randagi

di Margherita Giordano

Da tempo mi chiedo se sia possibile pensare alla raccolta differenziata senza porsi il problema del destino di migliaia di animali randagi lasciati in balia della loro triste sorte. Documentandomi su internet, scopro che tanti come me si chiedono che fine faranno i tanti cani e gatti che, senza alcuna assistenza da parte di cittadini e Comuni, finiranno i loro giorni nel modo più triste e vergognoso che si possa anche solo immaginare. Le bestiole abbandonate, rese folli dai traumi subiti a causa della fame e del caldo – con la rimozione dei cassonetti dovuta alla raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta nessuno più può predisporre contenitori per cibo e acqua – tenderanno a mostrarsi aggressive anche con chi intende soltanto aiutarli. Basterebbe che i commercianti mettessero fuori ai negozi delle ciotole con acqua e cibo, almeno per dissetare e rifocillare gli animali che vagano da giorni. Così si eviterebbe la presenza in città di cani in cattività, oppure semplicemente organizzare, in collaborazione con i supermercati cittadini, una raccolta di cibo destinata ai randagi con il piccolo contributo di ogni cittadino.

Potrei pensare addirittura all’istituzione in ambito comunale di un GARANTE PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI, perché no?

Il Garante degli Animali, potrebbe essere nominato con decreto del Sindaco e designato tra coloro che siano di riconosciuta esperienza e professionalità nella materia dei diritti degli animali e che non svolgano alcuna attività in conflitto con il ruolo. Il Garante non percepirebbe alcun compenso, rimanendo in carica per la durata del mandato del Sindaco senza essere confermato per più di una volta.

Si potrebbe procedere alla nomina del Garante attraverso avviso pubblico al fine di individuare un soggetto di alto profilo che possa ricoprire questo ruolo e svolgere le funzioni ad esso associate nel modo più trasparente possibile e animato da reale passione per la materia e amore per gli animali.

Il garante andrebbe a: ricevere le segnalazioni ed i reclami da parte dei cittadini, denunciare e segnalare all’Autorità Giudiziaria i reati nei confronti degli animali, dare impulso ad indagini da parte della Polizia Locale, della ASL e di altri enti. A queste funzioni basilari si aggiungerebbero quelle relative all’implementazione di progetti e campagne di sensibilizzazione volte ad educare i cittadini ad un corretto rapporto con gli animali, campagne volte a contrastare il diffuso fenomeno dell’abbandono, progetti per migliorare l’esistenza degli abitanti non umani e di prevenzione e lotta ai maltrattamenti.

Il Garante nominato dovrebbe altresì svolgere la funzione di segnalare alla Giunta e al Consiglio l’opportunità di adottare provvedimenti e, dunque, formulare proposte concrete supportando l’attuazione di linee guida per lo sviluppo di azioni finalizzate alla tutela degli animali. Alla figura del Garante verrebbe anche affidata la funzione di mantenere rapporti di collaborazione con i servizi veterinari dell’ASL, con le numerose associazioni attive nel campo della protezione degli animali, dalle quali dovrà raccogliere proposte e suggerimenti Egli dovrà infine redarre un rapporto annuale sull’attività svolta e sulla condizione degli animali sul territorio cittadino.

Il Garante rappresenterebbe non solo una nuova figura a supporto delle politiche messe in campo dall’Amministrazione in materia di tutela degli animali, ma anche un ulteriore strumento di partecipazione dei cittadini alla gestione della materia.

E non si dica che con la crisi non c’è posto per queste iniziative, ognuno di noi dovrebbe riflettere e pensare che questa è una questione che ci riguarda tutti. In momenti difficili come questi, con una città alle prese con mille problemi, anche il randagismo assume aspetti allarmanti. Presenti da decenni sul territorio i volontari hanno compiuto considerevoli passi in avanti su tutto il territorio italiano, progressi spesso spazzati via da ordinanze anti animaliste e da burocrati sordi. Ci auguriamo pertanto di voler dedicare nel più breve tempo possibile la promessa attenzione all’assunzione delle iniziative necessarie per affrontare, e man mano risolvere, il problema del randagismo sul territorio cassanese e non solo.

 

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