A proposito della Villa dei Caduti, è bene precisare che si tratta di una manutenzione effettuata attraverso l’accensione di un mutuo. Si, attraverso un mutuo di 185.000 euro con la Cassa Depositi e Prestiti, procedendo velocemente in vista delle prossime elezioni amministrative a rifare il look alla Villa dei Caduti.

Ma cos’è la Cassa Depositi e Prestiti?

E’ la cassa che gestisce e investe i soldi depositati dai risparmiatori sui libretti e sui buoni fruttiferi alle Poste: sono i denari di 24 milioni di pensionati, giovani e famiglie.

La cassa prima era un ente pubblico con determinate ‘finalità pubbliche’, poi divenuto SpA, controllato oggi per il 70% dal pubblico e per il 30% da fondazioni bancarie, e con la ‘tremontizzazione’ della finanza del 2003, si cambia appunto la sua forma giuridica in Società per Azioni, si apre alle fondazioni bancarie e si ammettono ai finanziamenti anche i privati e gli imprenditori, per consentire loro mega opere pubbliche infrastrutturali (autostrade, il cosiddetto MOSE ossia l’opera faraonica prevista a Venezia per la difesa dall’acqua alta, ecc.) con rendimenti elevati per le sole banche.

La Cassa Depositi e Prestiti presta i soldi secondo regole impensabili per una banca, però si comporta come un istituto bancario privato.

A questo punto, ci chiediamo un po’ di cosette.

Quanti cittadini e risparmiatori cassanesi sanno che i lavori effettuati sulla Villa dei Caduti sono realizzati con un bel mutuo?

Quali sono i tassi di interesse che i cittadini cassanesi ed i loro figli pagheranno?

Il tasso è fisso o variabile?

In quanti anni è spalmato l’ammortamento?

E poi, siamo sicuri che il risparmio postale sia garantito dallo Stato?

Il ricorso ad un mutuo, è frutto della finanza innovativa e creativa locale e della grande inventiva modaiola di indebitare gli enti, peraltro in piena distonia con la cura dimagrante tre-montiana?

Ricorrere all’indebitamento, non dovrebbe essere un’estrema necessità da utilizzare in modo diligente e intelligente?

La Cassa è un mezzo per aggirare il patto di stabilità od una macchina per incrementare il debito pubblico?

Si badi bene, su questo mutuo c’è scritto: “maneggiare con cura e prestare debita attenzione alle avvertenze”!

Ma l’innovazione e la creatività del sistema fiscale e finanziario cassanese, invece di tradursi soltanto nel restyling di una piazza, perchè non si sforza di tramutarsi nella capacità di attrarre investimenti, o meglio, nel preoccuparsi a far tornare i cervelli dei tanti concittadini in fuga dal nostro amato territorio?

E tutto questo, lo si fa per far sembrare Cassano più bella ma con più debiti gravanti sulle future generazioni?

Perché non è stato chiesto ai cittadini/contribuenti come utilizzare i loro soldi?

Dal nostro punto di vista, sarebbe stato meglio pensare alla sicurezza ed al monitoraggio statico e strutturale delle scuole cassanesi, attrezzare l’asilo in zona Sacro Cuore con un montavivande, investire nella banda larga e nei servizi pubblici locali, nell’edilizia popolare e in tanto altro ancora.

Ma come si fa, in un momento così drammatico per i cittadini, a spendere soldi pubblici per ‘farsi il vestito nuovo’ e non per investimenti utili alla crescita economica della città, quando dovrebbe essere prioritario sostenere chi è in difficoltà economica, adottare una fiscalità più equa differenziando le aliquote della tassazione sul reddito, e non come fatto dalla Giunta Di Medio, che ha applicato un’unica aliquota dello 0,8% dagli € 15.001 in su, senza prevedere ulteriori fasce di progressività per la tassazione?

No grazie, preferiamo una Cassano sicuramente migliore, ma più efficiente e meno sprecona.

Il motto della Cassa Depositi e Prestiti è: “Facciamo Crescere l’Italia”.

Noi rispondiamo: Cassano vuole crescere, ma con idee innovative e sane, senza sottoscrivere nuovi debiti e soprattutto seguendo un’agenda politica che sia in sintonia con i desideri dei propri cittadini. Ma per tutto ciò, cari concittadini, ‘manca poco’.

 

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