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25 aprile: una polemica strumentale quanto inutile

di Miriam De GrandiAssessore alla Cultura del Comune di Cassano delle Murge

Miriam De Grandi, assessore alla Cultura del Comune di Cassano delle Murge (foto d'archivio)
Miriam De Grandi, assessore alla Cultura del Comune di Cassano delle Murge (foto d’archivio)

Capisco che il neo-nominato coordinatore dei “Conservatori e Riformisti” abbia bisogno di visibilità, ma credo che questa volta abbia davvero toppato. È partito lancia in resta per un attacco “ai mulini a vento”, spinto dall’investitura ricevuta dal suo provinciale quasi come Miguel de Cervantes spingeva don Chisciotte de la Mancia nelle sue imprese impossibili.

Che il coordinatore dei CoR ci creda o no, la manifestazione è stata rinviata per il maltempo e, d’accordo con le Associazioni combattentistiche e la Fondazione Albenzio-Patrino, per poter coinvolgere al meglio le scuole.

Non ritengo di avere il potere per indurre dimenticanza su una celebrazione che da 71 anni riporta alla memoria l’evento della Liberazione, così come ritengo sia fondamentale coinvolgere le giovani generazioni, e quindi le scuole, nella cerimonia commemorativa, altrimenti parleremmo a noi stessi e questo ritengo sarebbe davvero inutile.

Ciò che era stato pensato ed organizzato sarà proposto alla cittadinanza il prossimo 29 aprile alle ore 11.00, in piazza Moro, dinanzi alla lapide commemorativa della Liberazione d’Italia, con la partecipazione della Fondazione Albenzio-Patrino, delle Associazioni combattentistiche, delle scuole cassanesi e delle forze dell’ordine, con buona pace di ogni retropensiero. E spero che l’autore dell’attacco mediatico vorrà partecipare, per verificare di persona (come San Tommaso).

Quanto al suo sdegno, caro coordinatore cittadino, lo conservi gelosamente, perché in questo caso è certamente fuori luogo, così come le sue considerazioni sul vero Assessore alla Cultura.

Se il mio modo di essere assessore non la fa dormire la notte, stia tranquillo: la mia nomina non è una sua responsabilità, quindi lei non deve rispondere di nulla; anzi, potrà “deliziarsi” riservandomi le sue attenzioni politiche quando vorrà. E quanto al “vero” Assessore alla Cultura, non si preoccupi: farò più attenzione alla cultura, a quella “vera” però.