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Avvisi sui portoni nel Centro Storico, CGIL: «condividiamo la nota di “Cercasi un Fine”»

Continua a far discutere la questione dei cartelli affissi sui portoni delle abitazioni di cittadini stranieri nel Centro Storico di Cassano delle Murge.

Il presidente dell’associazione “Cercasi un Fine”, don Rocco D’Ambrosio, ha parlato di una scelta «lesiva della dignità dei cittadini coinvolti» poiché l’affissione dei manifesti sui portoni «ricorda tempi nefasti in cui parte della popolazione era additata come diversa», evidenziando come sarebbe stato più corretto consegnare le lettere a mano o informarli personalmente, utilizzando non solo l’inglese (come è stato fatto) ma anche le altre lingue parlate (albanese, francese, spagnolo, arabo, ecc…).

Don Rocco D’Ambrosio, per la verità, stigmatizzava anche il comportamento di cittadini cassanesi lamentando «un clima di ostilità di una parte della cittadinanza nei confronti degli stranieri, che in questo momento sembra essere ancora più forte». Aspetto della “denuncia” del presidente di “Cercasi un Fine” passato un po’ sotto silenzio poiché la scena è stata, inevitabilmente, presa dalla polemica politica che ne è seguita, con la sindaca Di Medio costretta a difendersi e a spiegare che l’Amministrazione Comunale ha scelto l’inglese poiché «è sembrata la lingua più universale» per arrivare alla «comunità di stranieri che non ha buona dimestichezza con la lingua italiana».

La prima cittadina ha anche spiegato che i volantini sono stati affissi dietro i portoni poiché «vogliamo che tutti comprendano il problema e cosa bisogna fare, in particolar modo la necessità di stare a casa ed evitare gli assembramenti. Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 abbiamo cercato di interloquire con tutti ma, molto spesso, le porte sono rimaste chiuse e per questo abbiamo deciso di affiggere i manifesti. Poi perché l’auto della Protezione Civile con gli altoparlanti non può transitare nel Centro Storico e, inoltre, non tutti hanno i collegamenti social o internet».

La questione continua a far discutere e sull’argomento interviene anche il segretario della CGIL, Camera Comunale del Lavoro di Cassano delle Murge, Giuseppe Angilecchia che, nel condividere in toto il comunicato del presidente dell’associazione “Cercasi un Fine”, si dice «incredulo del fatto che questo possa accadere nel nostro paese, multietnico e con una spiccata propensione all’integrazione sociale».

Angilecchia parla di comportamenti «discriminatori» che non possono essere tollerati dal Sindacato: «l’episodio – scrive Angilecchia – rimanda alle tante storie passate di discriminazione etnica e razziale; nel mio immaginario una buona Amministrazione, conoscendo i propri abitanti, in questi momenti di totale crisi, dovrebbe recarsi in tutte le famiglie bisognose e cercare di aiutarle evitando di “segnare” le porte con missive.

Il principio fondante della CGIL e della piena convinzione dello scrivente, è quello di stare dalla parte degli ultimi».