di Giovanni Brunellipresidente associazione Officine del SUD

Vent’anni fa, il 21 novembre 1998, se ne andava don Battista, già Arciprete di Cassano delle Murge, protagonista, non solo in ambito ecclesiastico, della nostra cittadina.

L’Associazione “Officine del Sud”, in collaborazione con la Famiglia Armienti, la Parrocchia Santa Maria Assunta, l’Associazione “Insieme” e con il patrocinio del Comune di Cassano delle Murge ha organizzato una serie di iniziative per ricordare la figura del sacerdote, dell’amico ei bambini, dell’insegnante, dell’uomo di carità.

Primo appuntamento mercoledì 21 novembre 2018 alle ore 18.30 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Civica di Cassano, con una tavola rotonda di tanti fra coloro che l’hanno conosciuto, hanno operato al suo fianco, sono stati privilegiati della sua amicizia.

Domenica 25 novembre, presso la Parrocchia Santa Maria Assunta alle ore 18.30 Messa in suffragio di don Battista, una Concelebrazione presieduta da don Francesco Gramegna a cui sono stati invitati tutti i sacerdoti fratelli nella fede dell’Arciprete.

Seguiranno, nel 2019, altre iniziative per ricordare la ricchezza spirituale ed umana di don Battista, seguendo le tappe della sua vicenda umana e sacerdotale.

Primo di sei figli, Giambattista Armienti nacque a Cassano delle Murge il 9 febbraio 1921. Fu ordinato sacerdote il 21 maggio 1944, durante la festa della “Madonn d’ basc’” dal Cardinal Mimmi, Arcivescovo di Bari. Dopo una breve esperienza presso la parrocchia barese di “Santa Chiara al Porto”, diventa vice-parroco a Cassano, presso la Chiesa Madre, coadiuvando don Giuseppe Lucafò. Nel 1948 dà l’avvio alla “Casa del Fanciullo”, luogo di accoglienza e bellezza per bambini soli e abbandonati, esclusi dalla società del dopoguerra, inaugurato nel 1950 e da allora punto di riferimento in tutta la provincia barese. Nel 1949 inizia la sua lunga carriera di insegnante: dal “Romanazzi” di Bari fino al Liceo cassanese, passando per diverse scuole. L’11 maggio 1972, a 51 anni e con 28 anni di sacerdozio alle spalle, viene nominato Arciprete di Cassano, presso la Parrocchia Santa Maria Assunta. Affiancato, nel 1974, dal vice-parroco don Mimì Moro, darà una svolta epocale alla parrocchia, con la creazione di gruppi e associazioni, iniziative, riapertura di chiese, opere di carità. Nel 1974 dà l’avvio al gruppo di donatori di sangue “Fratres”; nel 1983 con la Caritas apre il “day-center” per anziani, affiancato da tanti volontari; nel 1991 l’ondata di profughi albanesi lo vede protagonista nell’accoglienza. Nel 1992 lascia, per limiti di età, la Parrocchia ma non la vita di carità: nel 1998 fonda “Parliamone”, centro di ascolto e punto di aiuto per poveri e bisognosi e promuove il “Comitato per la Festa della Immacolata Concezione” per rinverdire i fasti dell’8 dicembre, ereditati poi dall’Associazione “Amici di Tutti”.

Muore a Cassano, il 21 novembre 1998 all’età di 77 anni.

 

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