una foto di una delle scorse edizioni della Marathon Foresta Mercadante (foto d’archivio)

Si è svolta nella giornata di ieri, 23 ottobre, l’audizione in V Commissione Regionale (tutela del territorio) sul Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Al centro dell’incontro la disciplina delle attività sportive e ricreative nel Parco all’interno del Regolamento del Parco Nazionale dell’Alta Murgia che dovrà essere approvato dal Ministero dell’Ambiente ed è in fase di completamento e aggiornamento.

All’audizione hanno partecipato, oltre ai componenti della stessa Commissione, il Direttore dell’Ente Parco Fabio Modesti, l’Assessore regionale alla pianificazione territoriale Alfonso Pisicchio e numerosi rappresentati di associazioni agricole, sportive e di promozione ambientale tra cui il presidente dell’associazione cassanese Biking Team, Franco Pastore, che proprio nello scorso maggio ha dovuto rinunciare alla propria manifestazione a causa dei numerosi vincoli imposti dal Parco che ne hanno, di fatto, reso impossibile lo svolgimento.

Il consigliere regionale altamura Enzo Colonna, membro del gruppo “Noi a Sinistra per la Puglia”, ha affermato, a margine dei lavori della Commissione: «da alcuni mesi ho posto la questione delle eccessive restrizioni alle attività sportive e ricreative nell’area protetta (quali, ad esempio, quelle escursionistiche, le manifestazioni e i tornei sportivi) previste appunto dal Regolamento del Parco, approvato un anno e mezzo fa, e ulteriormente inasprite con un provvedimento dirigenziale dello stesso ente adottato lo scorso aprile.

Tale regolamentazione – continua Colonna – ha suscitato forti e giustificate perplessità tra cittadini e realtà di base (tra cui diverse associazioni sportive) impegnate nell’organizzazione di eventi legati al territorio».

Ricordiamo che il vigente Regolamento prevede che nelle zone ‘A’ del parco siano “vietate” tutte le “manifestazioni sportive e ludico-ricreative”, nonché tutte le “attività sportive, folcloristiche, propagandistiche, culturali, promozionali e simili”. È solo consentito praticare le attività di escursionismo, mountain bike e a cavallo “fino ad un numero di partecipanti di 25, se a piedi, 15, se in bicicletta, 10, se a cavallo, distanziati di almeno mezz’ora, previa comunicazione all’Ente e al Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale, e fino ad un massimo di quattro gruppi al giorno per le attività in bici ed a cavallo”. Nelle altre zone, le manifestazioni sportive in mountain bike sono possibili solo con “un numero di partecipanti non superiore a 100 unità” in zona B e non superiore “alle 300 unità in zona C e D”; si sancisce inoltre l’obbligo di conseguire preventivamente l’autorizzazione dell’Ente Parco qualora le manifestazioni o gare abbiano un numero di partecipanti superiore a 25, se a piedi, a 15, se in bicicletta, a 10, se a cavallo.

«Tali limitazioni alla fruizione del territorio del Parco (che si estende per circa 68.000 ettari) – prosegue il consigliere Colonna – appaiono irragionevoli e paradossali, se solo si considera che circa un terzo della sua superficie è occupato da ben 6 strutture militari (5 poligoni e un deposito) e quindi interessato da esercitazioni a fuoco e dal passaggio di automezzi pesanti. Tali misure, inoltre, potrebbero dissuadere gruppi organizzati di turisti ed escursionisti dal frequentare il territorio del Parco, con effetti negativi sul turismo e sull’economia della zona».

Il confronto in V Commissione si è rivelato proficuo poiché da parte dell’Ente Parco «è giunta la disponibilità, in tempi brevi e con un percorso condiviso con le realtà del territorio, a rivedere tale disciplina (stante l’aggiornamento in corso del Regolamento del Parco) e, quindi, a pervenire ad una regolamentazione delle attività sportive ed escursionistiche che meglio riesca contemperare le esigenze di tutela e di fruizione dell’area protetta».

«Una traccia di lavoro – conclude Colonna – potrebbe essere quella di garantire un approccio più concreto, di sostanza, alle esigenze di tutela dell’ecosistema e della fauna, limitandosi ad individuare la sentieristica praticabile e i periodi dell’anno in cui è possibile tenere manifestazioni e gare sportive, eliminando, invece, i limiti riferiti al numero dei partecipanti. In tale direzione, peraltro, depongono le esperienze e le discipline di numerosi altri parchi nazionali italiani».

All’audizione ha partecipato Franco Pastore, presidente dell’associazione sportiva Biking Team Cassano, insieme al presidente provinciale della Federazione Ciclistica avv. Lorenzo Spinelli, che, per la prima volta dopo otto anni, non ha potuto organizzare la Marathon Foresta Mercadante proprio per i vincoli imposti dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Sicuramente un danno economico e d’immagine per Cassano e per tutto il Parco che, in quella circostanza ha dovuto rinunciare alla presenza di oltre mille ciclisti che avrebbero potuto godere del nostro territorio, anche al di là della gara.

Pastore si dice sì soddisfatto dell’incontro tenutosi ieri in V Commissione, ma c’è ancora tanto lavoro da fare, per il presidente di Biking Team, affinché si trovi un punto di incontro tra utenti del territorio e Enti.

Intanto, però, da parte dell’Assessore regionale alla Pianificazione Territoriale Alfonso Pisicchio c’è l’impegno a condividere gli esiti del lavoro effettuato ieri in Commissione prima del parere che la Regione dovrà esprimere sulle modifiche apportate al Regolamento: «aprire un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati e avviare un percorso che porti alla firma di un protocollo d’intesa con Coni e società sportive – ha affermato Pisicchio – per un Parco che non sia solo natura e paesaggio, ma anche sport, escursionismo e attività ricreative. Sempre e solo nel rispetto delle regole e a tutela delle aree vincolate.

Un incontro molto utile – spiega l’assessore – e che ci ha permesso di chiarire le restrizioni, ancora vigenti, su diverse attività sportive, escursionistiche e ricreative nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Queste attività noi le vogliamo consentire ma seguendo i binari della tutela e del rispetto del paesaggio.

È necessario – aggiunge Pisicchio – trovare quindi un punto di equilibrio per la fruizione delle nostre aree protette. Zone nelle quali si intersecano cultura, sport e tutela dell’ambiente. E il nostro compito è quello di agevolare tutte queste attività. Con l’auspicio – conclude – di concludere l’iter in tempi brevissimi».

 

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