loredana-capone“La regione Puglia ha messo in campo una politica industriale che sta dando i suoi frutti e una programmazione delle risorse europee che con significative azioni ponte si sta gia legando alla nuova programmazione europa 2020. Solo nelle ultime due giunte abbiamo approvato investimenti per 150 milioni di euro un terzo dei quali in ricerca e innovazione. Ma Senza politiche nazionali coerenti, nessuna politica regionale del Sud come del resto del paese risulterà efficace”.

L’ha detto l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone intervenendo a Bari alla sesta edizione del Forum “Osservatorio Mezzogiorno”.

“La prima politica per lo sviluppo è cambiare le regole del patto di stabilità. Negoziare a Bruxelles spese di flessibilità, nettizzare il cofinanziamento nazionale della spesa comunitaria. Per questo vincolo capestro la Puglia non può più spendere”. “Il divario tra il Sud e il resto del Paese è aumentato dalla crisi del 2008 per l’assenza di politiche nazionali di contrasto alla crisi”, ha spiegato l’assessore.

“Non c’è politica industriale, della ricerca e dell’innovazione, del credito e finanza, delle infrastrutture. Non c’è nemmeno una politica di investimento nel Sud, il Mezzogiorno è sparito dall’agenda politica di tutti gli ultimi governi. Le politiche di coesione da sole non sono sufficienti a contrastare la crisi soprattutto se sono sostitutive e non aggiuntive. Il Sud paga oggi l’assenza di un quadro nazionale di politiche per lo sviluppo”.

“La Puglia – ha continuato Loredana Capone – non è un’isola felice, ma una regione che è all’interno della crisi italiana. Basta però guardare i dati Istat o della banca d’Italia che dipingono la Puglia come un’eccezione nel Mezzogiorno per la sua capacità di spesa, per gli investimenti in ricerca e innovazione e per la performance nelle esportazioni per la quale la Puglia è risultata in vetta alla classifica italiana nel primo trimestre del 2014″. “Con i nostri bandi abbiamo prodotto investimenti per circa 2,5 miliardi, la metà dei quali rivolti a sostenere ricerca e innovazione. Con i soli Contratti di Programma – 44 quelli attivi – abbiamomovimentato in tutto 1,107 miliardi di investimenti e trattenuto multinazionali che volevano andar via”. “Sono state agevolate migliaia di imprese che hanno prodotto eccellenze straordinarie, come quella del distretto della meccatronica, riconosciute da autorevoli ricerche e da tutti i maggiori quotidiani e settimanali economici. Grazie alle politiche regionali sono cresciute start up e imprese innovative”.

“Adesso – ha concluso l’assessore – stiamo lavorando alacremente alla nuova programmazione con strumenti innovativi. Ciononostante è necessaria una politica industriale nazionale ed è necessario concertare queste politiche, perché se tutti hanno un ruolo preciso, è importante che l’obiettivo sia comune e il percorso vada in un’unica direzione: la crescita dell’Italia intera, unica e indivisibile anche nello sviluppo”.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Puglia – Sistema Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo, Economia, Imprese, Pubblica Amministrazione – Redazione Sistema Puglia