(foto Google)

150 trattatori di agricoltori e olivicoltori, da tutta la Puglia, sfileranno oggi per le vie di Bari per la manifestazione indetta dai “Gilet Arancioni” che chiedono a Governo e Regione «interventi seri e concreti per il rilancio del settore».

I “Gilet Arancioni”, coordinamento che raggruppa le organizzazioni Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confocooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Liberi agricoltori, sollecitano «il riconoscimento dello stato di calamità dopo le gelate di febbraio 2018, interventi mirati e decisi contro la Xylella, seguendo la scienza e non i santoni, lo sblocco delle risorse del Psr pugliese impantanato tra mille rivoli burocratici».

I “Gilet Arancioni” hanno già incassato la solidarietà del presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Mario Loizzo, per il quale quella degli agricoltori e olivicoltori pugliesi è una «protesta sacrosanta», e quella del governatore della Regione Puglia Michele Emiliano che si è detto al loro fianco nella battaglia contro il Governo.

Il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, invece, ha parlato di una protesta basata su «un infondato pregiudizio», assicurando che «l’agricoltura pugliese e la tutela del reddito degli agricoltori sono tra le priorità».

Vista la presenza, tra i “Gilet Arancioni” di produttori agricoli cassanesi, al movimento giunge anche la vicinanza dell’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge che, affermano da Palazzo di Città, sostiene «le ragioni della protesta che pongono al centro i temi caldi dell’agricoltura pugliese “cenerentola” degli interessi del governo centrale. Il settore agricolo, elemento imprescindibile per l’economia cassanese, oggi è fortemente minacciato dalla xylella e risente delle gelate del 2018 per cui non è stato riconosciuto lo stato di calamità naturale. A causa di questi problemi in Puglia, ad oggi, sono state circa un milione le giornate lavorative perse nell’ultimo anno adducendo un grave danno economico e sociale alla nostra comunità.

L’amministrazione comunale – conclude la nota del Comune – auspica inoltre la possibilità di un nuovo ed efficace Psr per gli agricoltori pugliesi al fine di ridare speranza ai tanti operatori del settore agricolo, volano e tradizione della nostra Terra».

Solidarietà ai “Gilet Arancioni”, infine, giunge anche dai gruppi di opposizione in Consiglio Comunale, PrimaVera Cassano, SìAMO Cassano e Più Cassano che si dicono «idealmente vicini agli agricoltori cassanesi e pugliesi che protestano per il silenzio della politica sullo stato di calamità richiesto».

Le mancate risposte per il riconoscimento dello stato di calamità naturale in seguito alle gelate dello scorso inverno, aggiungono i consiglieri Santorsola, Venezia, Catucci, Lapadula e Del Re, rappresenta «un fortissimo danno che ha reso la stagione olivicola pugliese 2018 una delle peggiori degli ultimi decenni e che così ha inferto un colpo, non solo economico, ad un settore trainante dell’economia pugliese. Raccogliendo, infatti, le voci dei nostri concittadini produttori di olio, abbiano riscontrato sconforto e desolazione per un’annata a dir poco nera! Ci ha colpito la frase di una signora – abbastanza giovane d’età – che ha letteralmente detto: “nei miei cinquant’anni non ricordo mai un danno così duro per le nostre tasche. Spero che la politica a tutti i livelli, sappia capire quello che subiamo e prenda provvedimenti concreti per il nostro già vessato settore”.

Non è un caso, quindi, che Confagricoltura ed altre associazioni di settore, abbiano letteralmente definito la questione come una “situazione disastrosa e senza precedenti”.

Vicini agli agricoltori e olivicoltori di Cassano e di tutta la Puglia – concludono i gruppi di minoranza in una nota – idealmente anche noi indossiamo il gilet arancione con l’auspicio che tutte le istituzioni politiche a tutti i livelli (Sindaci, Regione Puglia e Parlamentari pugliesi), mettendo da parte sterili e stucchevoli contrapposizioni, sappiano trovare la sintonia per addivenire a soluzioni pratiche così come richiesto da chi oggi protesta».

 

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