In Siria il conflitto dura da più di sette anni. Gli eurodeputati ne hanno discusso il 17 aprile. Ecco cosa ha fatto finora il Parlamento europeo per arginare la crisi siriana.

Sette anni di combattimenti hanno prostrato la popolazione del paese. Siamo di fronte a una delle più gravi crisi umanitarie dalla fine della seconda guerra mondiale. Durante l’apertura della sessione plenaria, il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha condannato fermamente il sospetto uso di armi chimiche da parte del regime siriano: “Il Parlamento deve dire forte e chiaro che l’uso di armi chimiche è inaccettabile e rappresenta un limite che non può essere superato impunemente”.

I leader dei gruppi politici si sono uniti alla condanna dell’uso di armi chimiche. La maggior parte ha espresso sostegno agli attacchi mirati lanciati da Francia, Stati Uniti e Regno Unito a siti di produzione di armi chimiche in Siria, ma si sono anche levate critiche ai tre paesi per aver operato senza un mandato internazionale.

Rivolgendosi all’assemblea il 17 aprile 2018, l’Alta Rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha ricordato che “non c’è una soluzione militare per la guerra”. Ha chiesto all’UE di usare tutto il proprio capitale politico per spingere le parti in conflitto al tavolo dei negoziati.

Nella risoluzione adottata dal Parlamento europeo il 15 marzo gli eurodeputati hanno condannato la violenza in Siria che non solo non accenna a fermarsi ma aumenta. Hanno anche accusato il regime di Assad e gli alleati Russia e Iran di “crimini terribili” e richiesto una “cooperazione globale intensa e nuova per raggiungere una soluzione al conflitto che sia pacifica e duratura”.

La risposte dell’UE al conflitto in Siria

Ci sono più di 13 milioni di persone in Siria che necessitano di aiuti umanitari. 5,6 milioni di persone hanno già lasciato il paese. Una scuola su tre è stata danneggiata o distrutta e il 35% delle famiglie siriane non ha un accesso sicuro all’acqua.

L’UE è il più grande fornitore di aiuti umanitari nella crisi siriana. Dallo scoppio del conflitto nel 2011, l’UE e gli stati membri hanno dato più di €10,6 miliardi di aiuti. L’Unione europea fornisce anche aiuti ai paesi confinanti che si trovano ad accogliere i rifugiati come Giordania, Libano e Turchia. L’UE e l’ONU co-presiedono il 24 e 25 aprile a Bruxelles la seconda conferenza “Sostenere il futuro della Siria e della regione” per discutere dei finanziamenti per gli aiuti.

Il Parlamento europeo continua a chiedere la fine delle violenze in Siria sulla base della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite.

Fonte: Parlamento europeo