Apprendo con vivo piacere che, finalmente e dopo un silenzio assordante, il Presidente Vendola si degna di incontrare e di ascoltare i lavoratori del Miulli con le loro rappresentanze sindacali.

Che la Regione non possa ripianare i debiti è un dato ormai acquisito e non è questo che deve essere il tema del confronto. La questione centrale è l’indebito arricchimento della Regione a guida Vendola sulle spalle del Miulli e sul lavoro degli operatori che oggi sono chiamati a riduzioni del salario di base e del salario accessorio attraverso contratti di solidarietà e concordati preventivi.

Un altro paradosso della politica Vendoliana; lui che a chiacchiere è per i diritti dei lavoratori, per la salvaguardia del salario, per la stabilità del lavoro nei fatti negli anni di suo governo ha remunerato le prestazioni offerte alla collettività dai lavoratori del Miulli con tariffe e tetti di spesa più bassi rispetto al volume di lavoro che il sangue e il sudore di quei lavoratori produceva e con una valorizzazione delle funzioni extratariffarie in misura di gran lunga inferiore rispetto a quella riconosciuta agli altri Enti Ospedalieri, pubblici e privati inginocchiando di fatto una delle più belle eccellenze del nostro SSR.

E’ significativo il dato che i bilanci del Miulli portati a pareggio fino al 2004, registrano nel periodo 2005 ad oggi una situazione debitoria d elevatissima criticità ed è ancor più da rimarcare l’accanimento di Vendola contro il Miulli allorquando non dava acquiescienza alla sentenza del TAR favorevole al Miulli e proponeva ricorso al Consiglio di Stato contro quella sentenza.

E’ paradossale che nelle piazze di Roma Vendola protesta per il lavoro e per i diritti dei lavoratori, in Puglia, da Governatore, abbia lucrato sulle spalle dei lavoratori del Miulli non riconoscendo dal 2005 la giusta remunerazione del lavoro che il Miulli ha prodotto con i suoi lavoratori.

Il 28 maggio, nell’incontro con i lavoratri del Miulli, Vendola si spogli delle vesti del Don Chisciotte delle mille battaglie contro ed assuma il ruolo del Presidente di una grande Regione come la Puglia, riconosca al Miulli l’indebito arricchimento ricavato dalla Regione sulle spalle dei lavoratori, adegui il tetto di spesa per le attività tariffate ai volumi di prestazioni erogate alla collettività, adegui la remunerazione delle funzioni non tariffate nella stessa proporzione con la quale remunera le Aziende Ospedaliere Pubbliche se veramente, nei fatti, coltiva il lavoro come valore assoluto.

Ma credo che, ancora una volta, verrà fuori il relativismo valoriale di Vendola: il lavoro come valore se è lui a protestare nelle piazze a Roma, il lavoro come disvalore quando sono altri a protestare contro di lui in Puglia.

Questo però, non può e non deve accadere per i lavoratori del Miulli, non sono di serie B rispetto a quelli delle ASL o del Policlinico o dell’Oncologico nè nella professionalità e nell’abnegazione al dovere nè nella retribuzione.

Ignazio Zullo – Capogruppo PdL in Consiglio regionale

 

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