di Vito Surico

da sinistra: Mario Dabbicco, coordiatore regionale di Libera, Marco Di Napoli, ex Procuratore della Repubblica, e Doriana Paciolla, capo Scout durante l’incontro di formazione per la partecipazione alla XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno

“Terra. Solchi di verità e giustizia” è il tema della marcia organizzata da Libera in occasione della XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di mafia.

Terra come quella deturpata dalle azioni criminose dei mafiosi. Terra come quella che ha bisogno del proprio “capitale umano” più puro e pulito affinché venga piantato il seme dell’antimafia sociale per sconfiggere soprusi, prepotenze e crimini.

Verità e giustizia per le oltre novecento vittime innocenti di mafia, che con le loro storie, con i loro nomi chiedono che tutto ciò abbia finalmente fine.

Cassano delle Murge si prepara a partecipare, il prossimo 21 marzo, a Foggia, alla marcia di Libera con una delegazione composta dagli Scout del Gruppo AGESCI, dai ragazzi della parrocchia Santa Maria Assunta e dagli studenti dell’IISS Leonardo da Vinci. Un appuntamento, quello di mercoledì prossimo, al quale i ragazzi cassanesi vogliono arrivare “preparati”, vogliono che tutti siano coscienti dei temi e delle motivazioni che spingono a partecipare alla manifestazione e a chiedere, a voce alta, un mondo più pulito e fatto convivenza civile. Un mondo in cui non si corra il rischio di finire sulla traiettoria di pallottole sparate durante una faida tra “famiglie”.

Per farlo, ieri, nell’auditorium “Maria Lassandro” del “da Vinci” i ragazzi hanno incontrato il coordinatore regionale di Libera Mario Dabbicco e l’ex Procuratore della Repubblica Marco Di Napoli, introdotti dalla prof.ssa Dora Luiso e dalla capo Scout Doriana Paciolla che hanno sottolineato l’importanza della formazione, della collaborazione e il ruolo che la cittadinanza attiva può svolgere per piantare quel seme di legalità, verità e giustizia di cui tanto si sente il bisogno.

Dabbicco e Di Napoli hanno dialogato con i ragazzi cassanesi sottolineando come «l’impegno per la legalità sia una premessa di giustizia».

Atroci e commoventi le testimonianze portate da Marco Di Napoli, che nella sua carriera si è trovato di fronte a storie assurde nel loro essere crudeli. La storia di Michele Fazio, ad esempio, 16enne ucciso a Bari nel luglio 2001, la cui unica colpa era quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: passeggiava per Bari Vecchia e si è ritrovato in un conflitto a fuoco tra componenti del clan Capriati e affiliati degli Strisciuglio. Colpito da un proiettile vagante. O la storia di Angelica Pirtoli, 2 anni appena, era in braccio alla mamma quando fu freddata per una vendetta privata della moglie del boss. Nulla da fare anche per lei. O ancora quella di Renata Fonte, assessora a Nardò, uccisa a 33 anni sulla porta di casa perché contrastava la speculazione edilizia a Porto Selvaggio. «È lungo l’elenco delle vittime innocenti di mafia – ha detto Di Napoli – e dobbiamo capire, tutti, che serve un netto contrasto a queste azioni. Con la mafia non si può convivere. La mafia, come ha affermato Papa Francesco, puzza».

Si era in pochi, ieri, nell’auditorium del liceo, ma anche così, ha concluso Di Napoli, «la nostra presenza disturba. La presenza di chi non accetta il silenzio, l’omertà, l’indifferenza. Dobbiamo tornare ad “occupare” i territorio. È questa la risposta migliore alla corruzione, alla criminalità e alla mafia», proprio come quando vengono sottratti i beni alla mafia per essere riutilizzati a favore delle comunità («i loro beni sono segni di potere che così facendo si sgretola»).

E anche se pochi, ha sottolineato don Francesco, parroco della Chiesa Matrice, in auditorium c’erano le vittime innocenti pugliesi, le loro storie su ognuna delle sedie. Ed è per loro, per le oltre 900 persone ingiustamente uccise dalla mafia che mercoledì prossimo, 21 marzo, i ragazzi cassanesi porteranno la loro voce a Foggia.

 

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