di Giulia Masiello

“Simbolo universale della vita”, l’opera di Nicola Mastroserio in mostra alla Triennale di Roma 2017

Manca ormai pochissimo alla presentazione di uno degli eventi artistico-culturali più importanti a livello nazionale, a cui anche il cassanese Nicola Mastroserio parteciperà con il suo Simbolo universale della Vita.

Annunciata già qualche mese fa, la mostra avrà luogo a Roma, nelle sale del complesso del Vittoriano, cuore della città da sempre considerata Aeterna, da cui prende il nome il tema della rassegna stessa. Questa “imponente” cornice la Triennale di Arti Visive ospiterà, dunque, le opere di numerosissimi artisti contemporanei, il cui scopo è quello di “favorire e sviluppare gli studi di storia dell’arte mantenendo viva l’eredità culturale italiana, vale a dire con una salda memoria della tradizione”.

Espressione di questo importante progetto è proprio il Simbolo universale della Vita, che secondo l’autore cassanese, nonché fondatore del Cellulismo, rappresenta «l’origine vivente del creato», nella cui essenza «scorre l’eternità».

Nell’opera di Mastroserio, che per l’occasione è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità, questo Simbolo della Vita non è altro che la «forma intelligente che genera modelli matematici chiamati creature» che riflettono a detta dello stesso «una elaborazione cosmica oltre l’umana concezione» e dove «quel che si considera umano non è stato mai umano, materia e non materia sono della medesima origine, la forma non ha forma e il tempo non ha tempo e muta senza mai mutare».

In tutto questo «splende la luce eterna dell’amore che genera creature»: ecco, l’amore eterno è la più «grande risorsa», afferma Mastroserio, l’elemento che rende «sacra la vita umana» caratterizzata da «semplicità, comprensione e compassione», indispensabili per «piegare la sofferenza, la povertà, le malattie e l’ignoranza», e per «illuminare i limiti della umana esistenza affinché diventino la forza di ognuno nella unità vivente».

In questo modo, spiega l’autore si esaudisce e concretizza il concetto di Cellulismo, attorno al quale tutto ruota, quindi sarà restituita «l’opportunità agli esseri umani di una degna esistenza, l’opportunità di essere e di divenire» per fare ritorno poi a quella libertà, condizione necessaria per vivere senza distinzioni alcune e custodire l’essenza dell’essere e dell’intero pianeta.

La mostra sarà inaugurata dal critico d’arte Achille Bonito Oliva con l’intervento del Conte Daniele Radini Tedeschi sabato 1 aprile e sarà aperta al pubblico gratuitamente già dal 26 marzo fino al 23 aprile 2017.

 

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