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5G: vietata la sperimentazione e l’installazione di antenne sul territorio di Cassano

di Vito Surico

(foto Google)

La sindaca del Comune di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio, con ordinanza n. 4051 del 15 aprile 2020, ordina «la sospensione della sperimentazione e/o installazione del 5G sul territorio del Comune».

Il provvedimento, preso «applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo», resterà valido fino a quando non ci sarà «la nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer».

La polemica per l’installazione di un’antenna per il 5G sulla collina di Santa Lucia a Cassano era scoppiata la scorsa estate, con la costituzione del comitato “STOP 5G” che aveva sollevato diverse “perplessità”, sia dal punto di vista paesaggistico che per la salute dei cittadini. Il Comune di Cassano delle Murge aveva istituito un Forum Consultivo Comunale Permanente il 22 agosto e, successivamente, il 22 ottobre, la Giunta Comunale aveva approvato una moratoria per la sperimentazione del 5G a Cassano.

L’ordinanza firmata dalla sindaca Di Medio si basa sul principio che «le radiofrequenze 5G sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione» di antenne (il 5G, infatti, si legge ancora nell’ordinanza, per garantire il servizio implicherebbe l’installazione di un maggior numero di ripetitori poiché «il 5G si basa su microonde e radiofrequenze più elevate dei precedenti standard tecnologici che comportano due implicazioni principali: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite e minore penetrazione nelle strutture solide»).

Le radiazioni 5G, si legge inoltre nel dispositivo dell’ordinanza, «andranno a sommarsi alle decine di migliaia di Stazioni Radio Base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G e 4G oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi».

L’ordinanza della sindaca Di Medio cità anche il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato Scientifico sui Rischi Sanitari Ambientali ed Emergenti (SCHEER) della Commissione Europea (che afferma che il «5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche» evidenziando i «pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G»), quattro studi (Rea 1991, Havas 2006, 2010 e McCarty 2011) che affermano che «è possibile identificare persone con ipersensibilità elettromagnetica» e una sentenza del TAR del Lazio del 15 gennaio 2019 che riscontra «effetti nocivi sulla salute umana».

E ancora, l’ordinanza si basa anche su un rapporto della IARC (International Agency for Research on Cancer) che ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo, e su uno studio dell’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni) dal quale sono emersi «aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta».