se-sai-sognare-13-004di Vito Surico

Presentato già l’anno scorso, I Malavoglia hanno riportato in scena ieri, sabato 13 luglio, lo spettacolo “Se sai sognare…” presso l’oratorio Santa Maria Assunta di Cassano delle Murge.

«Non sono concepibili tutte quelle differenze con le quali siamo soliti additare chi apparentemente ci sembra diverso», scrivevano dall’associazione nell’annunciare lo spettacolo e il sipario si è aperto su una scena tratta dal film “Lenny” in cui Dustin Hoffman spiega ad un variegato pubblico come non esistano ‘negri’, ‘mangia-spaghetti’ o ‘giudei’, ma che siamo tutti uguali poiché è «la repressione di una parola che le dà violenza, forza, malvagità».

Poi la scena cambia, ad essere proiettate, sulle note di “Cosa resta” degli Africa Unite, sono le immagini della società nella quale viviamo segnati da continui tentativi di “distrazione dell’attenzione”, una società in cui “il potere di questo circo impastato di fango illumina letti, tacchi e profumi di pelle giovane”, in cui i potenti “fingono e fungono da luccichio per le allodole distogliendo il gregge dalle importanti, reali, personali e ricorrenti problematiche” finendo per cucirsi addosso “il loro diritto su misura, l’ingiusta giustizia è ormai consuetudine senza senso, come un’abitudine diventa consenso”: immagini di guerre e rivolte si alternando sullo schermo alla realtà patinata del gossip e dei lustrini dello spettacolo che distolgono la mente dello spettatore televisivo dalle reali problematiche politiche e sociali, immergendolo in una realtà finta della quale è prigioniero ed alla quale non è capace di reagire tanto che è ormai la tivvù a guidarlo, è diventato una marionetta che crede a tutto ciò che gli vien detto o mostrato e che può essere indirizzato a piacimento dai detentori del potere.

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Ma la ricerca della verità spinge l’uomo a viaggiare indossando una maschera che rappresenta tutti i suoi stati d’animo. E così l’uomo viaggiatore comincia a vedere il mondo con i propri occhi, visitando l’Europa, l’Africa: nel viaggio l’uomo conosce e vede, impara che il suo simile è un animale vittima della sua stessa sete di potere. Uomini che si ammazzano per potersi mettere in testa una corona e che, nello stesso momento, diventano dei ‘maiali’ guidati dal mero istinto e senza un briciolo di rispetto per il proprio simile. Uomini che condannano altri uomini per il semplice gusto di offrire alla folla un capro espiatorio, un proprio simile da additare e giudicare che li faccia sentire migliori e dimenticare le proprie piccole e quotidiane nefandezze.

E così la dimensione del sogno la fa da padrona, la voglia di cambiare il mondo poiché “è necessario trovare le risposte per poter cambiare la realtà prima di tutto dentro di noi” non restando inerti dinanzi alle ingiustizie ma combattendole e ribellandosi.

Durante lo spettacolo, dal messaggio intenso e profondo, i ragazzi de “I Malavoglia” hanno messo in scena le proprie ‘specialità’, esibendosi in danze e ‘numeri’ di giocoleria sempre più elaborati: dalle classiche palline alle clave, fino ai giochi con il fuoco che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso. A dimostrazione di una crescita artistica costante.

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“I Malavoglia” torneranno in scena il prossimo 10 agosto, con la terza edizione di “Arti Superiori” che già l’anno scorso ha ottenuto un grande successo: un momento per riflettere oltre che per divertirsi.

 

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