Le elezioni alla presidenza del Venezuela indette per il 20 maggio dovrebbero essere sospese fino a quando non vi siano condizioni necessarie per elezioni attendibili e trasparenti.

In una risoluzione messa al voto giovedì 3 maggio 2018 e approvata con 492 voti favorevoli e 87 contrari, gli eurodeputati hanno chiesto la sospensione immediata delle imminenti elezioni presidenziali.

Libere elezioni

Il Parlamento europeo ha informato il regime del Presidente Maduro della decisione di riconoscere soltanto l’esito di una competizione elettorale condotta nel rispetto dei principi di uguaglianza, correttezza e trasparenza.

Qualora il regime venezuelano non dovesse revocare la messa al bando degli oppositori politici, si rifiutasse di liberare i prigionieri politici e non si attivasse per assicurare le adeguate garanzie necessarie a un processo elettorale pienamente democratico, il Parlamento europeo non riconoscerà l’esito delle elezioni.

“Delle elezioni che non riescono a garantire il rispetto per i principi fondamentali della democrazia sono illegittime e non possono quindi essere approvate dalla comunità internazionale e in particolare dall’Unione Europea. Ecco perché l’unica soluzione possibile è sospendere le elezioni fino a quando non sia possibile assicurarne completamente l’indipendenza e il pluralismo”, ha dichiarato il Presidente della delegazione per le relazioni con i paesi del mercato comune dell’America meridionale (Mercosur, composto da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) Francisco Assis, deputato portoghese dei Socialisti e democratici.

La situazione in Venezuela

Il Venezuela sta affrontando una seria crisi economica e politica. L’inflazione ha lasciato milioni di persone senza mezzi per comprare cibo e medicine e l’opposizione, insignita del Premio Sacharov 2017, è stata interdetta dalle elezioni.

Non è la prima volta che il Parlamento europeo si rivolge al governo venezuelano per incitarlo a occuparsi del deterioramento dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto nel paese. Nel 2017 gli eurodeputati hanno condannato la decisione della Corte Suprema del Venezuela di sospendere i poteri dell’Assemblea nazionale e hanno accusato il regime di reprimere i dissidenti con la violenza.

A febbraio gli eurodeputati hanno chiesto di estendere le sanzioni dell’UE al Presidente Nicolás Maduro e altri esponenti dell’esercito, ritenuti i responsabili della crisi in Venezuela. Il Parlamento aveva avvertito il governo venezuelano che non ci sarebbe stato riconoscimento delle elezioni senza regole di voto concordate con l’opposizione e aveva chiesto di liberare tutti i prigionieri politici.

Il Presidente Antonio Tajani in aprile ha ribadito che sarà compito di un governo legittimo, risultato di elezioni corrette e trasparenti, quello di ristabilire la legalità e occuparsi dell’aumento della polarizzazione. Il nuovo governo dovrà anche affrontare l’enorme crisi migratoria: ad oggi hanno già lasciato il paese circa 2 milioni di persone.

Francisco Assis ha fatto notare come la scelta di indire elezioni in questo momento “dimostri il disinteresse del Presidente Nicolás Maduro al dialogo e alla riconciliazione, vitali per ottenere una stabilità politica e sociale e per contrastare efficacemente la grave crisi umanitaria che sta colpendo milioni di venezuelani”.

Fonte: Parlamento europeo