“Nei prossimi dieci anni 500mila imprenditori dovranno porsi il problema della trasmissione d’impresa. Nel frattempo due milioni di giovani tra i 18 e i 35 anni si sentono pronti a diventare imprenditori. Per non perdere un valore straordinario di conoscenze, competenze e relazioni con il mercato è necessario che il nostro Paese individui un modello capace di facilitare la staffetta generazionale.

L’anno scorso hanno chiuso 250mila imprese, pensiamo che perlomeno la metà fossero appetibili per un eventuale acquirente”. Lo ha sottolineato il presidente della Cna, Ivan Malavasi, intervenendo a “Ereditiamo – Trasmissione di imprese, arti e saperi”, il convegno che si è tenuto al Palazzo delle Esposizioni a Roma con la partecipazione di imprenditori e politici.

Con questa iniziativa, la Cna, sviluppando una sinergia virtuosa tra le rappresentanze interne dei pensionati e dei giovani, ha inteso avviare un’attenta e approfondita riflessione sulla questione strategica della trasmissione generazionale.

La piccola impresa rappresenta il cuore pulsante del tessuto economico, sociale e culturale italiano, un patrimonio materiale e immateriale di inestimabile valore che occorre saper trasferire con intelligenza e lungimiranza alle generazioni chiamate a vincere la sfida del futuro. Ma con un tessuto produttivo di piccole imprese (nelle quali la presenza dirigenziale è ridotta e la continuità difficilmente può essere assicurata dai manager) il tema della trasmissione d’impresa diventa decisivo.

La proposta di Cna prevede una cessione programmata e accompagnata. Lo strumento individuato è una sorta di corridoio di sicurezza segnato da agevolazioni fiscali e contributive con un profilo giuslavoristico ad hoc finalizzato esclusivamente alla cessione d’impresa. La chiave di tutta l’operazione è racchiusa nella individuazione della platea potenziale di imprenditori senior disposti a cedere la propria impresa e, contemporaneamente, nella selezione di giovani interessati all’acquisizione, da formare come imprenditori attraverso specifici percorsi. La detassazione nel progetto è fondamentale. Ma è bene chiarire che l’impatto di questo intervento sui conti pubblici risulterebbe ampiamente compensato dall’incremento dei tributi diretti, perché l’impresa, invece di chiudere, una volta ceduta continuerebbe a generare lavoro, ricchezza, entrate tributarie.

Fonte: CNA – Sistema Puglia, Piccole e Medie Imprese – Redazione Sistema Puglia