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Affidamento diretto mensa scolastica, i gruppi di minoranza: «elusa la norma». L’interpellanza

(foto Google)

Continuano i “pungoli” dei gruppi di minoranza all’Amministrazione Di Medio: l’ultimo riguarda l’affidamento del servizio di mensa scolastica all’ATI guidata dalla ditta Pastore srl per la fornitura di pasti alle alunne e agli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria dell’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo”.

Con l’interpellanza, i consiglieri di minoranza vogliono «mettere in evidenza la mancanza di programmazione delle gare in funzione delle scadenze che portano i dirigenti a mettere pezze trovando escamotage elusivi delle norme».

Nulla «contro la mensa scolastica né contro le ditte che svolgono il servizio», dunque, anche per «prevenire tentativi maldestri di strumentalizzazioni», ma PrimaVera Cassano, SìAMO Cassano e Più Cassano evidenziano che «l’affidamento del Servizio Refezione Scolastica alle scuole dell’Infanzia e Primaria dell’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo” con la A.T.I. Pastore srl (ditta Capo Gruppo) – CDS Onlus, è scaduto in data 21 dicembre 2018 senza che nessuno se ne sia accorto e senza che nessuno abbia avuto l’accortezza di predisporre per tempo la nuova gara tanto che a gennaio, con la riapertura della scuola si è presentato il problema».

Come ha risolto il problema l’Amministrazione Comunale? «Eccoti la determina dell’affidamento diretto del servizio di Refezione Scolastica da garantire, a partire dal 7 gennaio e sino al 28 febbraio 2019 nelle more della definizione della gara ad evidenza pubblica (3 anni di prestazione) da espletare (si dice nella determina a breve, nei prossimi giorni)  poiché contemporaneamente all’affidamento diretto l’Ufficio sta operando in fase istruttoria al fine di predisporre gli atti di Gara ad evidenza pubblica del servizio de quo per il periodo marzo/maggio 2019 e settembre 2019/maggio 2020 e settembre 2020/maggio 2021 e settembre 2021/maggio 2022».

Il dott. Colucci, dirigente del Settore Servizi Demografici, «eludendo la norma che non prevede frazionamenti negli affidamenti, afferma in determina che si ritiene adottare l’affidamento diretto, ai sensi dell’art. 36, 2 comma, lettera a) e b) del Decreto Legislativo 18 aprile 2016 n. 50, prevedendo a riguardo una spesa di € 38.000,00 (Iva inclusa), inferiore alla quota di € 40.000,00, requisito indispensabile al fine dell’affidamento diretto del servizio».

E qui, per Linda Catucci, Davide Del Re, Rocco Lapadula, Teodoro Santorsola e Amedeo Venezia vi è l’elusione della norma: «il dott. Colucci con tutta la Sua Amministrazione – scrivono nell’interpellanza rivolgendosi alla sindaca Di Medio – coscientemente e volontariamente, calcola un periodo di affidamento diretto per essere dentro il limite dei 40.000 € previsti dalla legge incorrendo però nell’illegittimo e illecito frazionamento dell’appalto e nell’ipotesi di reato di abuso d’ufficio».

I gruppi di minoranza, dunque, interpellano la prima cittadina per sapere «se si rende conto di quanto accade in Comune dove un servizio essenziale per bambini e comunità scolastica non viene attenzionato per essere gestito nei tempi giusti con procedure di affidamento corrette senza addossare all’incolpevole dirigente il rischio di essere imputato per reati solo per aver messo una pezza alle mancanze della Sua Amministrazione che in 18 mesi di attività ha stravolto per ben 3 volte l’organizzazione degli uffici e delle posizioni organizzative senza alcuna motivazione?».