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Bella Ciao! Cassano racconta la Resistenza

Nessun corteo, manifestazione o celebrazioni di piazza, ma tanti appuntamenti ed iniziative in rete per questo 25 aprile. Le disposizioni del lockdown imposte per l’emergenza Covid-19 si abbattono su questa ricorrenza storica: gli unici ossequi consentiti sono i fiori e le corone di alloro deposti in solitaria o con la mascherina sul volto.

I festeggiamenti si trasferiscono sui social, dove sono nati, tra gli altri, gli hashtag #BellaCiaoinognicasa e #GiorniPartigiani, per ricordare la storia e i valori della Resistenza con celebrazioni virtuali.

In occasione del 75° anno dalla Liberazione dell’Italia dal Fascismo, tre realtà associative attive sul territorio di Cassano delle Murge: Co.Co.Co. Collaborare Cooperare Condividere, Eco – Il rumore del cambiamento e  il Tappeto Volante che hanno dato vita ad un progetto in rete, “BELLA CIAO!”, con l’obiettivo di avviare una riflessione sul tema della Resistenza italiana, cominciando dalla narrazione del contributo del Meridione alla lotta partigiana.

La storiografia per molto tempo ha presentato la narrazione dei fatti della Resistenza italiana, seguendo il classico schema che voleva un’Italia divisa in due tronconi – il Nord occupato dai Nazisti e dalla Repubblica di Salò, il Sud occupato dagli Alleati – inquadrandola come un fenomeno riguardante principalmente il Settentrione, con al contrario un Sud quasi “passivo”, in balia degli alleati. Solo recentemente la ricerca è riuscita a superare questo paradigma narrativo svelando volti nuovi della storia della Resistenza e in particolare del contributo del Meridione, ma che tuttavia ancora stentano ad affermarsi nell’opinione pubblica.

Un dato importante da cui partire è sicuramente la presenza di gente del Mezzogiorno italiano  nelle brigate partigiane nel nord Italia: alcuni  erano quelli che, nel caos verificatosi dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre del ‘43, avevano abbandonato il proprio contingente militare; altri invece, erano militanti nei partiti delle opposizioni, fatti sciogliere dal regime dal 1925 e ricostruiti dopo l’8 settembre del ‘43, partiti come volontari dal Sud; altri ancora di origine meridionale che si trovarono a nord perché emigrati precedentemente.

Oltre a questo, le azioni nel meridione da parte di civili armati e non, coordinate con attacchi alleati, o autonome, furono molteplici. Significativo a questo proposito è il ruolo di Radio Bari che riprese le attività di trasmissione a soli due giorni dall’armistizio sotto la guida degli intellettuali antifascisti baresi, con una serie di importanti contributi non solo di coordinamento di azioni militari ma anche di discussione politica di  impostazione repubblicana; percorso che culminerà con il Congresso di Bari, dove per la prima volta tutti i rappresentanti dei partiti antifascisti e dei relativi Comitati di Liberazione Nazionale (Cln) si ritrovarono per discutere ed elaborare un piano comune.

Così la rete ha provato a condividere un altro punto di vista della narrazione per riscoprire insieme il contributo che anche gli  uomini e le donne nel meridione italiano hanno offerto. «L’intento è quello di interagire con i nostri concittadini, cercare di parlare di argomenti importanti e soprattutto di non lasciarci scivolare addosso passivamente le opportunità di riflessione che ci vengono offerte dalle ricorrenze storiche», si legge dai loro post pubblicati sui canali social nelle giornate dal 20 al 25 aprile.

“BELLA CIAO!” ha cercato di farlo con l’arte, la musica, la poesia, raccogliendo contributi dagli utenti dei social. All’iniziativa hanno aderito in molti, ragazzi e non, attraverso letture drammatizzate su brani della Resistenza e reinterpretazioni di canti che la raccontano, come quello del Coro dell’Università della Terza Età di Cassano delle Murge, che ha omaggiato il progetto con la sua interpretazione del canto partigiano “Siamo i ribelli della montagna“. Fondamentale anche il contributo della professoressa Lucia Schinzano, giornalista e docente  presso il Liceo Salvemini di Bari, che ha tenuto, una lezione sul ruolo centrale di Radio Bari a due classi dell’IISS Leonardo Da Vinci, successivamente trasmessa dalla web radio della stessa scuola. Hanno risposto al loro appello anche artisti come i Modena City Ramblers, gruppo storico italiano da sempre impegnato nel sociale, che con la sua musica ha portato all’orecchio di molti i valori che hanno ispirato la Resistenza, e Franco Arminio, poeta, paesologo, intellettuale del sud e ospite, due anni fa, del festival “Notti di poesia”, nel centro storico del nostro paese.

«Ci ripromettiamo di celebrare questa importante Festa senza limitazioni ad emergenza terminata»: conclude la rete confermando la volontà di portare avanti questa iniziativa e di allargare il numero dei soggetti coinvolti, ipotizzando di includere le scuole e altri istituti di ricerca storica, dato che a far parte del gruppo di lavoro ci sono anche Dora Luiso, docente di storia e filosofia presso l’IISS Leonardo da Vinci di Cassano, Josè Carrasso, insegnante attivo nello studio della storia della Resistenza e nella realizzazione di progetti con e per le scuole su questi temi, e Domenico Vitale, ricercatore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma.

Tutti i contributi continuano ad essere visibili sui profili Instagram e Facebook dei singoli profili. 

L’invito è dunque a seguire l’attività della rete, rimanere informati e studiare questa bella pagina della storia del nostro Paese ritenuta ingiustamente divisiva.