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Ambiente e salute: «la prima vera forma di prevenzione è la cultura»

di Anita Malagrinò Mustica

Il giorno 22 marzo 2019, a partire dalle ore 17:30, si è svolto, nella Sala Consiliare di piazza Rossani, un interessante dibattito, volto a sollecitare l’attenzione dei cittadini in merito all’importanza dell’informazione concernente la tematica ambientale. Oggetto principale della conferenza, che ha visto protagonisti il pediatra Vito Romanelli assieme al sindaco di Cassano delle Murge, Maria Pia Di Medio, “L’emergenza dei rischi ambientali e la loro prevenzione“.

L’evento è stato promosso dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Cassano delle Murge e dal Centro di Educazione Ambientale Comunale Solinìo Village, nell’ambito delle iniziative dell’Organizzazione Mondiale della Salute per promuovere l’adesione alla rete delle “Città Sane”.

«Vogliamo parlare dell’impatto dell’inquinamento nelle menti e nel fisico delle nuove generazioni. Inoltre, dobbiamo chiederci come si comporteranno i nostri figli e cosa noi possiamo concretamente fare. Questo è un momento importante, non solo per Cassano, ma per il pianeta intero. L’ambiente riguarda ogni centimetro della terra. Siamo tutti responsabili di quello che sta accadendo. Tutto ci riguarda ora più che mai. Dobbiamo intervenire immediatamente e divenire consapevoli!

Quando ci dicono che la temperatura terrestre è aumentata, non dobbiamo disinteressarcene! Quello che oggi potrebbe non avere immediate conseguenze sul nostro organismo o sull’ambiente a noi più prossimo, ne avrà sicuramente sulle generazioni future!» ha affermato concitatamente, in apertura, il sindaco.

«Contrariamente a quello che si può pensare, il tema del riscaldamento globale riguarda tutti e subito. Già ora viviamo una condizione complicata e se continuiamo così, le generazioni future vivranno una vera tragedia! Io non ho la pretesa di farvi una lezione, ma vi riporterò una serie di considerazioni affinché le cose cambino per i nostri figli! Legate all’aggravarsi delle condizioni climatiche, molte malattie ricompariranno: poliomielite, tubercolosi, gravi malformazioni cardiache nei neonati, ecc…» ha continuato il dott. Romanelli.

«L’essere umano è un sistema comunicativo. È multidimensionale, aperto, adattabile e dinamico. È capace di modificare l’ambiente, ma è a sua volta modificato da esso.

Occorre una prevenzione primaria, che consiste nel difendere l’ambiente!

Esso riguarda tutto ciò che entra in relazione con l’essere umano. La salute, che investe tutti gli aspetti della persona, dall’aspetto meramente somatico a quello psicologico e neurologico, ne dipende! È importante quindi conoscere il concetto di rischio. La prima vera forma di prevenzione è la cultura. L’informazione scientifica veicola una corretta conoscenza dei fenomeni ed è importante che gli avvisi più rilevanti vengano recepiti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice quanto i fattori ambientali contribuiscano al sorgere delle malattie ed è ben il 33% di esse ad essere fatto ricondurre a tale categoria!

Occorre ideare e formulare progetti educativi per la tutela della salute usufruendo di materiale divulgativo. Ovviamente, la politica, in tal senso, ha un’enorme responsabilità.

È necessario promuovere campagne educative, con attenzione alla viabilità, al traffico, all’edilizia e agli spazi verdi. Inoltre, viviamo a contatto di sostanze pericolose a cui non facciamo caso!

Ad oggi sembra esserci stato uno scarso interesse anche dei medici a riguardo del tema ambiente-salute. Si evidenzia, quindi, una conoscenza dell’argomento del tutto insufficiente. L’ambiente è stato considerato uno dei tanti determinati di salute e non il più importante.

Abbiamo notizie poco incoraggianti: mercurio, arsenico, cromo, piombo, che derivano da processi di combustione industriale e sono sempre più diffusi, aumentano l’incidenza del cancro, assieme alle onde elettromagnetiche, responsabili di uno squilibrio soprattutto a livello neurologico, che determina alterazioni a livello molecolare dell’equilibrio elettrochimico della membrana cellulare».

Dopo aver fornito agli astanti una serie di consigli utili, applicabili nel quotidiano per migliorare la condizione ambientale almeno parzialmente, i relatori hanno poi auspicato un’azione governativa, perché «forse, con l’aiuto di tutti, possiamo ancora farcela».