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5.000 euro per la Sagra della Focaccia, ma i concerti dell’anno scorso chi li paga?

di Vito Surico

gli Out Loud in concerto in piazza Garibaldi il 19 agosto 2016 (foto Facebook Out Loud)

Non c’è pace per le estati cassanesi.

L’ultimo “problema”, in ordine di tempo, lo sollevano due band che hanno suonato nel corso dell’estate 2016 nell’ambito della rassegna #MusiCassano, organizzata dall’assessorato alla Cultura del nostro Comune: gli Out Loud (band santermana) e i Broken Frames (band cassanese) che aspettano ancora i rispettivi “compensi” di 250 e 300 euro.

Una storia “sfortunata”, se vogliamo, viste le vicissitudini che la politica e l’amministrazione cassanese hanno affrontato nell’autunno 2016.

A far scoppiare la rabbia di Nicola Gatti degli Out Loud e Walter Nuzzo dei Broken Frames è la notizia che quest’anno, per l’organizzazione della Sagra della Focaccia, la Pro Loco abbia avuto 5.000 euro dal Comune: «5.000 euro per la Sagra sì e 550 euro per pagarci no?», si chiedono i musicisti.

Ricostruiamo la vicenda, come raccontataci da Gatti e Nuzzo: entrambe le band hanno tenuto concerti in piazza Garibaldi e, stando ai primissimi accordi presi con l’allora assessora De Grandi, avrebbero dovuto essere pagati dall’omonimo bar (che ha versato solo una minima parte del compenso spettante ai Broken Frames, 150 euro sui 450 pattuiti).

Una vicenda di contratti mancati e di accordi presi sulla parola e puntualmente disattesi dalla pubblica amministrazione: «appreso alla fine dei nostri concerti che il bar non ci avrebbe più pagato – raccontano Gatti e Nuzzo – l’assessore ci ha detto di rivolgerci alla Pro Loco che avrebbe provveduto a versare ai nostri gruppi la somma, veramente irrisoria, pattuita a seguito di ricevute che noi abbiamo regolarmente presentato».

Visti i ritardi nei pagamenti, le due band hanno ripetutamente contattato il presidente della Pro Loco cassanese, Massimiliano Mallardi, che inizialmente si è dimostrato disponibile nel cercare di risolvere la situazione ma, a seguito della caduta dell’amministrazione Lionetti e sentito il Commissario, si sono interrotti tutti i rapporti tra le istituzioni cassanesi e le band. «Oggi [ieri, n.d.r.] – dice Gatti – apprendo dai siti di informazione locale che la Pro Loco ha avuto 5.000 euro per organizzare la Sagra della Focaccia. E a noi non hanno fatto sapere più niente. Non è per i 250 euro che sono davvero una cifra irrisoria, ma c’è rabbia. A nessuno piace essere preso in giro in questo modo. È passato più di un anno dai nostri concerti e nessuno ci ha fatto sapere più niente. Non sappiamo più cosa fare».

Gli fa eco Walter Nuzzo: «l’anno scorso, tra giugno e settembre, abbiamo fatto 32 serate in tutto e l’unica in cui non siamo stati pagati è quella nel nostro paese. In realtà non sono nemmeno sorpreso, ma per quell’evento ci siamo anche dimezzati il cachet. Abbiamo fatto le cose in regola, con tanto di ricevuta come richiesto dalla Pro Loco ma, a quanto pare, con la caduta dell’Amministrazione Comunale e senza che la Pro Loco abbia presentato contratti, impegni di spesa e quant’altro, il Commissario Prefettizio non ha voluto procedere con i pagamenti. Ormai non ci rispondono più da mesi. Non è più una questione di soldi, 300 euro sono una cifra irrisoria, ma la presa in giro dà fastidio. Non ci sentiamo una band “arrivata”, ma un po’ di serate le facciamo e il fatto che proprio nel nostro paese non siamo stati pagati, è una cosa abbastanza irritante. Onorare i debiti precedenti non sarebbe stata una brutta mossa – chiosa Nuzzo – sono 550 euro [per le due band, n.d.r.], non sarebbe stata una cattiva idea pagarci».

È una cosa che, però, non dipende dalla Pro Loco, stando a quanto racconta il presidente Massimiliano Mallardi: «abbiamo rendicontato diverse volte le spese all’Amministrazione Comunale e al Commissario – spiega – scrivendo anche lettere che sono rimaste senza risposta. Chiedevamo al Comune come comportarci per coprire spese del cartellone a cui noi siamo subentrati (non sono stati presi accordi in precedenza, non era stato organizzato da noi). I soldi delle sponsorizzazioni sono arrivati, a quanto pare, ma sono stati utilizzati per altri eventi. Mi dispiace per i ragazzi e ci sono stato male, ma non posso farci niente. Li ho invitati più volte a recarsi al Comune e parlarne direttamente con loro».

Per avere un quadro completo della vicenda, abbiamo sentito anche l’ex assessora Miriam De Grandi, che chiarisce: «la Pro Loco ebbe in gestione il cartellone dell’estate. Per quegli eventi fu stanziata una prima parte dei fondi necessari. La seconda sarebbe arrivata dalle sponsorizzazioni. A chiusura del cartellone doveva essere fatta una delibera per impegnare le somme quando introitate tutte. Ma, a quel punto, c’è stata la rottura in Amministrazione e mi sono state ritirate le deleghe. Il sindaco Lionetti, che tenne per sé le deleghe, era a conoscenza dei fatti, ma non intervenne subito; poi c’è stata la caduta dell’Amministrazione e l’arrivo del Commissario che non ha mandato avanti la cosa. Gli Out Loud e i Broken Frames sono stati sfortunati a trovarsi in questa situazione. Sarebbe però giusto affrontare e risolvere il problema».

In una vicenda del genere cercare le reali responsabilità diventa un labirinto intricato da cui è difficile venir fuori, quello che è certo, però, è che due band emergenti del nostro territorio hanno suonato, loro malgrado, gratis per il nostro Comune (non vedendosi così riconosciuto nessun tipo di “valore”, ancora una volta è la cultura a farne le spese!) e la figuraccia la fa tutta Cassano delle Murge.