevenzione. Zambetta si è soffermato su un aspetto importante del libro: la proposta di Matarrese di ripensare un sistema sanitario basato sulla “medicina delle 4P”: personalizzazione, predizione, partecipazione e prevenzione. Ma un aspetto cruciale trattato nel volume è proprio la proposta di apertura di uno sportello oncologico per la medicina cutanea, strumento che potrebbe ridare dignità al malato che ha subito difficili interventi che lasciano il segno.

Ma non è facile pensare a questo tipo di sportello, ha spiegato il dott. Ignazio Zullo, medico e consigliere regionale, anche per via dei vincoli di bilancio che, con l’inserimento del pareggio in Costituzione, pongono la questione economica allo stesso livello della tutela della salute (entrambi concetti tutelati dalla nostra Carta): per Zullo, un metodo più efficace sarebbe quello della formazione del personale medico e dell’informazione.

La medicina ha fatto grossi passi in avanti, ha sottolineato Zullo, ma oggi la sanità deve far fronte a nuove esigenze: «dobbiamo essere in grado di coniugare gli infiniti bisogni delle persone con le finite risorse disponibili». E in quest’ottica assume un valore rilevante la prevenzione e la predizione, di cui pure Matarrese parla nel suo libro.

Un libro che, ha aggiunto don Tommaso Lerario, cappellano presso strutture ospedaliere, aiuta a guardare ad una «pedagogia della salute». Don Tommaso ha seguito, seppur a distanza, il percorso del dott. Vito Matarrese: «non si è mai abbandonato alla malattia, ha affidato al diario il percorso che stava vivendo, da paziente e da medico. Questo libro è espressione di chi non si è lasciato andare dimostrando di amare la vita». Don Tommaso Lerario, infine, ha spiegato tutto il ricavato del libro verrà per metà donato all’AIL e per metà al progetto “Miulli for Madagascar”.

«Il libro», ha concluso il prof. Renato Tria, vicepresidente dell’UTE cassanese, «è un manuale che ci insegna che la malattia si può affrontare con serenità».

 

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