Un omaggio a Cesare Colafemmina, quello di ieri, giovedì 16 maggio, nella sala conferenze della biblioteca comunale. Il terzo appuntamento del Maggio Letterario 2013 ha raccolto, attorno al ricordo del grande studioso di ebraismo, professori e colleghi come Pasquale Cordasco, Daniele Chiarulli, Filippo Maria Boscia e Candida Tangorra.

A fare gli onori di casa l’editore e amico del Colafemmina, Nicola Surico, che ha ricordato la priorità data dall’autore a queste due ultime opere (“Amare Dio nella stagione del Cantico” e “I Cristiani, cittadini del cielo, alieni sulla terra?”), tralasciando una raccolta di epigrafi dalla lunga gestazione. Opere considerate un vero e proprio testamento spirituale, che il Colafemmina ha dedicato alla famiglia.

Pasquale Cordasco, docente dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha parlato di Colafemmina ricordando le doti di studioso di ebraismo, di archeologia e filosofia, oltreché di uomo dalla carica umana inesauribile, cantiere di iniziative che l’editore Surico ha aiutato a mettere alla luce attraverso i suoi libri.

La presidente della sezione AMCI di Acquaviva delle Fonti (Associazione Medici Cattolici Italiani), Candida Tangorra, ha motivato il coinvolgimento dell’associazione le cui caratteristiche, ecclesiali oltre che mediche, sono comuni anche al professor Colafemmina. A cominciare dal pieno rispetto per la vita, dallo stato embrionale sino all’ultimo momento, l’importanza della preghiera anche nei momenti più difficili.

Presente anche il presidente Nazionale AMCI, Filippo Maria Boscia, che ha ripercorso le tappe della vita di Colafemmina studente, della passione dimostrata per gli studi, della curiosità per il mondo ed in particolare la personale riflessione sulla religione ebraica quale genitrice di quella cristiana. Tutte caratteristiche che “hanno contribuito assieme a ‘costruire’ l’uomo Colafemmina“.

A sottolineare la forza evocativa delle parole del prof. Colafemmina, il dottor Daniele Chiarulli già direttore del Centro Studi Miulli. “Attingeva termini da ogni dove pur di riuscire a rendere l’idea della parola di Cristo”. Particolare anche la riflessione sul concetto di nazione che, in qualità di storico, era riuscito a conoscere “anche quando l’Italia ha smesso di esserlo, ossia durante l’epoca fascista”; pensiero da cui è nata l’idea di ‘unione fra Gesù e Patria’.

Giuseppe Musella, in qualità di presidente dell’associazione “Amici della Biblioteca”, ha dato il suo contributo parlando del professore mettendone in luce l’aspetto ‘civico’, religioso, umano e spirituale, senza dimenticare quello del Colafemmina poeta. “I suoi cantici sono poesie bibliche che riescono a collegare esigenze civiche ad un linguaggio prettamente poetico”.

Annarita Mastroserio

 

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